Salesiani, incontro sul tema dell'aborto: "La toccante testimonianza di due genitori" - BergamoNews
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L'iniziativa

Salesiani, incontro sul tema dell’aborto: “La toccante testimonianza di due genitori”

Il Centro Salesiano "Don Bosco" di Treviglio ha organizzato un incontro sul tema dell'aborto invitando Eleonora e Mauro Busnelli, due sposi che hanno scelto di non interrompere la gravidanza nonostante fosse stata diagnosticata al feto una grave malformazione

Il Centro Salesiano “Don Bosco” di Treviglio ha organizzato un incontro sul tema dell’aborto invitando Eleonora e Mauro Busnelli, due sposi che hanno scelto di non interrompere la gravidanza nonostante fosse stata diagnosticata al feto una grave malformazione

Ogni anno, in occasione della giornata di Don Bosco, la nostra scuola organizza attività volte a sensibilizzare gli studenti presentando scorci di vita ed esperienze capaci di completare la loro formazione. Vengono perciò organizzati incontri in cui i ragazzi hanno la possibilità di conoscere persone che portano testimonianze e raccontano esperienze particolari vissute in prima persona. Quest’anno alcuni allievi del triennio hanno avuto l’opportunità di conoscere una testimonianza che presentava un argomento delicato, intorno al quale si sviluppano pareri totalmente contrastanti: il tema dell’aborto.

Eleonora Mariani ha deciso di narrare la sua storia, raccontando ai ragazzi con grande sensibilità ciò che aveva sperimentato e vissuto insieme a suo marito, Mauro Busnelli, a partire dagli anni di conoscenza che li hanno poi condotti al matrimonio. Il racconto si è articolato in particolare sui momenti di grande sofferenza, vissuti nell’affrontare scelte difficili, che hanno richiesto responsabilità e coraggio. Eleonora è un esempio di donna che ha deciso di portare a termine una gravidanza, nonostante fosse stata diagnosticata al feto una grave malformazione, definita agenesia renale bilaterale, e una speranza di vita che non si sarebbe protratta oltre le due settimane.

Dopo un momento di titubanza, rabbia e sconforto, in cui Eleonora e Mauro si erano quasi lasciati convincere dalle “proposte” di alcuni medici che consigliavano loro l’aborto, hanno deciso di affidarsi alle parole di una suora, loro confidente e guida spirituale, che aveva dall’inizio espresso la propria opinione, dicendosi contraria alla soluzione dettata dai medici. I due futuri genitori non riuscivano a rassegnarsi all’idea di dover essere loro, mamma e papà, a determinare la vita o la morte della figlia. Davanti ad un bivio, che in qualsiasi caso avrebbe comportato una scelta dolorosa e di estremo coraggio, hanno deciso di portare a termine la gravidanza, guidati dalla speranza che i medici potessero aver sbagliato la diagnosi e da una grande fede, che ha impedito loro di sprofondare nel vortice dello sconforto. Eleonora durante l’incontro ha ripetuto più volte una frase, “meglio qualche mese di fatica e coraggio che una vita di rimorsi”. Queste erano le parole che i due genitori si ripetevano ogni giorno, parole che hanno permesso loro di ancorarsi alla speranza, alla fiducia e di affidare il loro destino e quello della piccola bambina nelle mani di Qualcuno di più grande, capace di guidare sapientemente il cammino di ogni creatura.

“Letizia Maria – così si chiamava la piccola – è venuta al mondo 13 anni fa ed vissuta 35 minuti”, racconta Eleonora, con un grande sorriso e anche qualche lacrima al ricordo di quel momento, che ha segnato per sempre la vita dei genitori e anche dei fratelli più piccoli, che, pur non avendo conosciuto la sorellina, mantengono viva la sua memoria ogni giorno, considerandola parte integrante della famiglia. Questa esperienza vera e toccante invita a riflettere sul valore e sul significato di ogni essere umano, che si concretizza nella frase di Eleonora “alla fine ha vinto la vita e non la morte”.

Elisa

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