Raccolta firme contro "la svendita del territorio della Bassa Pianura Bergamasca" - BergamoNews
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Raccolta firme contro “la svendita del territorio della Bassa Pianura Bergamasca”

Destinatari della petizione online il presidente della Provincia di Bergamo e i sindaci dell'ambito 14

“C’è un disegno che vorrebbe i territori lungo l’autostrada BREBEMI come un enorme magazzino delle Logistiche?”.

Si apre con questa domanda la raccolta firme – “Fermiamo la svendita del territorio della Bassa Pianura Bergamasca” – lanciata dalla Rete Associazioni Bassa Pianura Bergamasca su Change.org (https://www.change.org/p/presidente-della-provincia-di-bergamo-e-sindaci-della-bassa-pianura-bergamasca-ambito-14-fermiamo-la-svendita-del-territorio-della-bassa-pianura-bergamasca), la popolare piattaforma per il lancio di petizioni sui temi politico sociali, alla luce di numerose aziende che hanno deciso di insediare i propri complessi produttivi e logistici nella zona.

La risposta non lascia spazio a interpretazioni: “Si, c’è, ed è sempre più evidente ogni giorno. Ma non è il nostro disegno”.

La campagna online, lanciata qualche giorno fa, che ha come destinatari il presidente della Provincia di Bergamo e i sindaci della Bassa Pianura Bergamasca (ambito 14) ha già raccolto 726 firme.

L’ufficio Studi Gruppo Tecnocasa in uno studio recente sottolinea come “la ricerca di strutture, capannoni in particolare, è aumentata e si è concentrata su arterie strategiche, meglio ancora se consentivano un facile accesso alle città. Negli anni scorsi i lavori di potenziamento delle infrastrutture sono stati importanti per questo settore e uno degli interventi che ha impattato sul territorio lombardo è stato senza dubbio dato da Brebemi. –dichiara Fabiana Megliola, Reponsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa– Nel 2019 nei comuni interessati dal suo passaggio si è registrato un aumento dell’11,5% delle compravendite di capannoni ad utilizzo produttivo. La Brebemi, infatti, ha decisamente rivalutato il mercato dei capannoni delle aree che si sviluppano intorno ad essa, anche alla luce del fatto che lungo la A4 non sono più presenti spazi utilizzabili, mentre i comuni lungo la Brebemi hanno previsto aree di sviluppo logistico all’interno dei loro PGT”.

“Quando questo disegno compromette l’equilibrio di un ecosistema. -si legge nella motivazione della petizione-, quando la concentrazione delle Logistiche consuma oltremodo suolo, quando incrementa il traffico, quando aumenta l’inquinamento, quando compromette la salute dei cittadini non è sviluppo sostenibile, non è lo sviluppo che desideriamo per questo territorio”.

“La maggior parte degli interventi sono di build to suit -spiega l’ufficio Studi Gruppo Tecnocasa-,

ovvero sono le stesse aziende che commissionano la costruzione dei capannoni sui terreni già liberi e destinati da PGT a finalità produttive o logistiche. Buona domanda di capannoni anche a Romano di Lombardia e nei comuni limitrofi”.

La Rete Associazioni Bassa Pianura Bergamasca sostiene che “le migliaia di posti di lavoro promessi dalle Logistiche presto vedranno la manodopera, già a basso costo di oggi, sostituita dagli ancor più convenienti robot. Non è una ipotesi: se qualche dubbio possiamo avere in questo senso non è “se avverrà” ma “quando avverrà”.

“Noi associazioni e organizzazioni del terzo settore della Bassa Bergamasca tra Oglio e Serio abbiamo sottoscritto un documento inviato ai Sindaci e alle Sindache del territorio, al Presidente della Provincia, con il quale abbiamo chiesto di sospendere tutti i progetti fino alla predisposizione di un “Piano d’Area” sostenibile e condiviso, che definisca, tenendo conto di quanto già realizzato, le eventuali aree di possibile sviluppo unitamente alle necessarie mitigazioni e/o compensazioni che rendano compatibili e sostenibili tutti gli interventi nel rispetto della normativa sul consumo di suolo.

Abbiamo però bisogno di ciascuno a sostegno del documento inviato. Con questa petizione possiamo far sentire la nostra voce a salvaguardia del territorio che ci ospita ma che non ci appartiene, che è casa comune, nostra e delle future generazioni”.

L’hastag #sorryalberodeglizoccoli chiude la petizione.

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