Torre Pallavicina, nessuno stop al progetto per la Centralina idroelettrica - BergamoNews
Il caso

Torre Pallavicina, nessuno stop al progetto per la Centralina idroelettrica fotogallery

L’incubo di veder realizzato il progetto di centralina idroelettrica a scapito di una porzione di pregio dell’Area protetta del Parco Oglio Nord, in Torre Pallavicina, diventa sempre più realtà per i visitatori e la popolazione del posto.

Nonostante la mobilitazione della cittadinanza, alimentata da volantini e manifesti, e la conseguente sollevazione mediatica della questione, non vi è stato alcun ripensamento da parte del concessionario Sorgenia e dell’ente autorizzatore la Provincia di Bergamo. Ma anzi suona come una beffa l’arrivo poco prima dello scadere dei termini (1° marzo) della comunicazione di inizio dei lavori da parte di Sorgenia e della proroga della Provincia di Bergamo volta a posticiparne l’avvio dei lavori (in realtà già comunicato) al 29 luglio.

Inascoltato l’appello del Parco Oglio Nord ad un tavolo di confronto congiunto con il territorio. In questi giorni, Sorgenia ha convocato i comuni coinvolti dal progetto (il Comune di Torre Pallavicina e il confinante Comune di Roccafranca) ma separatamente; ritenendo all’ultimo di chiudere le porte alle associazioni del territorio. Tutto questo nel silenzio assordante della Provincia di Bergamo che ha ricevuto molte richieste da parte della popolazione e delle associazioni ambientaliste.

Eppure il 2 marzo scorso alla Provincia di Bergamo è pervenuta richiesta di revoca di autorizzazione da parte delle associazioni provinciali e nazionali Circolo Legambiente Serio/Oglio, WWF Cremona e il Comitato nazionale tutela fiumi “Free Rivers Italia”: doveroso un confronto con loro. Oltre naturalmente che con le associazioni torrepallavicinesi, tra cui le sezioni locali di Coldiretti e Federcaccia, che fin da subito hanno messo in guardia sulle ripercussioni del progetto.

Che succederà ora? Non si escludono ulteriori azioni (anche legali) di contrasto alla decisione della Provincia di Bergamo di realizzazione del progetto. “Il territorio – annunciano le associazioni –  stanco di subire l’ennesima decisione calata dall’alto, è pronto a tutto pur di non vedere scomparire per sempre una porzione di pregio dell’Area protetta, oltretutto amatissima dalla popolazione del posto e visitatori del Parco Oglio Nord”.

SORGENIA: PARERI E AUTORIZZAZIONI FAVOREVOLI

Sorgenia in una nota inviata alla redazione precisa: “Il progetto, approvato nel 2016 e divenuto di proprietà di Sorgenia nel corso del 2020, è stato ritenuto ambientalmente compatibile; è stato inoltre oggetto di apprezzamenti per l’impiego di tecnologia all’avanguardia, come la scelta di utilizzare la turbina Very Low Head (VLH) di ultima generazione definita “fish friendly” proprio per la sua capacità di lasciar passare i pesci attraverso le pale senza subire alcun impatto.

Abbiamo acquisito i pareri favorevoli degli enti competenti e tutte le autorizzazioni necessarie per la realizzazione di questo innovativo impianto, dando l’avvio ai lavori secondo le tempistiche previste dalla legge. Ulteriori osservazioni in merito al progetto avrebbero potuto essere presentate in sede di iter autorizzativo, ormai conclusosi positivamente.

Anche se non imposti da alcuna normativa, abbiamo chiesto ai Comuni coinvolti e al Parco Oglio Nord incontri di confronto: per noi, l’ascolto del territorio è pre-requisito indispensabile per realizzare progetti capaci di portare reali benefici alle comunità che in quei luoghi vivono. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo. Abbiamo convocato separatamente gli enti perché siamo consapevoli delle specificità di ogni Comune cui abbiamo chiesto di farsi portavoce delle esigenze delle associazioni territoriali che operano in quei territori.

Nostro obiettivo è avviare un dialogo proficuo con gli enti locali per trovare una posizione di sintesi in grado di venire incontro alle esigenze delle comunità locali. In questa direziona va, per esempio, la decisione di organizzare visite all’impianto per le scolaresche della zona, durante le quali spiegheremo il funzionamento delle centrali idroelettriche e il loro ruolo nella transizione energetica che il nostro Paese è chiamato a realizzare nei prossimi anni”.

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