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Federmeccanica

Dalla mansione al ruolo, le novità del contratto nazionale dei metalmeccanici

Federmeccanica: "Abbiamo mandato un messaggio di fiducia in un momento di grande difficoltà. I metalmeccanici hanno proseguito con determinazione sulla strada del Rinnovamento avviata nel 2016"

Il 5 febbraio 2021 è stata infatti sottoscritta l’ipotesi di accordo del Contratto Nazionale di settore, che da continuità all’impostazione innovativa del “rinnovamento contrattuale” introdotto nel 2016. Il Contratto riserva particolare attenzione agli elementi cardine di formazione e del welfare ed introduce un’ulteriore novità con il nuovo sistema di inquadramento del personale, che recepisce i mutamenti di carattere organizzativo e tecnologico diffusi nel mondo delle imprese. Nel pomeriggio di mercoledì 17 marzo si è tenuto il webinar di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Bergamo, in collaborazione con Federmeccanica, dedicato al Rinnovo del CCNL dell’Industria Metalmeccanica e destinato alle imprese del settore aderenti alle due Associazioni territoriali.

Dopo i saluti del Presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz, di Giacomo Riva, Presidente della Categoria Merceologica Metalmeccanico di Confindustria Lecco e Sondrio e di Giorgio Donadoni, Presidente del Gruppo Meccatronici di Confindustria Bergamo, hanno illustrato e commentato l’ipotesi di accordo Stefano Franchi, Direttore Generale Federmeccanica e Daniela Dario, Direttore Relazioni Industriali Federmeccanica.

“Un obiettivo importante raggiunto con il rinnovo è quello della continuità con lo spirito riformatore che il nostro settore ha introdotto già nel 2016 – ha evidenziato il Presidente Giacomo Riva coniugato alla tutela della sostenibilità economica del Contratto, tanto più importante considerando il contesto generale e le criticità dal punto di vista congiunturale generate dalla crisi che stiamo affrontando. Una condizione imprescindibile, quella della sostenibilità economica, in un accordo dove l’incremento quantitativo del trattamento conferma il sistema di garanzia e porta attenzione a elementi strategici come la formazione e la previdenza complementare per i giovani, dando anche valore alle competenze dei lavoratori”.

“È un contratto innovativo, soprattutto sul tema dell’inquadramento” ha commentato il Presidente Giorgio Donadoni. “Un modello – ha proseguito – sostanzialmente inalterato da 50 anni viene profondamente modificato e arricchito: si passa dalla mansione al ruolo. Inoltre i criteri di valutazione della professionalità, introdotti nel CCNL, considerano le caratteristiche dell’attuale organizzazione del lavoro e gli effetti dell’innovazione tecnologica. Viene data così, alle imprese e ai lavoratori, la certezza di un adeguato riconoscimento delle competenze effettivamente espresse. Formazione e welfare, aziendale e nazionale, vengono confermati e aggiornati, per renderli più efficaci. L’obiettivo è sviluppare insieme cultura di impresa e cultura del lavoro, guardando al futuro”.

“Il 2020 ha traumaticamente colpito l’industria manifatturiera evidenziando le sue fragilità legate ai settori, alle filiere e alla globalizzazione” ha dichiarato il Presidente di Federmeccanica Alberto Dal Poz davanti la platea “virtuale” composta dagli imprenditori di Bergamo, Lecco e Sondrio. “Nonostante tutto ciò – ha proseguito – l’industria è stata uno dei pochi “sistemi complessi” capace di reggere un urto tanto violento quanto inatteso, a cui si è aggiunta la transizione verso la maggiore digitalizzazione e sostenibilità delle attività. In questo contesto siamo riusciti a firmare l’ipotesi d’Accordo per il Rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale, il cui cuore è una grande innovazione – la riforma dell’Inquadramento – che nei prossimi anni concorrerà a ridefinire l’identità professionale di milioni di italiani. Abbiamo mandato un messaggio di fiducia in un momento di grande difficoltà. I metalmeccanici hanno proseguito con determinazione sulla strada del Rinnovamento avviata nel 2016. Siamo la dimostrazione che le Riforme non solo si possono, ma si devono fare. Anche così si rendono le imprese più competitive, anche così si può recuperare produttività. Adesso queste imprese e i loro collaboratori devono poter contare su un Paese che dimostri la sua fiducia all’industria manifatturiera collocando la sua produzione al centro di una nuova strategia nazionale di sviluppo: dall’automotive alle machine utensili, al packaging, alla meccatronica, agli elettrodomestici, fino alle macchine agricole”.

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