Bergamo

Prince, clochard morto in stazione: “Ci ha insegnato a sorridere, nonostante tutto”

Originario del Ghana, un malore lo ha stroncato a 56 anni. La sera prima i volontari dei City Angels erano passati a portargli l'ultimo té caldo

Anim Prince Kwaku per tutti era semplicemente Prince. Da tempo passava le sue notti in stazione a Bergamo, dove è morto mercoledì mattina a seguito di un malore.

Di lui si sa poco, pochissimo. Originario del Ghana, aveva 56 anni. Quel poco lo raccontano i City Angels, i volontari con basco azzurro e giubba rossa che portano cibo e coperte ai senzatetto. Proprio la sera prima, erano passati a portargli l’ultimo tè caldo durante il turno in città.

“Dormiva in un’area di passaggio, dove è facile essere infastiditi. Eppure non perdeva mai la calma. Era un uomo pacifico e sorridente – dice il coordinatore Francesco Graziano -. Quando parliamo con un utente di strada – spiega – siamo sempre un po’ sul chi va là”. Perché di fronte si hanno persone che vivono in condizioni difficili, se non estreme. Qualcuno ha problemi di alcolismo, altri di tossicodipendenza. E se la maggior parte delle volte fila tutto liscio, altre volte possono esserci reazioni brusche. Anche per futili motivi, soprattutto se la giornata è stata più complicata del solito. “Ma con Prince – assicura il coordinatore dei City Angels – non abbiamo mai avuto difficoltà. Come molti senzatetto era un po’ schivo, ma aveva un carattere mite”.

“Spesso veniva a mangiare alla nostra mensa – ricorda Fra’ Riccardo Corti dei Cappuccini di Bergamo, che su Facebook gli ha dedicato un pensiero -. Prince era una di quelle persone che quando ti incontrava, nonostante avesse tutti i diritti per non farlo, riusciva a sorridere. Non voglio sembrare retorico, ma lo ritengo un maestro. Per me, il suo, è un insegnamento di vita”.

Martedì sera Anim Prince Kwaku si trovava in un angolo della sala d’attesa della stazione. Per la notte si era rannicchiato sul pavimento con alcune coperte, come era solito fare.

Intorno alle 6 del mattino ha accusato un malore. “Per favore, può chiamare un’ambulanza che non mi sento bene?” ha detto a un addetto alle pulizie. Mentre partiva la telefonata al 112 ha perso conoscenza e nonostante l’intervento dei sanitari non si è più ripreso.

“Da qualche giorno faticava a comunicare, balbettava – raccontano i City Angels – segno che forse stava già male. L’unica confidenza che ci ha fatto in questi anni è quella di avere lasciato i familiari per venire qui in cerca di fortuna”. La Questura di Bergamo, dopo gli accertamenti del caso, ha avviato i contatti con le autorità ghanesi per cercare di rintracciarli.

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