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Spostamenti tra Regioni, divieto verso un’altra proroga: si lavora al nuovo Dpcm

I presidenti delle Regioni hanno già espresso i propri pareri, opponendosi con forza all’idea di una zona arancione generalizzata su tutto il territorio, chiedendo invece azioni circoscritte a livello provinciale o comunale.

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Resterà il sistema regionale delle tre zone colorate in base alla fascia di rischio, no a una zona arancione nazionale e la proroga del divieto di spostamento tra regioni: sono queste le ultime indiscrezioni che filtrano dal Governo, anticipate dall’edizione nazionale del Corriere della Sera, in vista del nuovo Dpcm che sarà discusso a partire da lunedì 22 febbraio.

Il nuovo Governo Draghi, infatti, è al lavoro per trovare la giusta formula per combattere la risalita della curva dei contagi, spinta soprattutto dalle varianti, e per stilare le nuove regole che saranno in vigore dopo il 5 marzo, giorno in cui cesseranno gli effetti dell’ultimo decreto dell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

I presidenti delle Regioni hanno già espresso i propri pareri, opponendosi con forza all’idea di una zona arancione generalizzata su tutto il territorio e chiedendo che invece venga rimodulata l’idea della divisione in zone gialle, arancioni e rosse, sulla base di azioni circoscritte a livello provinciale o comunale nei territori che svilupperanno dei focolai.

Lunedì mattina si riunirà il Consiglio dei ministri, che dovrà discutere dell’opportunità di estendere il divieto di spostamento tra Regioni, anche quelle classificate in fascia gialla, oltre il 25 febbraio: uno stop che dovrebbe rimanere ancora per qualche settimana, andando oltre la soglia del 5 marzo.

Un incontro preceduto dal confronto tra Stato e Regioni, nella serata di domenica: sul tavolo della discussione anche il tema delle scuole, con più di un governatore che sarebbe favorevole alla linea già disposta in Puglia dal collega Michele Emiliano, con studenti di ogni ordine e grado in didattica a distanza fino al 5 marzo.

Le Regioni si aspettano molto dalla conferenza col Governo, soprattutto dalla figura di Mario Draghi: chiedono un deciso cambio di passo, sia nel metodo che nel merito delle decisioni che verranno prese.

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