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Piazze vuote, lungolago deserto, controlli: il basso Sebino “arancione” si rassegna - BergamoNews
Negli 8 paesi

Piazze vuote, lungolago deserto, controlli: il basso Sebino “arancione” si rassegna

Adriana Bellini annuncia: La Comunità Montana ha chiesto che rientrino nel piano straordinario di vaccinazione Vigolo, Parzanica, Adrara San Rocco e Foresto Sparso

Le temperature sfiorano i 20 gradi e i colori caldi iniziano a diffondersi, eppure l’unico colore che vede il Basso Sebino è un arancione scuro, un arancione “rafforzato”. Dopo un anno an s’è amò che è la frase che si sente appena si mette il piede fuori casa. E forse non è una casualità.

In un pomeriggio soleggiato di fine febbraio il silenzio ritorna prepotente, come un anno fa: le piazze si sono svuotate, le comitive di ragazzi sono di nuovo sparite; i bar chiusi, in giro solo poche persone a passeggio con il cane e perfino il lungolago si mostra insolitamente deserto.

È stata, in effetti, una giornata di controlli sulle strade dei Comuni di Viadanica, Predore, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro, Gandosso e Adrara San Martino, passati in zona arancione rafforzata. Le pattuglie della Polizia Locale e dei Carabinieri hanno sorvegliato tutto il giorno senza sosta, controllando in modo particolare l’area di confine con i paesi in giallo, tra Castelli Calepio e Grumello.

Sarnico basso Sebino arancione ok

“Sono stupito in positivo e sono soddisfatto, ho visto la metà della gente in giro rispetto al solito” ci spiega Giorgio Bertazzoli, sindaco di Sarnico. Ed è comprensibile: nel Comune al confine con la provincia di Brescia i casi sono triplicati in 10 giorni: 27 solo nell’ultima settimana, mentre a Villongo 46.

Nella giornata di martedì 23 febbraio i sindaci degli 8 comuni bergamaschi hanno ascoltato in una riunione la Prefettura e la Questura di Bergamo, che hanno invitato alla linea della prudenza. “Nella riunione il Prefetto ha invitato i sindaci ad implementare i controlli della Polizia Locale per dare alla popolazione un segnale di quanto la situazione è ancora critica. Noi ci adegueremo, specialmente nei luoghi in cui sappiamo che potrebbero crearsi pericolosi assembramenti” conferma Mario Ondei, vicesindaco di Villongo. I sindaci dei comuni in zona arancione rafforzata hanno ricevuto dal Prefetto un programma di intervento delle forze dell’ordine provinciali, che da qui al 2 marzo verranno mandate in supporto di già presenti sul territorio.

Sarnico basso Sebino arancione ok

“I nostri agenti sono troppo pochi. Abbiamo dovuto chiedere alla Polizia Locale di riprendere a lavorare anche nei fine settimana” ribadisce il primo cittadino di Sarnico Giorgio Bertazzoli, il quale annuncia il mantenimento della linea dura anche quando la situazione migliorerà. “I controlli continueranno anche se dovessimo tornare in zona gialla. Deve prevalere la prudenza”.

Oltre ai controlli degli agenti, in alcuni comuni sono state prese anche ulteriori misure di contenimento, come a Villongo, dove l’amministrazione comunale ha deciso di vietare l’accesso ai parchi pubblici: “Abbiamo preferito chiuderli per evitare la possibilità di creare altri assembramenti” spiega Mario Ondei.

Il senso di responsabilità dei cittadini ha prevalso nelle prime 24 ore di misure restrittive, ma l’atmosfera rimane tesa. Nelle parole di Adriana Bellini, sindaco di Credaro, c’è tutto il peso del momento: “Non ci aspettavamo di essere di nuovo al centro di questa emergenza. La gente è rimasta spiazzata soprattutto riguardo alle tempistiche di comunicazione. Soprattutto abbiamo dovuto spiegare ai genitori la chiusura delle scuole, e non senza fatica. Nel nostro Comune per esempio da novembre avevamo tutte le classi in presenza senza casi di positività e senza classi in quarantena. Le famiglie l’hanno presa in maniera difficile”.

Sarnico basso Sebino arancione ok

Il primo cittadino di Sarnico parla del clima nella sua cittadina: “Mi sembra che si stia vivendo la situazione con accettazione. Ormai le persone hanno capito che non ha più senso nemmeno protestare. E poi protestare contro chi? È una guerra. Da un anno siamo in guerra”. A ben pensare, l’ultimo ricordo di calche e di eventi pubblici nel Basso Sebino risale ad ormai 14 mesi fa, quando gli assembramenti venivano fatti nell’attesa di una cura, nell’attesa di un vaccino: quello contro la meningite.

Ed è proprio a proposito di vaccino – stavolta però contro il Covid – che Adriana Bellini, anche presidente della Comunità Montana ci rivela un’importante novità: “Come presidente della Comunità montana abbiamo scritto a Regione e ATS affinché vengano fatti rientrare nel piano straordinario di vaccinazione anche i comuni di Vigolo, Parzanica, Adrara San Rocco e Foresto Sparso, che sono stati esclusi dalla zona arancione rafforzata, Sono comuni che per vicinanza di geografica e per motivi di lavoro hanno contatti anche con i nostri comuni”.

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