Amazon in sciopero, Cgil, Cisl e Uil: “Ora, riapriamo le trattative” - BergamoNews
Casirate d'adda

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Lo sciopero è stato deciso dopo l’interruzione delle trattative per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon.

Nella giornata di lunedì 22 marzo è stato indetto il primo sciopero nazionale di 24 ore dei lavoratori Amazon per rivendicare condizioni di lavoro più dignitose e attente alla salute dei lavoratori, nonché maggiore stabilità contrattuale.

Buona partecipazione anche a Bergamo per il primo sciopero in Italia dei lavoratori di Amazon. Fin dalle 8 di questa mattina, fuori dal capannone di Casirate d’Adda, in linea con le disposizioni anticovid, decine di lavoratori e sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil si sono ritrovati per protestare contro le condizioni di lavoro di driver e “lavoratori dell’algoritmo”. Categorie dei trasporti e dei lavoratori interinali contestano la mancanza di diritti e di contrattazione dignitosa nella più grande azienda di commercio online del mondo.

“Con i colleghi di tutta Italia abbiamo voluto far partire un messaggio forte – hanno detto Marco Sala per Filt Cgil, Antonio Scaini per Fit Cisl e Giacomo Ricciardi per Uiltrasporti di Bergamo -. Ora chiediamo con forza che Amazon riapra subito la trattativa col sindacato per migliorare le condizioni di lavoro. È importante lo sviluppo, ma non basta: conta anche la qualità del lavoro, e registriamo ancora criticità su carichi, tempi ed eccessiva precarietà lavorativa. Senza risposte, le attività di mobilitazione non si fermeranno”.

Secondo Amazon “il tasso adesione allo sciopero è stato inferiore al 10%, mentre quello riferito dai nostri fornitori dei servizi di consegna intorno al 20%. La nostra priorità – commenta la società – è consegnare ai clienti mantenendo le promesse fatte: per questo continuiamo a lavorare come sempre, nel rispetto dei nostri dipendenti e dei loro diritti”.

IL PARTITO DEMOCRATICO: “NOI, ACCANTO AI LAVORATORI”

“Lo sciopero è stato deciso dopo l’interruzione delle trattative per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, contrattazione che ha ad oggetto questioni cruciali, dalla verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro alla riduzione dell’orario dei driver, sino alla continuità occupazionale in caso di cambio appalto o cambio fornitore e alla stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori somministrati – scrivono in una nota Davide Casati, segretario provinciale PD e Stefano Rossi, delegato Economia e Lavoro della segreteria provinciale -. In tempo di pandemia, l’aumento costante del volume delle vendite online ha reso evidente il ruolo fondamentale svolto da questi lavoratori che rivendicano il riconoscimento di condizioni più giuste a fronte di ritmi di lavoro che vengono dettati da un algoritmo, di un alto tasso di infortuni e ricambio del personale rispetto agli standard del settore e di un ambiente in cui la competizione tra lavoratori per il salario viene costantemente e normalmente incentivata a scapito della salute e della sicurezza. Il Partito democratico della Provincia di Bergamo esprime pertanto la sua solidarietà e vicinanza ai lavoratori di Amazon e alle loro rivendicazioni, laddove se il lavoro è ricerca di senso, legame sociale e risorsa strutturale per la coesione sociale, allora serve una nuova cultura che, nell’affrontare le trasformazioni in atto, superi la visione del lavoro come sfruttamento e valorizzi una concezione del lavoro come relazione di scambio complesso tra persone, in grado di creare legami e solidarietà, capitale sociale e capitale civile”.

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