L'appello

Uno scudo penale per i medici che vaccinano, Marinoni: “Necessario”

Il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo commenta la richiesta di una tutela penale per i vaccinatori anti-Covid

“Scrivere una norma come questa non è facile perché bisogna bilanciare attentamente le esigenze dei professionisti e un’adeguata tutela dei cittadini, ma ora è un provvedimento necessario”. Così il dottor Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, si esprime in merito alla richiesta con cui la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, chiede un provvedimento d’urgenza che preveda una sorta di “scudo penale” per i medici vaccinatori che partecipano alla campagna contro il Covid.

La proposta è stata formulata dal presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), il dottor Filippo Anelli, che ha rilanciato gli appelli diffusi in questi giorni dai sindacati Anaoo – Assomed e Fimmg e da singoli medici. Al centro del dibattito, l’iscrizione dei medici vaccinatori nel registro degli indagati, quando si manifesta un evento avverso dopo la vaccinazione.

Il dottor Marinoni spiega: “La responsabilità penale del medico induce un’enormità di situazioni in cui il medico viene sottoposto a indagine penale e a volte anche a giudizio per i più svariati accadimenti. Nella grande maggioranza dei casi queste pratiche giudiziarie si risolvono nel nulla ma comportano che il medico trascorra anni in attesa delle valutazioni e debba affrontare spese legali oltre a spiacevoli vicissitudini di tipo professionale. Tutto ciò da sempre avvelena il lavoro del medico e spesso induce comportamenti difensivi: rischia di essere spaventato, magari rinuncia a svolgere determinate prestazioni e questo non va nell’interesse del sistema. D’altra parte, esiste obiettivamente un problema giuridico che fa sì che i magistrati non si possano esimere da questo tipo di interventi: la soluzione dovrebbe passare attraverso un provvedimento legislativo che disciplini questi aspetti. Nella fattispecie, la somministrazione delle vaccinazioni di per sé è un’attività a rischio molto basso ma i grandi numeri di pazienti da vaccinare fanno sì che il rischio percentualmente minimo che si verifichino effetti avversi diventi quantitativamente significativo. Questa problematica può indurre qualche medico a rinunciare allo svolgimento delle vaccinazioni e sarebbe deleterio in un momento in cui abbiamo bisogno dell’apporro di tutti”.

“A mio avviso e ad avviso della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e odontoiatri – prosegue il dottor Marinoni – prevedere una protezione legislativa ai medici è necessario. In questa circostanza, poi, a quello che abbiamo descritto si aggiunge il rischio di esposizione mediatica perché su tante altre vicende giudiziarie c’è una minor attenzione dei media mentre in questa situazione dei vaccini ogni evento viene portato alla ribalta e può incidere in maniera drammaticamente difficile sull’attività professionale del medico che viene coinvolto. In ambito civilistico il problema è risolto dall’assicurazione ma dal punto di vista penale il professionista viene chiamato in causa in prima persona. Alla fine questi procedimenti finiranno nel nulla, la magistratura eseguirà il proprio lavoro in modo perfetto ma nel frattempo il medico vive situazioni non facili e ne paga pesanti conseguenze sul piano morale, economico e professionale… come sempre l’inizio di un procedimento finisce sulle prime pagine dei giornali mentre l’assoluzione viene pubblicata in un trafiletto nascosto che non legge nessuno”.

Infine, il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo conclude: “È un tema di cui si sta discutendo da anni: con la legge Gelli-Bianco qualche progresso è stato compiuto, laddove si fa riferimento all’applicazione delle linee guida accreditate dall’Istituto Superiore di Sanità, ma alcune questioni sono rimaste irrisolte. È difficile configurare una tematica come questa sotto il profilo giuridico ma penso che i legislatori debbano prenderla in esame con urgenza. L’argomento è molto delicato e scrivere una norma come questa non è facile perché bisogna bilanciare con attenzione le esigenze dei professionisti e un’adeguata tutela del cittadino, ma in una situazione come questa è necessario intervenire”.

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