"La montagna merita rispetto": gli operatori bergamaschi alzano la voce - BergamoNews
La protesta

“La montagna merita rispetto”: gli operatori bergamaschi alzano la voce fotogallery video

Ristoratori, albergatori, impiantistici, sindaci e maestri di sci: erano alcune decine venerdì mattina in piazza Matteotti

"La montagna merita rispetto", è uno degli slogan visti nella mattinata di venerdì (26 marzo) in centro a Bergamo in occasione della protesta degli operatori montani della Valli bergamasche.

Ristoratori, albergatori, impiantistici, sindaci e maestri di sci, erano alcune decine in piazza Matteotti, fuori da Palazzo Frizzoni, per chiedere aiuti in merito alla situazione di crisi che il comparto turistico sta vivendo a causa della pandemia e delle relative misure di contenimento del contagio.

"Chiediamo rispetto e attenzione - avevano scritto gli organizzatori nel volantino in cui presentavano l'iniziativa - . Nonostante gli investimenti fatti per le continue promesse di apertura poi rinnegate all'ultimo minuto, il Governo non ha previsto ristori adeguati".

"Chiediamo aiuti economici adeguati - proseguono - a rimborso di quanto investito per riaprire e per il lavoro perso. Oltre a chiarezza e tempistiche adeguate".

A fianco degli operatori della montagna anche diversi politici locali, di tutti gli schieramenti, che sono passati da piazza Matteotti per dimostrare la propria vicinanza a chi manifestava.

Tra loro anche l'assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Lara Magoni, tra l'altro albergatrice si Selvino, che ha dato voce alla protesta con l'intervento nel video qui sopra.

Con un tweet anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha voluto dire la sua a sostegno della protesta:

Ristori e misure compensative per aiutare i 600 maestri di sci e tutti quei lavoratori rimasti a casa dopo la chiusura degli impianti, e una politica nazionale e regionale per salvare la montagna da una morte che sembra ormai certa. È quanto chiede il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella che interviene a sostegno del presidio organizzato questa mattina, davanti al Comune di Bergamo, dei rappresentanti di 22 scuole sci della provincia bergamasca.

“Agli annunci devono seguire i fatti e lo Stato e la Regione Lombardia devono adoperarsi al più presto per erogare ristori certi, immediati e proporzionati – aggiunge Scandella – La situazione sanitaria è ancora molto difficile, quindi non ha senso illudere su aperture che, a questo punto, non ci potranno essere. Bisogna piuttosto intervenire con i giusti indennizzi e con le risorse necessarie per la sopravvivenza della montagna che ora più che mai ha bisogno della massima attenzione”.

Tra i presenti anche il segretario del PD bergamasco Davide Casati: "E' fondamentale che gli "operatori della montagna" abbiano il massimo supporto dello Stato e della Regione - ha detto Casati - per affrontare questa grave crisi dovuta dal Covid. Servono indennizzi e ristori immediati per compensare soprattutto i costi sostenuti per la riapertura che poi non si è verificata".

Non si fa attendere la replica di Lega e Fratelli d'Italia che puntano il dito contro Gori: "Una manifestazione legittima, alla quale però ci stupisce abbia voluto partecipare anche il sindaco Gori. Perché? Perché appena pochi mesi fa all’ordine del giorno presentato dall’opposizione in Consiglio comunale per chiedere la riapertura in sicurezza degli impianti sciistici, il Sindaco e la sua maggioranza hanno votato contrariamente. Esatto, proprio quegli impianti la cui chiusura ha messo in difficoltà tutti gli operatori oggi in piazza, e ai quali Gori ha voluto ipocritamente dare il proprio sostegno. Sindaco, per sostenere un settore come quello della neve ci sono le sedi istituzionali, dove invece sono stati bocciati tutti i provvedimenti in suo favore. E questo “slalom” non fa di lei un campione di sci, ma di incoerenza", hanno commentato Enrico Facoetti, capogruppo Lega, Alberto Ribolla, deputato Lega, Andrea Tremaglia, capogruppo Fratelli d’Italia, Danilo Minuti, capogruppo Lombardia Ideale e Gianfranco Ceci, capogruppo Forza Italia.

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