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Dopo la bimba partorita per strada, Scandella: "Bisogna riaprire il punto nascite di Piario" - BergamoNews
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Dopo la bimba partorita per strada, Scandella: “Bisogna riaprire il punto nascite di Piario”

Il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella torna a chiedere con una mozione all’assessore alla salute Letizia Moratti

Il consigliere regionale del PD Jacopo Scandella torna a chiedere la riapertura del punto nascite dell’ospedale M.O.A Locatelli di Piario e lo fa con una mozione all’assessore alla salute Letizia Moratti depositata il 17 marzo, due giorni prima della vicenda di una donna che, partita all’alba da Ardesio, in alta Valle Seriana, ha dato alla luce sua figlia in un parcheggio di Nembro, perché non ha fatto in tempo ad arrivare in ospedale.

“Per fortuna è andato tutto bene – dichiara Scandella – ma la scelta della Giunta Fontana di chiudere il punto nascita di Piario si conferma sbagliata ogni volta che si mette a rischio la salute e il benessere di una donna e della sua famiglia. Piario serviva 44 comuni montani per una popolazione di 109mila abitanti, che ora, dopo che anche l’attività del punto nascita di Alzano è stata sospesa, hanno come punto nascite di riferimento il Bolognini di Seriate, che per alcuni è distante più di un’ora di viaggio.”

“Non mi sono mai rassegnato a quella decisione – aggiunge il consigliere regionale – e tre giorni fa ho depositato una nuova mozione per chiedere alla giunta regionale, quindi alla nuova assessora Letizia Moratti, di riaprire il punto nascite di Piario e il servizio di pronto intervento pediatrico aperto 24 ore su 24, garantendo gli standard necessari di sicurezza. Mi auguro che sia discussa il prima possibile come è avvenuto per il punto nascite dell’ospedale di Iseo, su iniziativa degli esponenti del centrodestra locale.”

“Lo spopolamento della montagna va combattuto su tutti i fronti – conclude Scandella – anche e soprattutto quello dei servizi per le giovani famiglie. Rispetto al 2018 c’è una grossa differenza, ci sono risorse economiche straordinarie che consentono di assumere nuovo personale e pianificare nuovi investimenti, per far sì che anche nei territori più periferici possano essere rispettati gli standard richiesti: è l’occasione per dimostrare che chi vive in montagna non è un cittadino di serie B.”

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