I Geco di Gazzaniga, giovani con tanta voglia di comunità - BergamoNews
L'iniziativa

I Geco di Gazzaniga, giovani con tanta voglia di comunità

I suoi 17 membri attivi, tra i 20 e i 30 anni, hanno deciso di impegnarsi per i coetanei del territorio

Il gruppo Geco è nato nel 2019 a Gazzaniga, paese bergamasco di poco meno di 5000 abitanti, grazie alla voglia di alcuni amici di mettersi in gioco per i giovani e per il territorio. Con Beatrice Gualdi, uno di membri del gruppo, abbiamo parlato di com’è nato, dei giovani e della voglia di stare insieme e di come sono riusciti a coinvolgere la popolazione, realizzando, di fatto, il loro desiderio di comunità.

Com’è nata l’idea di questo gruppo?

L’idea è nata da una serata con un gruppo di amici, per via della volontà e della necessità di creare un ente che facesse qualcosa per il paese e per il territorio, che agisse in parallelo a ciò che già realizzava l’oratorio. La realizzazione e la nascita vera e propria sono poi state possibili grazie a un nostro membro che aveva già un legame con le ACLI (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani n.d.r), e più in generale ai buoni rapporti con il Comune, in particolare l’assessore alle politiche giovanili di Gazzaniga, il cui supporto è stato prezioso quanto essenziale. C’è stato poi il processo di creazione del nome. “Geco” è acronimo di “giovani e comunità”.

Di cosa vi occupate?

Ci occupiamo principalmente di creare attività all’interno del comune di Gazzaniga, ma eventualmente anche oltre i confini comunali, in caso di collaborazioni con altre realtà giovanili. In concreto questa volontà si declina in diversi modi, poiché il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare e proporre delle attività che potessero rivolgersi non solo ai giovani, ma a tutto il paese. Dedicandoci a questa larga fascia di età, organizziamo giochi per i più piccoli, fino ad arrivare a proposte culturali, cineforum e incontri con oratori specializzati in temi specifici. Essendo poi tutti volontari, anche le nostre attività sono orientate al volontariato, come la raccolta dei rifiuti nei boschi.

Il bisogno dei ragazzi di fare esperienze e di stare insieme è cresciuto durante la pandemia?

Già nel periodo precedente alla pandemia la ricerca di socialità era diffusa. Le sfide imposte dal confinamento hanno stimolato però ancor più a ritrovare un senso di unione, occasioni di incontro sia fondamentale per non sentirci soli nonostante le giornate trascorse in casa, le lezioni a distanza, la lontananza dai nostri amici. Quando siamo riusciti abbiamo cercato di inserire delle attività in presenza e in generale anche altre nostre attività sono state finalizzate a ritrovare il senso di comunità e la voglia di dialogo. L’idea è anche quella di dare qualcosa da fare ai giovani, un’occasione per conoscere nuove persone, per chiacchierare, per creare momenti di confronto anche su grandi temi.

Quali sono le iniziative che fino ad oggi hanno trovato maggior successo?

Tutto il progetto è iniziato a fine 2019 e avevamo dei progetti che sono rimasti bloccati poiché le restrizioni e la situazione sanitaria non ne consentono l’attuazione. Nonostante queste difficoltà siamo riusciti ad organizzare due attività che hanno trovato molto successo. Mi riferisco alla Gazzacena sospesa, iniziativa in cui abbiamo coinvolto i ristoratori della zona e che ha visto noi del gruppo Geco nelle vesti di fattorini. Al momento del pagamento le persone potevano lasciarci un’offerta libera che sono stati poi destinati all’acquisto di beni di prima necessità per le famiglie più bisognose del paese.

Nel periodo natalizio abbiamo partecipato al mercatino degli hobbisti, in occasione della festa di Santa Lucia, mettendo la nostra bancarella con cioccolato e caramelle e organizzato il Secret Santa, un mega scambio di regali tra tutti i partecipanti all’iniziativa.

Quali saranno i prossimi progetti?

La prossima idea a cui abbiamo pensato è legata alla festività pasquale. Si tratta di una caccia al luogo: pubblicheremo sui nostri canali social delle foto di Gazzaniga, ma anche di altri luoghi limitrofi, e le persone potranno indovinare i posti. Al termine, chi riuscirà a ricordarne di più vincerà un premio.

Cosa direste a dei giovani che vogliono realizzare un gruppo analogo al vostro e non sanno da dove cominciare?

Una volta che si ha la volontà di creare qualcosa di bello, di stare insieme e divertirsi la gestione in sé non presenta grandi difficoltà. Può essere discriminante avere il supporto del Comune e cercare un legame anche con altri enti del territorio e noi in questo siamo stati fortunati. Inoltre, anche agendo come gruppo, in modo informale, si può fare molto. Noi, infatti, non siamo un’associazione vera e propria. Volevamo intraprendere il percorso per diventarlo, ma l’irruzione del Covid-19 ha fermato questo processo e dati i costi che avere un’associazione ha è stata anche una fortuna, poiché non potendo organizzare molte iniziative sostenere le spese avrebbe comportato diverse difficoltà.

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