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Cosmesi

Kiko apre 300 negozi e crea mille posti di lavoro

Kiko, il brand di cosmetici che fa capo alla galassia di Antonio Percassi annuncia da qui al 2023 l'apertura di 300 nuovi store.

Nel mondo della cosmesi è un dato di fatto: nei periodi di crisi si segnala una significativa vendita di rossetti. Ora, come nell’anno del Covid, con tutte le mascherine che coprono la bocca, questo assunto possa essere validato ci pensa Kiko. Il brand di cosmetici che fa capo alla galassia di Antonio Percassi annuncia da qui al 2023 l’apertura di 300 nuovi store. Tra questi si devono contare i 40 che hanno aperto nel 2020, in piena pandemia Covid. Lo annuncia Cristina Scocchia, dal 2017 alla guida di Kiko.

L’apertura di nuovi negozi significa anche assunzioni. Lo scorso anno furono 300 le assunzioni, di queste 50 nel quartiere generale di Bergamo, età media 34 anni, settori: marketing e digitale. Tre i mercati in cui il brand è sbarcato nel 2020: Grecia, Serbia e Arabia Saudita.

“Altri dieci quelli che apriremo nei prossimi sei, nove mesi — aveva dichiarato in un’intervista poco meno di un mese fa Scocchia —, per un totale di circa mille posti di lavoro entro l’anno. Lo considero un messaggio di positività in una situazione non facile”. Dopo aver guidato il brand, tra il 2018 e il 2019, in un piano di ristrutturazione basato su innovazione di prodotto, digitalizzazione ed ecommerce, Scocchia ha sfruttato l’onda lunga dei conti messi in sicurezza (l’Ebidta 2019 in raddoppio a 58 milioni di euro e il fatturato a 600 milioni) e ha puntato ancora di più sui capisaldi della strategia per rilanciare anche nell’anno della pandemia globale, forte di ricavi da digitale saliti al 7,2% e con l’area dell’Asia e Medio Oriente che ha triplicato le vendite in due anni.

Intanto l’orizzonte si sposta sempre più a Est, la geografia del nuovo piano colloca infatti tra Medio Oriente ed Asia i mercati da inaugurare nel 2021, tutti in franchising.
Una scelta ben calibrata per la società che, un anno dopo l’arrivo di Scocchia al vertice ha aperto il capitale al fondo di private equity Peninsula, entrato al 33% e oggi salito al 38%, e che siede nel board. “Abbiamo focalizzato l’espansione geografica sui Paesi Orientali – afferma Scocchia -. Questo non vuol dire che non torneremo più negli Usa (dove Kiko ha chiuso 30 negozi nel 2018) o non andremo in America Latina, ma questo è il tempo delle scelte”.

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