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Nembro, il fotografo che ha raccontato il dramma Covid: "Solo chi era qui può capire" - BergamoNews
Un anno dopo

Nembro, il fotografo che ha raccontato il dramma Covid: “Solo chi era qui può capire” fotogallery

Gli scatti in bianco e nero di Marco Quaranta raccolti in un libro. Il ricavato sarà devoluto alla Rsa del paese, oggi in forte difficoltà

“Tutte le persone che conoscevo erano chiuse in casa. Attraverso i miei scatti ho sentito il bisogno di raccontare cosa stava accadendo fuori”. Da fotografo di matrimoni a fotoreporter il passo può essere breve, se a guidarti sono l’istinto, una buona dose di coraggio e l’amore per la tua comunità.

Marco Quaranta ne è un po’ l’esempio. Nei giorni più bui del lockdown, munito di mascherina e macchina fotografica ha raccontato cosa voleva dire essere un cittadino di Nembro a cavallo tra il marzo e l’aprile 2020: un’entità fragile, sospesa in balia degli eventi nel cluster più violento d’Europa, con 188 morti in due mesi. L’epicentro dell’epicentro Covid: quella Valle Seriana dove si faticava persino a distinguere il confine tra la vita e la morte.

Sono quasi 200 gli scatti in bianco e nero raccolti nel libro “Preghiera per Nembro”, scritto con il giornalista di La7 Guy Chiappaventi e presentato lunedì sera (22 febbraio) all’auditorium del Comune. Presenti il sindaco Claudio Cancelli, il Curato don Matteo Cella e il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo Guido Marinoni. In video collegamento sono invece intervenuti il direttore del Tg La7 Enrico Mentana e il direttore dell’Istituto Farmacologico ‘Mario Negri’ Giuseppe Remuzzi.

“Questo libro vuole essere un tributo a Nembro e alla sua collettività – spiegano gli autori -. Un omaggio a tutte le persone che nella tragedia si sono spese e si sono date da fare per la comunità, senza chiedere nulla in cambio”. Gli scatti, in effetti, non indagano soltanto la paura e l’incertezza comprensibili di quei giorni. Ma si concentrano anche e soprattutto sull’impegno di uomini e donne, quelli che nei momenti più drammatici si sono rimboccati le maniche sfidando la tempesta. Come “il Pegu”, il pensionato che si è messo a guidare la macchina del Comune per portare i pasti ai poveri e i vestiti ai malati; l’ex calciatore Filippo Carobbio che rispondeva al centralino del municipio; le sartine che cucivano in casa le mascherine o il panettiere che si è barricato nel suo forno a fare il pane, dormendo tra sacchi di farina e latte di olio.

Il ricavato del libro (disponibile in tutte le librerie su prenotazione e su Amazon.it) sarà interamente devoluto alla Rsa del paese, oggi in forte difficoltà e dove sono venuti a mancare 34 degli 87 ospiti, quasi il 40 per cento. “È stato come navigare di notte su un mare nero e un cielo senza stelle”, dichiara ripensando a quei giorni la direttrice sanitaria Barbara Codalli.

“I nostri nonni hanno raccontato la guerra dei nemici in carne ed ossa, noi racconteremo ai nostri nipoti quella che ci ha visto affrontare un nemico invisibile – conclude Quaranta, convinto di una cosa -: Chi non ha vissuto qui non può rendersi conto di cosa sia successo”.

Foto Quaranta Covid
Una donna porta dei fiori sulle tombe dei defunti al cimitero
Foto Quaranta Covid
Le mascherine 'fatte in casa' e distribuite alla popolazione
Foto Quaranta Covid
Un volontario mentre consegna farmaci a domicilio ad un anziano del paese
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