Il sondaggio di BgY: il 60% da bambina esclusa da giochi "da maschio" - BergamoNews
Festa della donna

Il sondaggio di BgY: il 60% da bambina esclusa da giochi “da maschio”

Abbiamo presentato un sondaggio sul nostro profilo Instagram al quale avete risposto in un centinaio. Le risposte ricevute mostrano che un velo di pregiudizio avvolge ancora la nostra società ed ora più che mai è necessario prendere consapevolezza della condizione femminile.

La Festa della Donna ricorre ogni anno nella giornata dell’8 marzo. Un avvenimento importante per celebrare non solo le conquiste ottenute dalle donne nel corso della storia, ma anche per ricordare le disuguaglianze e le violenze che sono ancora presenti nella nostra società moderna. Siamo certi, però, di essere veramente coscienti e consapevoli della situazione attuale delle donne? Siamo sicuri di sapere cosa voglia dire essere donna e in quale condizione economica, sociale, culturale ancora vivono?

Abbiamo chiesto alle nostre followers su Instagram di rispondere ad alcune domande in relazione alla situazione odierna delle donne e prima di illustrare le risposte è bene ricordare che ogni ragazza che ha risposto potrebbe essere vostra figlia, vostra sorella, la vostra ragazza, vostra cugina, la vostra migliore amica. Ogni risposta che abbiamo ricevuto è segno di qualcosa che non va, una preoccupazione, una frase indiscreta, una paura. Se siete donne e state leggendo, probabilmente non vi stupirete di certe risposte, anzi, forse penserete “è successo anche a me”. Se al contrario, siete uomini, allora potrete mettervi nei panni di chi si è esposto e provare a comprendere realmente cosa vuol dire essere donna.

“Non sei solo carina, sei anche acuta”, “Il calcio non è uno sport da femmine”, “Dovresti vestirti un po’ più da donna e truccarti, non sei un maschio” oppure “Una donna che si rispetti non dovrebbe andare in giro così”.

Queste sono solo alcune delle affermazioni che abbiamo ricevuto da parte di alcune nostre lettrici, frasi che loro stesse si sono sentite dire per i loro interessi, per il loro modo di vestire, per il semplice fatto di essere donne. Frasi che hanno un peso, che vengono dette con leggerezza da parte di chi le pronuncia, ma che non passano inosservate da parte di chi le riceve.

Inadeguate, inadatte, sminuite, indiscrete… una manciata di aggettivi per descrivere come le donne si sentono dopo aver ricevuto alcuni commenti in relazione al loro modo di essere o al loro comportamento, ma come ricorda una ragazza “a volte basta anche solo uno sguardo”.

È necessario sottolineare come tutto questo inizi già nell’infanzia, osservando come il 60% delle ragazze abbia dichiarato che già da bambine si sono sentite dire che quel gioco non era adatto a loro in quanto femmine.

Provando a spostarci per un attimo in ambito scolastico o lavorativo, il 20% delle donne ha dichiarato di essere stata criticata per aver ottenuto dei risultati, non grazie al proprio merito personale, bensì grazie al proprio corpo, al proprio fisico che le ha portate ad ottenere quel voto, quel successo, quella carriera.

In passato anche BGY fu eco della testimonianza di una ragazza, colpevole di aver ricevuto un voto scolastico elevato, ma il merito, per un suo compagno, era tutto del suo seno e come ci ricorda una ragazza, la frase “per te è più facile, basta che mostri la scollatura” non è poi così rara, perché a volte le capacità delle donne vengono sminuite per esaltare le forme. Ancora oggi sono tante, troppe le donne che sono state svalutate come persone per la loro identità biologica, con un allarmante 58% di ragazze che affermano di essere state sminuite per il fatto di essere donne. “Non puoi fare l’arbitro, nessuno ti ascolterebbe”, “Sei brava, ma essendo donna conti meno del tuo collega” ed ancora in ambito lavorativo “spostati, faccio io che sono un uomo”, ma anche dichiarare che assumere una donna giovane è rischioso perché potrebbe avere una gravidanza, o commenti in famiglia con padri che alle figlie dicono “sistema, pulisci, che quando avrai una casa con X sarà così, sei tu la donna”.

Donne che si sentono svalutate per il loro aspetto, che si sentono inadeguate se non rispecchiano i canoni della società, col trucco che deve essere adeguato, l’abbigliamento giusto, femminile ma non provocatorio.

È necessario riflettere anche sul fronte familiare, perché se l’Italia è un paese dove i nati sono sempre meno, dovremmo forse domandarci che impatto ha un figlio all’interno della famiglia, ma soprattutto, siamo certi che tale impatto sia uguale sia nei confronti del padre che della madre? Secondo un’indagine svolta dalla Fondazione Leone Moressa e pubblicata dal Sole24Ore, le donne occupate con figli che vivono in coppia sono solo il 53,5%, contro l’83,5% degli uomini a pari condizioni. Ciò significa che un figlio è una ricchezza per il Paese, ma porta ad un allontanamento dal lavoro della componente femminile e la cosa più preoccupante è data dal fatto che questa situazione viene già percepita da parte delle donne. Abbiamo infatti chiesto alle nostre followers se l’idea di costruire una famiglia, secondo la loro opinione, avrà delle conseguenze negative in relazione alla propria carriera in ambito lavorativo e con un 67% di risposte positive, possiamo affermare che sì, l’idea di fare una famiglia preoccupa le giovani bergamasche, perché consapevoli che questa scelta avrà una ripercussione negativa sul proprio ambito professionale.

La parità tra uomo e donna è un percorso che non si deve arrestare perché è solo col costante impegno di ognuno di noi che si potrà parlare di eliminazione del gender gap. La giornata in onore delle donne non deve far altro che ricordarci che anche le donne contano, che non devono essere osservate in relazione al loro trucco, alla gonna troppo corta o alla scollatura troppo profonda.

Che uno schiaffo contro una donna è violenza, che il femminicidio è un terribile fatto che colpisce il nostro paese, che una donna che dice “no” è una donna che deve essere rispettata e se una donna viene stuprata, la frase “è stata lei a provocarlo” non deve nemmeno essere pensata. Le donne contano, contano nella famiglia e contano nel lavoro, eppure il divario salariale è ancora presente, in famiglia c’è un divario di ruoli tra madre e padre come afferma il 69% delle nostre followers e gli assorbenti vengono tassati dallo Stato come beni di lusso.

Non regalate un fiore o una mimosa alle donne della vostra vita se al primo caso di violenza o femminicidio pensate “forse se l’è cercata”. Prima di essere galanti con un fiore, siate rispettosi verso vostra madre, vostra sorella, la vostra ragazza, le donne che incontrate ogni giorno.

Alle donne non serve un fiore per essere celebrate, serve rispetto.

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