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Tra Atalanta e università: Matteo Pessina è la nuova password di Gasperini - BergamoNews
Il personaggio

Tra Atalanta e università: Matteo Pessina è la nuova password di Gasperini

Il calciatore-studente è diventato insostituibile per la Dea: grazie a lui il divorzio con il Papu Gomez è stato molto meno traumatico

Equilibratore. O forse acceleratore. O, perché no?, entrambe le versioni. In realtà, Matteo Pessina è la nuova password dell’Atalanta di Gasperini. Perché se c’era qualcuno che si strappava i capelli dopo la partenza del Papu (peraltro anche lui, Gomez, giovedì ha celebrato sui social la vittoria nerazzurra), pensando dove sarebbe precipitata la Dea, eccolo servito: è arrivato l’equilibratore Pessina, che lavora per gli attaccanti e aiuta i centrocampisti. Un trequartista che… fa legna, quantità e tanta qualità. Il raccordo ideale anche per aiutare a fare gol Zapata e Muriel, per dialogare con Ilicic.

Anche i numeri parlano chiaro e dicono che con Pessina in campo l’Atalanta non ha mai perso: è rimasto in panchina in casa contro la Lazio (proprio in vista della prima partita di semifinale col Napoli) e, sarà un caso, ma era in panchina anche nelle precedenti sconfitte casalinghe con Sampdoria e Verona.

La realtà è che il bravo ragazzo Pessina ha bruciato le tappe ed è diventato già un insostituibile, nei meccanismi del gioco del Gasp. Proprio lui, Matteo, che alla domanda se non era un po’ preoccupato nel dover sostituire uno come Gomez, ha risposto: “Ma il Papu è insostituibile”. Più preoccupato, il Matteo, di riuscire a recuperare qualche esame all’Università, visto che “in questo periodo non ci siamo mai fermati, una partita ogni tre giorni, però siamo stati anche bravi”. Matteo che incontrando i ragazzi di un liceo ricordava: “Se avete passioni coltivatele e seguitele, come ho fatto io con il calcio. Ma ricordatevi di non abbandonare mai lo studio perché serve ad aprire la mente”.

Atalanta-Napoli
Matteo Pessina, 23 anni, di Monza

Dai libri al campo di calcio il filo è sottile ma bello teso, come spiegava ancora Matteo: “Nel mio ruolo bisogna avere idee e creatività. Si accende una lampadina nella testa e vedi una linea di passaggio a un compagno dove un istante prima non c’era. Ho fatto lo scientifico, tanta matematica e geometria: ti abitui a imparare più cose velocemente e quindi ad assimilare in fretta le cose che mi chiede l’allenatore”.

E Pessina ha imparato in fretta, ora da maestro Gasp, l’anno scorso al Verona da Juric, che sembra fratello di Gasperini. E in lui ha sempre creduto Fabio Gallo, che l’ha avuto al Como e allo Spezia, ci ha sempre detto: “Aspettate Pessina e vedrete”. E quando gli abbiamo fatto notare che aveva ragione, ci ha risposto: “Ma io difficilmente sui giovani mi sbaglio”.

Proprio con Gallo, nel Como in LegaPro (stagione 2016-17) Pessina ha segnato 9 gol, il massimo finora anche se i 7 in Serie A col Verona dello scorso anno valgono quella cifra. Quand’era in prestito in gialloblù prima di tornare a Bergamo, dov’era arrivato grazie al fiuto dei dirigenti atalantini che l’avevano voluto quando Conti è passato al Milan, nel 2017.

Dalle giovanili del Monza, la sua città, passando dal Milan che poi lo rimanda in LegaPro al Lecce e poi in B allo Spezia… Matteo si fa la gavetta fino all’Atalanta, all’esordio in Serie A (20 agosto 2018, Atalanta-Frosinone 4-0), a una maglia da titolare in A col Verona e poi il posto fisso anche qui a Bergamo. Da dove, ecco l’oro del Gasp, anche lui approda in Nazionale: Italia-Estonia 4-0, con Evani in panchina al posto di Mancini, 11 novembre 2020, entra nel secondo tempo al posto di Tonali. A proposito: se ricordate Milan-Atalanta, capite anche quanto è avanti Pessina rispetto a Tonali…

Atalanta-Napoli
Per Pessina 3 gol in 22 partite in questa stagione

Ecco, se qualcuno puntava il dito su un’Atalanta troppo straniera, il volto nuovo italiano (oltre a Gollini e al bergamasco Caldara, anche lui calciatore-studente) eccolo qua, Matteo che realizza nella semifinale di Coppa Italia la sua prima doppietta in carriera. Ma i suoi esami da calciatore li aveva già superati brillantemente nel tempio di Anfield e ad Amsterdam. E’ già un Real Pessina e il bello deve ancora arrivare…

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