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Atalanta, che rivincita sul Napoli: Muriel fa il Fenomeno come Ronaldo fotogallery

La Dea va di corsa: più uno sullo scorso anno e più 5 rispetto a due anni fa, quando arrivò terza. Luis irresistibile, Zapata sul podio dei bomber atalantini

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È una bella rivincita dopo il 4-1 dell’andata, questo 4-2 al Napoli. E anche molto di più, perché dopo 23 giornate la classifica dice che l’Atalanta ha un punto più dello scorso anno, quando arrivò terza (ma Milan e Roma erano dietro) e ne ha presi 5 più di due anni fa, quando ancora si conquistò il terzo posto.

E c’è un altro scontro diretto vinto, in una partita travolgente che sembrava da camomilla dopo il primo tempo, zero tiri, zero occasioni e poi si è infiammata.

Una cosa abbiamo capito: che con Gasperini non possono esistere cali di tensione. Mai, ma nemmeno in allenamento, figuriamoci in partita. E quando tutti facevano previsioni su quanti e quali cambi avrebbe fatto col Napoli, in attesa del Real Madrid, è arrivata sul campo la smentita. Per la verità già alla vigilia Gasp aveva precisato: “Pensiamo al Napoli, è il modo migliore per non pensare troppo al Real”.

Detto, fatto, però quante volte il mister poi ha mischiato le carte spiazzando ogni pronostico. Di più: aveva dato per escluso Maehle e invece il danese è stato recuperato, in quella che in pratica è ora la formazione tipo, con Pessina alle spalle dei bomber colombiani. Senza Ilicic, ma non c’era nemmeno in Coppa contro il Napoli. In più, rispetto a quella partita, riecco Romero, che implacabilmente ha chiuso tutte le porte a Osimhen.

Allora, niente cali di tensione, Gasp tiene tutti sul pezzo e la squadra risponde alla grande. Poi magari si potrebbe dire che il più carico era proprio il mister, espulso dopo appena 26 minuti in una sfida che fino a quel momento non aveva detto molto, se non per quell’episodio del rigore non dato, con Pessina fermato davanti a Meret da un probabile tocco da dietro di Mario Rui. Ma l’arbitro non ha voluto nemmeno controllare al Var e, da lì, la furia di Gasperini.

Poi, dalla tribuna, Gasp ha ammirato la furia dei suoi giocatori. Rimontati ma capaci di riportare due gol di differenza sull’avversario, al quale avevano poi anche omaggiato un autogol. Grande protagonista ancora lui, Muriel, che fa di tutto e di più: assist per il gol di Zapata, fa partire l’azione del secondo gol, segna il terzo e dal calcio d’angolo per la testa di Romero è sempre suo il cross. Irresistibile. Le finte, l’avversario che resta sul posto, il missile di sinistro (e se volete sgancia anche il destro) all’incrocio dei pali proprio come faceva Ronaldo, il Fenomeno, quello che si è preso un Pallone d’oro quand’era all’Inter e uno altro nei cinque anni al Real Madrid (2002-2007).

Che spettacolo vedere giocare Muriel, per la squadra prima ancora che per sé! E con lui Zapata, che quando fa gol sembra normale, eppure vale la pena ricordare che Duvàn sale a 60 gol da atalantino, terzo nella storia dopo Doni (112) e Cominelli (65). Gasp ripropone in coppia Muriel e Zapata e sono altri quattro gol e forse li vedremo in campo dall’inizio anche contro il Real, se Ilicic non è al massimo e sarà pronto comunque in corso d’opera.

Freuler timbra la 200a partita nell’Atalanta e in mezzo al campo è la bussola che tutti cercano in ogni fase del gioco, come il suo ‘gemello’ De Roon. Gosens finisce stremato, scherza sottolineando nel suo perfetto italiano “ho segnato la mia prima doppietta in Serie A” ed è già al settimo gol, come nessun altro difensore in A. Anche al settimo cielo, visto che una maglia in Nazionale non gliela porta via nessuno.

Insomma, un’Atalanta che fa tanti gol (53, seconda solo all’Inter con 57) e si difende con tutti i suoi, tutti-per-uno-uno-per-tutti, può attendere con fiducia anche il Real Madrid. Ci sarà da sudare, ma sarà una bella battaglia.

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