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"Covid 19 preti in prima linea": il vissuto umano e pastorale di don Fausto Resmini - BergamoNews
Il libro

“Covid 19 preti in prima linea”: il vissuto umano e pastorale di don Fausto Resmini

Riccardo Benotti, giornalista dell’agenzia «Sir», ricorda i 206 sacerdoti vittime del virus in Italia tra cui il cappellano delle carceri di Bergamo

Ha contratto il virus per restare accanto alle persone più fragili, quelle che accoglieva nella Comunità di Sorisole e avvicinava in stazione. Don Fausto Resmini è ricordato nel libro edito dalla San Paolo ‘Covid-19: preti in prima linea’, di Riccardo Benotti (clicca qui) giornalista dell’agenzia “Sir”.

Viene raccontato il vissuto umano e pastorale del prete bergamasco 67enne, già presidente del Patronato San Vincenzo e cappellano delle carceri di Bergamo, che punto di riferimento della città. Di Don Resmini l’autore del libro ha detto: “Ho capito che era una figura importantissima, non vorrei esagerare ma in città è percepito come un santo”.

covid 19 preti

Come lui don Silvio Buttitta, compagno in seminario di don Pino Puglisi, che nei suoi 60 anni di sacerdozio ha cresciuto intere generazioni in uno dei quartieri più poveri e degradati di Palermo.

Pastori rimasti in mezzo alla gente anziché mettersi in salvo, umiltà come misura di un servizio nelle città e nei piccoli e minuscoli centri, presenze che la gente sente come indispensabili.

Nella prima parte del libro si raccontano le testimonianze dirette dei preti che hanno servito il popolo che è stato loro affidato durante il primo anno della pandemia: il cappellano dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, il presidente dell’Opera Diocesana Assistenza a Firenze, il cappellano del carcere di San Vittore a Milano e un parroco della periferia di Roma.

Nella seconda parte del volume, vengono ricordate le storie dei tanti sacerdoti che sono morti in Italia durante la pandemia da Covid-19. Un viaggio dal Nord al Sud del Paese per rendere noti a tutti i nomi, i volti e soprattutto le azioni di coloro che hanno perso la vita. Dal 1° marzo al 30 novembre 2020 sono 206 i sacerdoti diocesani italiani che muoiono a causa diretta o meno dell’azione del Covid-19.

A essere coinvolto nella strage silenziosa è quasi un terzo delle diocesi: 64 su 225.La concentrazione delle vittime è nell’Italia settentrionale (80%), con un picco in Lombardia (38%), Emilia Romagna (13%), Trentino-Alto Adige (12%) e Piemonte (10%). Segue il Centro (11%) e il Sud (9%). Il mese di marzo 2020 è quello che registra il numero più alto di decessi (99), che rappresentano poco meno della metà del totale (48%); ad aprile la situazione migliora (27 morti) per digradare nella tarda primavera e durante l’estate (5 vittime complessive). A ottobre però la miccia si riaccende con i primi 7 decessi della seconda ondata, per poi rapidamente deflagrare nel mese di novembre con 68 morti (33%). A morire sono soprattutto i preti più anziani, con un’età media di 82 anni in linea con quella delle vittime di Covid-19 nella popolazione generale.

Il libro presenta, infine, una scheda sintetica per ciascun sacerdote morto per Covid-19.

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