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Addio a Erriquez, anima della Bandabardò

Nel 2016 a Filagosto Enrico Greppi (Erriquez) raccontò a Bergamonews che portava la sua arte a sostegno dell’ambiente, dei profughi e degli omosessuali

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Solo due anni fa, erano tutti insieme sul palco del Mandela Forum di Firenze a festeggiare i loro 25 anni di carriera. Loro, la Bandabardò, il più vivace e colorato gruppo folk italiano, sono già in tanti – otto per l’esattezza – ma quella sera, su quel podio, erano molti di più. Una grande festa, con i fratelli Modena City Ramblers, Max Gazzè, Carmen Consoli, Pierò Pelù, Tonino Carotone e molti altri, in perfetto stile Bandabardò.

Venticinque anni. Un grande traguardo che non lasciava dubbi su altrettante lune di musica scatenante, roboante, appassionata. Li aspettavamo per ballare tutti insieme dopo la pandemia.

Nella mattinata di domenica 14 febbraio è arrivata a notizia che non ci si aspettava. La band perde il proprio cuore, Enrico Greppi, in arte Erriquez, cantante, fondatore – o meglio “ideologo” – del gruppo.

Il musicista, che a settembre aveva compiuti 60 anni, soffriva da tempo di un brutto male. L’annuncio è stato dato al pubblico dallo storico manager di Greppi, Francesco Barbaro.

Noi bergamaschi non possiamo dimenticare, tra le tante, la performance della famiglia “allargata” rock folk sul palco di Filagosto Festival 2016 

Quella sera confermarono la loro anima di musicisti combattenti, sempre fedeli al loro credo. Perché, quello che la musica concede di fare, è dischierarsi, per le idee e per la libertà.

A Filagosto, come Erriquez stesso raccontò a Bergamonews, portarono la loro arte a sostegno dell’ambiente, dei profughi e degli omosessuali. Perchè temi sociali e gioia di vivere possono e devono coesistere nelle canzoni. Erriquez e tutta la Bandabardò ce l’hanno insegnato dal 1993, quando sono nati artisticamente. “Compiremo cinquant’anni suonando – ci disse il cantante – cercando di portare allegria e voglia di vita”.

“La madre di tutte le battaglie è l’ecologia, abitare in un ambiente sano. Se continuiamo a vivere in un mondo avvelenato, in cui non c’è rispetto per la propria terra, dove cerchiamo la felicità?”, si domandò nell’intervista.

E ancora: “La convivenza è un’altra delle nostre battaglie: ci sembra assurdo che la geografia, le scelte sessuali o quelle politiche siano dei muri tra le amicizie, rinchiudendosi nella propria solitudine. Siamo tutti essere umani e possiamo capire il dolore di chi lo prova, anche se ha la pelle scura”.

In queste parole c’è tutta l’essenza dei Bandabardò, che oggi perdono il loro cantante, ma non la voglia di combattere e manifestare, che rimane e rimarrà nella loro musica.

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