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Covid, a Bergamo scende il tasso di incidenza: si procede a cinquemila vaccini al giorno - BergamoNews
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Covid, a Bergamo scende il tasso di incidenza: si procede a cinquemila vaccini al giorno

Positivo il 7,5% dei tamponi diagnostici, mentre l'Rt è sotto a 1: sistema ospedaliero molto impegnato, anche per pazienti che arrivano da fuori provincia, ma non ai livelli di sofferenza della prima ondata.

Il tasso di incidenza del Covid sta scendendo, l’Rt è sotto l’1 e di media al giorno si stanno facendo cinquemila vaccinazioni: questa la sintesi della consueta call del venerdì tra Ats e i sindaci della provincia di Bergamo, per l’aggiornamento settimanale sulla situazione sanitaria.

“Il tasso di incidenza – sottolinea Alberto Zucchi, direttore Servizio Epidemiologico Aziendale di Ats Bergamo – sta finalmente scendendo ed è arrivato al 7,5% (positivi sui tamponi diagnostici), anche se la velocità non è sostenuta e ci possono essere giorni di ‘rimbalzo statistico’ in incremento dei dati. Il senso complessivo della curva è comunque indirizzato verso il decremento, dato confermato dal numero medio dei casi incidenti su base settimanale che stanno calando. Arrivano segnali positivi anche dai Comuni inseriti nel cordone sanitario verso Brescia, con riduzione del contagio determinato dal contenimento e come iniziale effetto della prima dose vaccinale. Il plateau è raggiunto e superato, la fase discendente è iniziata in anticipo sul resto della provincia. Il tasso di occupazione dei posti letto Covid è monitorato quotidianamente: il sistema ospedaliero è molto impegnato (anche per i pazienti che arrivano da altre province), ma sta gestendo la situazione con grande professionalità, senza raggiungere i livelli di ‘sofferenza’ della prima ondata”.

La riunione si è aperta con la comunicazione di Marcella Messina, presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci, dell’ingresso di Anci Lombardia nella Cabina di Regia regionale, coordinata da Guido Bertolaso, che governa il piano vaccinale anti Covid-19 in Lombardia.

Una novità che consentirà ai sindaci di essere costantemente informati sull’andamento della campagna vaccinale a livello regionale, disponendo di informazioni e strumenti di monitoraggio utili anche a rilevare eventuali criticità sul territorio ed elaborare proposte di evoluzione degli strumenti stessi.

A Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo, il compito di riassumere i dati relativi ai vaccini: “Regione Lombardia a livello nazionale è a 1.402.562 dosi: come dosi erogate rispetto agli abitanti sono analoghe a quelle delle regioni di maggiori dimensioni. Il lavoro sta proseguendo nonostante le difficoltà riscontrate sino ad oggi. Il quadro sul territorio a livello regionale per gli over 80: la situazione vede ATS Bergamo con la percentuale più elevata di somministrazioni sulla prima dose. Stiamo usando il 96% delle dosi Pfizer disponibili per ATS. Chiaramente servono nuovi arrivi di vaccini. La scelta è stata di mettere in sicurezza la popolazione più a rischio”.

Per quanto riguarda l’andamento delle diverse fasi emergono i primi numeri.

La fase 1 (dedicata a Rsa e Personale sanitario) ha una copertura del 99% sulla prima dose; sulla seconda dose del 100% per i sanitari e dell’83% per le RSA. La fase 1 è sostanzialmente in chiusura.

La fase 1bis (Unità di Offerta Sociali, Socio-Sanitarie, Psichiatriche, ordini professionali, sanità privata, trasporto sociale) vede il 45% di somministrazioni per le prime dosi e il 20% di somministrazioni delle seconde dosi; più avanti le unità di offerta sociosanitaria (63%) e gli ordini professionali (69%); più indietro, mille somministrazioni circa, le UDO sociali.

La fase 1ter (Over 80, personale scolastico, forze dell’ordine) ha uno stato di avanzamento al 72% di somministrazioni della prima dose e all’8% per quel che riguarda la seconda; il blocco di Astra Zeneca ha determinato un fermo che ha causato un ritardo di una settimana.

Per quel che riguarda il cordone arancione dei comuni verso Brescia le somministrazioni della prima dose sono arrivate all’80%, al 6% la seconda.

I prossimi passaggi prevedono l’attivazione degli hub nei quali, tendenzialmente da metà aprile dopo la fase over 80, partirà la campagna vaccinale massiva. Venerdì sono state definite le sedi presenti sul territorio, incluse Clusone, Mapello, Rogno, Zogno, Sant’Omobono e Albino.

L’obiettivo posto da Regione Lombardia era di 17.000 dosi al giorno, ma con il coinvolgimento di tutti si arriva a 20.000 e quindi non sarà necessario aprire nuove sedi.

Rispetto alle 3.700 dosi al giorno di due settimane fa, attualmente di media si è arrivati 5.000 vaccinazioni al giorno, nonostante le ormai note difficoltà e intoppi con il sistema di convocazione regionale.

Nelle ASST verranno vaccinati gli estremamente vulnerabili già in carico a queste strutture. Al momento l’Ats sta fornendo agli ospedali liste per evitare che i pluripatologici vengano chiamati da più strutture: il rischio di doppia chiamata rimane su 40.000 persone circa, ma il sistema renderà evidente l’avvenuta vaccinazione. Alcune ASST, comunque, hanno già iniziato a vaccinare.

La campagna di vaccinazione massiva partirà tendenzialmente dopo il 12 aprile. Sono stati coinvolti le ASST e anche gli ospedali privati accreditati, cui è stato chiesto di garantire un numero minimo di vaccinazioni quotidiane. Il criterio utilizzato per i privati è stato il budget: i privati garantiranno quindi il 30% delle vaccinazioni al giorno, per lo più negli hub già esistenti.

Nella giornata di giovedì, come ricordato dal coordinatore sedi territoriali vaccinazioni Covid Antonio Sorice, sono stati effettuati alcuni sopralluoghi nei punti vaccinali con i responsabili di Poste Italiane e con i responsabili dei centri stessi, in vista dell’implementazione del sistema di prenotazione gestito da Poste. Sono stati verificati tutti gli aspetti tecnici e operativi per predisporre tutte le sedi al nuovo sistema e renderlo pienamente operativo.

Tra le prossime attività, ci saranno anche le vaccinazioni domiciliari per le persone con elevata fragilità che partiranno la prima settimana dopo Pasqua, una volta terminata la fase over 80: l’Ats Bergamo, col direttore sociosanitario Giuseppe Matozzo, ha illustrato il piano: ad oggi risultano eleggibili per il servizio 10.300 persone, 3.993 (38,77%) saranno vaccinate dai medici di medicina generale, 6.307 (61,23%) da erogatori privati dell’Assistenza Domiciliare Integrata.

Vaccinazioni anti Covid19: il grazie dell’Agenzia di Tutela della Salute

A margine della call odierna con i sindaci della Bergamasca il direttore generale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, Massimo Giupponi, ha voluto ringraziare quanti, a vario titolo, hanno contribuito all’avvio delle vaccinazioni, alla fase 1, all’individuazione dei centri vaccinali e alla loro operatività: “Ringrazio innanzitutto le tre ASST: Papa Giovanni XXII, Bergamo Est e Bergamo Ovest. Quindi il mondo del privato accreditato e i medici di medicina generale. Senza dimenticare i soggetti con cui stiamo collaborando come le farmacie, i volontari e quanti si sono spesi in questi primi tre mesi per rendere possibile quello che, nel 2020, sembrava solo un sogno: la vaccinazione dei nostri concittadini rispetto al Coronavirus. Infine un grazie a tutti i collaboratori dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo”.

La strada è tracciata e la collaborazione della sanità territoriale in tutte le sue componenti è la via maestra da percorrere per raggiungere la meta: assicurare la copertura vaccinale a tutti i bergamaschi che si faranno vaccinare.

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