Lotta all'HIV, Bergamo tra le città più virtuose: presto un'app per prenotare il test - BergamoNews
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Lotta all’HIV, Bergamo tra le città più virtuose: presto un’app per prenotare il test

Su oltre 300 città nel mondo, Bergamo è tra le prime per risultati raggiunti a due anni dalla firma del protocollo internazionale

A due anni dalla firma della Dichiarazione di Parigi il 18 marzo 2019 a opera del sindaco Giorgio Gori, Bergamo ha rispettato le promesse, risultando essere una delle tre città a livello mondiale (su oltre 300 città nel mondo) a raggiungere l’obiettivo OMS (90-90-90) per il 2020.

Ossia, 90% delle persone con HIV diagnosticate, 90% delle persone diagnosticate in terapia e 90% delle persone in terapia con carica virale non rilevabile.

I risultati sono stati annunciati ufficialmente nella serata di venerdì 19 marzo con un evento digitale in cui i protagonisti di Bergamo Fast-Track Cities – iniziativa globale che si basa sulla libera scelta delle aree metropolitane di impegnarsi a combattere in modo più efficace e mirato l’infezione da HIV – hanno raccontato il loro percorso fatto di tanto impegno e una rete virtuosa.

Nel 2019 sono stati effettuati ben 700 test per HIV e 208 per HCV. Da giugno 2020, è attivo il Check-point cittadino, un luogo non istituzionale in cui le persone possono ricevere informazioni, supporto, eseguire dei test rapidi, anonimi e gratuiti per HIV, epatite C e sifilide, ma anche uno spazio di ascolto e accoglienza.

“Un luogo in pieno centro cittadino che, nonostante la situazione critica della pandemia, ha permesso di ampliare l’offerta di test alla cittadinanza ed ha quindi contribuito a migliorare la cultura della prevenzione e della cura della salute”, ha dichiarato Marcella Messina, assessore alle Politiche Sociali.

Dall’apertura, a dicembre 2020, effettuati circa 600 test per HIV e pochi meno per sifilide e HCV compresa la European Testing Week. In fase di lock-down è stato inoltre attivato il servizio SOS farmaci e consegnata terapia a domicilio a 70 persone.

Come Bergamo anche altre città italiane hanno firmato il protocollo internazionale: Milano (2018), Firenze e Palermo (2019, Torino, San Remo, Brescia e Latina (2020).

Due anni fa Bergamo ha aderito all’iniziativa ed è tempo di fare le prime valutazioni. La prima stima fondamentale è come si sta affrontando il goal 90-90-90. In Italia, a questo riguardo, uno dei problemi fondamentali è sempre stato l’emersione del sommerso.

“La nostra città ha costruito un grande lavoro per la lotta all’Aids: gli indicatori già da tempo dicono che abbiamo superato gli obiettivi posti dall’OMS in termini di persone diagnosticate, persone poste in cura e persone curate in modo efficace in modo da non essere più contagiose, ma ci sono ancora tante persone non informate o male informate, o convinte di essere fuori dall’area di rischio e c’è anche la discriminazione nei confronti dei malati, con quel pregiudizio che nei malati diventa vergogna per cui cercano di non esporsi. Il grande lavoro del progetto Fast Track City ci stanno aiutando a completare l’ultimo passo necessario per abbattere la malattia entro il 2030″, dichiara il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Far emergere il sommerso, cioè portare a fare il test chi non ha mai pensato di farlo vuol dire in primo luogo rendere il test fruibile in ambienti e situazioni diversificate.

Paolo Meli, dell’Associazione Comunità Emmaus e portavoce delle organizzazioni aderenti alla rete, congiuntamente a Marco Arlati, Presidente di Arcigay Bergamo Cives, e Paola Pesenti Bolognini, referente di Croce Rossa – Comitato di Bergamo, afferma: “A Bergamo è stato lanciato il progetto Friendly Test che, a partire da un sito informativo/educativo www.friendlytest.it, punta ad offrire l’opportunità di sottoporsi al test rapido, anonimo e gratuito presso il check point cittadino, una realtà non istituzionale dove poter eseguire non solo il test per HIV ma, abitualmente, anche quello per HCV e sifilide. Ma il test, purtroppo con delle limitazioni nei mesi dell’emergenza Covid-19, è stato e sarà portato anche in diverse realtà cittadine sia alla popolazione generale sia in particolari contesti (Università, Centri Sociali, saune e locali gay) che in specifiche situazioni di disagio (marginalità, tossicodipendenza, prostituzione)”.

Combattere l’HIV vuole anche dire fare cultura, continua Paolo Meli: “I giovani sono molto ricettivi rispetto ai problemi della salute. Con il progetto #cHIVuoleconoscere abbiamo raggiunto più di 3000 studenti delle superiori sia con informazione sulle malattie a trasmissione sessuale sia con un processo educativo attivo teso a superare lo stigma nei confronti di HIV, anche attraverso lo sviluppo di progetti artistici e di comunicazione sociale ideati dai ragazzi stessi che sono diventati la base della campagna informativa lanciata dall’autunno per promuovere l’accesso al test e il Check Point”.

Il 2020 è stato un anno difficile per tutti e la sanità ha dovuto affrontare problemi notevoli.

Lo evidenzia Franco Maggiolo, infettivologo ASST Papa Giovanni XXIII: “In un anno di pandemia come il 2020, il rischio che la gestione delle patologie croniche andasse in sofferenza era una evenienza più che reale. Da noi, per quanto riguarda l’infezione da HIV, però, tutti i parametri della Cascade of Care che misura il goal 90-90-90 sono andati migliorando rispetto al 2019. 90-90 90 vuol dire ottenere almeno il 73 % della totalità dei soggetti con infezione da HIV in terapia stabile ed efficace con viremia controllata. Il nostro valore era dell’81.2% nel 2019 ed è salito all’ 82.5% nel 2020. Migliorare la performance in un momento di stress è un risultato notevole. Va sottolineato che Bergamo FTC è l’unica città italiana che ha raggiunto il target OMS 90-90-90 con risultati tra i migliori in assoluto anche a livello internazionale.”

Raggiunto l’obiettivo OMS per il 2020 (90-90-90), Bergamo FTC rilancia per l’obiettivo 2030 (95-95-95).

Nel 2021 si esploreranno nuove possibilità come quella del primo “Check-point diffuso” d’Italia, cioè la possibilità di esportare in modo strutturato e continuativo, l’attività del Check-point in quelle realtà che sono più vicine alla parte fragile della popolazione (ricoveri per senza tetto, ostelli, comunità per migranti) per raggiungere persone che a causa della loro marginalità difficilmente accedono ad alcun servizio istituzionale. In attesa della possibilità di ritornare nelle piazze cittadine, si rilancerà inoltre la partecipazione alla Testing Week Europea e proseguirà con modalità innovative a distanza anche il lavoro di informazione, sensibilizzazione e formazione con gli studenti delle scuole superiori della Provincia.

Un’altra importante nuova iniziativa sarà la Friendly App, scaricabile gratuitamente da Google Play e Apple Store a partire dal prossimo mese di maggio, per la prenotazione dei test HIV, HCV e Sifilide presso il Check Point di Bergamo e integrata con molte altre funzionalità collegate al benessere psico-fisico.

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