Sanremo, Roby Facchinetti: "Nessun ricordo di Stefano D'Orazio, che amarezza" - BergamoNews
Lo sfogo

Sanremo, Roby Facchinetti: “Nessun ricordo di Stefano D’Orazio, che amarezza”

La rabbia dello storico leader dei Pooh: "Il Festival lo aveva promesso, anzi garantito. E poco importa si sia trattato di sbadataggine, ignoranza, trascuratezza o maleducazione".

“Il ricordo di Stefano era nella scaletta ufficiale, sia pure a ora tarda, ed in tale veste è stato confermato anche alla stampa. Invece…”.

C’è tanta delusione nelle parole di Roby Facchinetti che, nella mattinata di domenica 7 marzo, ha voluto commentare a modo suo il Festival di Sanremo, conclusosi a tarda notte: un’edizione che lo storico leader dei Pooh non ha voluto giudicare in altro modo se non con l’assenza, ingiustificata, di parole in memoria di Stefano D’Orazio, l’amico e batterista del gruppo scomparso a novembre.

“E credo che allora non ci siano altre parole da spendere: sul Festival, i suoi autori, chi lo ha condotto. C’è solo amarezza – ha scritto Facchinetti in un lungo post su Facebook – E poco importa si sia trattato di sbadataggine, ignoranza, trascuratezza o maleducazione. Davvero, poco importano le cause. Resta, indimenticabile, il fatto. E il mio commento al Festival di Sanremo 2021 non può che esaurirsi qui”.

Facchinetti ha confidato di aver atteso per ore, fino al termine della serata finale, in attesa di sentir pronunciare parole in ricordo di D’Orazio: “Non per presunzione, o perchè fossero pretese da me, dai miei amici per sempre, da Tiziana. Ma perchè il Festival di Sanremo le aveva promesse. Anzi, garantite. Il ricordo di Stefano era nella scaletta ufficiale, sia pure a ora tarda, ed in tale veste è stato confermato anche alla stampa”.

Parole che lui stesso si era immaginato: “Cari amici del Festival di Sanremo, cari amici della canzone italiana, ora vorremmo spendere un minuto delle nostre tante, tantissime, infinite ore di diretta per un ricordo davvero doveroso. Basterà un minuto solo, credeteci – ha scritto -. Ma proprio dobbiamo onorare la memoria di un grande artista, di un esponente storico della canzone italiana più famosa e celebrata anche nel mondo, di un protagonista di questo stesso palco dove ha vinto con una delle canzoni più belle che abbiano mai vinto il Festival, ‘Uomini soli’, di una persona bella, franca, intelligente, leale.
Non possiamo insomma dimenticarci di mandare un applauso a Stefano D’Orazio, che con i Pooh ha rappresentato la stagione più fertile della nostra grande canzone italiana.
Questo palco, un Festival che si chiama ‘della canzone’, non poteva certo scordarsi di chiedere a voi, e a chi ci segue da casa, qualche secondo di attenzione per rivolgere un pensiero e un applauso alla memoria di Stefano D’Orazio.
Ciao Stefano, non ti dimenticheremo mai”.

“Invece, parole come quelle che ho scritto sopra, o altre comunque con lo stesso senso – ha concluso – né io, né i miei amici per sempre, né Tiziana, né voi le abbiamo sentite”.

Nel pomeriggio di domenica sono arrivate le scuse del presentatore del Festival, Amadeus: “C’è stato un problema di sforamenti, di tempi. È colpa mia. Mi scuso con i Pooh. Quell’omaggio l’avevo voluto perché Stefano D’Orazio era un amico, quindi io sono il primo ad essere dispiaciuto”.

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