Bergamo, negozianti e ristoratori dal prefetto: "Frustrati e abbandonati, serve un decreto per noi" - BergamoNews
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Bergamo, negozianti e ristoratori dal prefetto: “Frustrati e abbandonati, serve un decreto per noi” video

Antonio Terzi: "Crediamo fortemente che sia tempo di pianificare la ripartenza". E gli ambulanti annunciano una mobilitazione per venerdì

Mercoledì mattina si è svolto un colloquio tra i rappresentanti di Confesercenti Bergamo e il prefetto Enrico Ricci, in occasione della giornata di mobilitazione nazionale “Portiamo le imprese fuori dalla pandemia” promossa da Confesercenti.

La delegazione, presieduta dal presidente Antonio Terzi, ha consegnato al prefetto un documento diffuso oggi su tutto il territorio italiano che attesta le ragioni della protesta e della campagna di sensibilizzazione, rivolta alle istituzioni e all’opinione pubblica, per dare voce alle necessità e alle richieste sempre più urgenti delle attività del commercio al dettaglio, dei pubblici esercizi e del commercio su area pubblica.

Un accorato appello per rivendicare unanimemente un “decreto imprese” con sostegni adeguati, credito immediato, vantaggi fiscali a favore delle piccole imprese e dei lavoratori e un piano concreto per tornare a lavorare subito in sicurezza.

“Abbiamo consegnato al prefetto, quale rappresentante del Governo sul nostro territorio, la sintesi delle proposte avanzate da Confesercenti nazionale in questa giornata di mobilitazione – dichiara Antonio Terzi –, ma soprattutto il senso della frustrazione e dell’abbandono che le nostre imprese sperimentano in modo crescente da oltre un anno. Crediamo fortemente che sia tempo di pianificare la ripartenza, di dare un segnale di speranza alle aziende e anche alle famiglie che stanno dietro alle imprese, titolari e dipendenti – prosegue Terzi con riferimento alla petizione nazionale. Di accelerare fortemente sul piano vaccinale, di immaginare ristori e risarcimenti idonei oltre che a compensare quanto accaduto anche e soprattutto a far intravedere una possibilità di futuro, di considerare prioritario il salvataggio di quelle categorie che più sono state sacrificate in questi mesi, ed anche di progettare un domani che possa riequilibrare tra chi ha più goduto di questa situazione e chi è stato costretto all’inattività. Penso alla grande disparità che si è creata tra alcune modalità distributive, anche e soprattutto quelle online delle grandi multinazionali, e molti nostri esercenti e commercianti”.

“Questi mesi – conclude il presidente di Confesercenti Bergamo – hanno dimostrato a tutti inequivocabilmente, anche grazie al loro impegno a favore della cittadinanza nei mesi più duri, quanto siano fondamentali negozi e mercati. E soprattutto le donne e gli uomini che vi operano. Chiediamo al Governo il coraggio di tradurre in fatti e in scelte politiche ed economiche concrete il grande bisogno di vicinato, di comunità, di prossimità che tutti riconoscono come fondamentale e necessario per il futuro delle nostre città e dei nostri paesi. E soprattutto di farlo ora”.

Durante l’incontro, il presidente ANVA Confesercenti Bergamo, Giulio Zambelli, ha consegnato all’attenzione del Prefetto una seconda lettera dove si chiede urgentemente la riapertura di tutti i mercati all’aria aperta, la ripresa del comparto (circa 2.000 le micro imprese famigliari bergamasche) e la garanzia di ristori veri ed immediati finché la situazione non si stabilizzerà.

L’associazione degli ambulanti bergamaschi ha inoltre annunciato, per venerdì 9 aprile alle ore 15.30, una manifestazione pacifica con 100 ambulanti e rispettivi furgoni in piazzale Alpini a Bergamo: “Ci saranno un centinaio di ambulanti – spiega Zambelli – L’umore è nero, chiediamo solo di tornare a lavorare, non vogliamo i ristori. Siamo in grado di fare tutto in sicurezza, anche perchè lavoriamo sempre in grandi piazze. Anche poco, ma riprendiamo il giro”.

“Abbiamo cercato di spiegare che riaprire è importante, magari non soltanto a mezzogiorno ma anche la sera – aggiunge Robi Amaddeo, presidente di Fiepet Confesercenti – . L’importante è non continuare ad aprire e chiudere. Aspettiamo che il piano vaccinale abbia il suo corso, ma oggi la situazione dei ristoratori è compromessa e di conseguenza anche la filiera dell’agricoltura e dell’accoglienza. La ristorazione è stata considerata tempo libero, ma è soprattutto convivio: da quello nasce la socialità di una comunità e di unPaese. Considerarlo elemento non indispensabile è quello che ci ha fatto più male”.

Le proposte di Confesercenti sono oggetto di una petizione on line a cui tutti gli imprenditori possono aderire sul sito www.confesercenti.it.

PETIZIONE CONFESERCENTI

“Portiamo le imprese fuori dalla pandemia”

PROPOSTE SUI SOSTEGNI ALLE IMPRESE

❖ Previsione di un “Contributo una tantum automatico” calcolato percentualmente sulla base del contributo già previsto dal Decreto Sostegni che garantisca un immediato sostegno in termini di liquidità alle imprese e professionisti in profonda crisi finanziaria.

❖ Un sostegno reale e trasversale per la ripresa e la continuità prospettica aziendale di tutte le imprese italiane danneggiate dalla crisi con la previsione di un ulteriore Contributo a fondo perduto che abbia le seguenti regole d’accesso: scostamento del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 di almeno il 30% rispetto al fatturato e i corrispettivi dell’anno 2019. L’ammontare del contributo dovuto si calcola sulla base di una quota dei costi effettivamente sostenuti dall’imprenditore nell’anno 2020 e strettamente inerenti all’attività d’impresa. Il calcolo per il 2021 è calcolata per una quota pari al 25% dei costi inerenti ed effettivamente sostenuti nell’esercizio 2020 da tutti i soggetti economici che rispettino il requisito d’accesso. Il contributo è erogato in quote mensili di pari importo fino al termine dello stato d’emergenza.

PROPOSTE SULLA FISCALITÀ

❖ Reintroduzione del “Tax credit locazioni” secondo le medesime regole previste per tale disciplina nei periodi di applicazione. Tale previsione dovrebbe essere concretizzata almeno dal mese di gennaio 2021 al mese di giugno 2021 stante il fatto che nel primo quadrimestre dell’anno la maggior parte delle imprese commerciali è stato sottoposto a misure restrittive

❖ Fiscalità di vantaggio per imprese e lavoratori autonomi di minori dimensioni: previsione di un “Tax Credit per i contribuenti di minori dimensioni” che abbiano un volume d’affari non superiore a 2 Mln di Euro. Il beneficio fiscale consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta, cedibile anche a terzi, pari al 60% dei costi sostenuti nell’anno 2020 per l’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo (costi inerenti all’attività d’impresa e professionale effettivamente sostenuti ed adeguatamente certificati). Il credito è riconosciuto alla generalità dei soggetti
individuati indipendentemente dalle condizioni di “incapienza fiscale” o “perdita
fiscale”;

❖ Ampliamento della disciplina “Super bonus 110%” agli immobili strumentali o comunque utilizzati nell’esercizio dell’attività d’impresa al fine di rendere ancor più appetibile uno strumento giudicato positivo. Tale previsione avrebbe effetti positivi e propulsivi dei vari settori economici coinvolti.

❖ Reale semplificazione nella “circolazione dei crediti fiscali” con relativa razionalizzazione delle procedure attualmente previste e della mole documentale richiesta. Tale previsione porterebbe ad un reale vantaggio economico circolare con conseguente costituzione di una vera e propria moneta fiscale.

PROPOSTE SUL CREDITO ALLE IMPRESE

❖ Temporary Framework: allungamento durate finanziamenti garantiti dal Fondo di Garanzia per le PMI (di cui alla L. n. 662/96) fino a 15 anni. Operatività del Fondo di Garanzia: durata massima fino a 15 anni; percentuale di garanzia pari al 90% fino a 10 anni e dell’80% oltre 10 anni; importi massimi che dovranno rispettare i limiti attualmente in vigore.

❖ Esclusione “temporanea” dalle misure di “concessione” le nuove operazioni oggetto di rinegoziazione / consolidamento garantite dal fondo di garanzia per le imprese che hanno avuto un calo del fatturato nell’esercizio 2020 rispetto all’esercizio 2019 prevedendo su tali operazioni incremento del 25% di liquidità aggiuntiva del debito da rinegoziare/consolidare. L’allungamento fino a 15 anni delle operazioni garantite a valere sul TF e la possibilità di consolidare/rinegoziare le operazioni su indicate con aggiunta del 25% di liquidità aggiuntiva.

❖ Estendere ed ampliare la portata dell’intervento del Fondo di Garanzia almeno al 31.12.2021. Tale previsione, per le imprese con un massimo 249 dipendenti e sede in Italia, quale intervento “straordinario” del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI con garanzia concessa gratuitamente, copertura all’80% su qualsiasi operazione (non ricompresa nel Temporary Framework), accesso garantito senza utilizzo del modello di valutazione del fondo; importo massimo totale per azienda di 5 milioni di euro (superato tale limite le PMI potranno utilizzare plafond di garanzie SACE).

❖ Prorogare le moratorie ex art. 56 fino al 31/12/2021

❖ Modificare l’art. 111 del TUB sul tema del “Microcredito” aumentando le soglie oggi previste, eliminando le limitazioni attuali con l’ampliamento della platea dei soggetti beneficiari e dei coefficienti economici e patrimoniali richiesti ed un allungamento delle durate attualmente disciplinate

PROPOSTE SULLE RIAPERTURE

❖ Per il comparto della Ristorazione in zona gialla prevedere: somministrazione consentita fino alle 22 (dalle 18 servizio esclusivamente al tavolo), asporto consentito fino alle 22, delivery libero.

❖ Per il comparto dei Bar in zona gialla prevedere: somministrazione consentita fino alle 20 (dalle 18 servizio esclusivamente al tavolo), asporto consentito fino alle 22, delivery libero

❖ Per il comparto della Ristorazione e dei Bar in zona arancione prevedere: somministrazione consentita fino alle 18, asporto consentito fino alle 22, delivery libero

❖ Per le attività presenti nei Mercati, nei Centri e gallerie commerciali ed altre strutture assimilabili in zona gialla e arancione prevedere: nessuna preclusione nelle giornate festive e prefestive nel rispetto dei protocolli e delle linee guida regionali.

❖ Per il comparto del Commercio ambulante in zona rossa la previsione di sospendere i mercati ad eccezione delle attività dirette alla vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, nonché dei generi di prima necessità individuati nell’allegato 23.

❖ Per il comparto dei Servizi di barbiere e parrucchiere prevedere l’apertura nel rispetto dei protocolli e delle linee guida regionali.

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