Classi in quarantena alle elementari di Osio Sotto: l'allerta di Ats alle famiglie - BergamoNews
Lettera ai genitori bergamaschi

Classi in quarantena alle elementari di Osio Sotto: l’allerta di Ats alle famiglie

L'agenzia di Tutela della Salute si rivolge ai genitori: "Livello di attenzione abbassato, con le varianti in circolo non possiamo permettercelo"

Non solo il caso delle scuole medie di Arcene, chiuse a tempo indeterminato dal sindaco Roberto Ravanelli dopo la scoperta di un focolaio con tanto di sospetta variante del virus. Il livello di allerta si sta progressivamente alzando anche nelle scuole per l’infanzia: per alcune classi delle elementari è stata disposta la quarantena a Osio Sotto, mentre alcuni bimbi positivi sono stati segnalati in un asilo della città di Bergamo.

Che il momento sia quantomeno delicato lo si capisce dalla lettera che Ats Bergamo ha inviato alle segreterie degli asili e delle scuole bergamasche, rivolgendosi ai genitori. “Recenti esperienze ci inducono a pensare che il livello di attenzione da parte di alcune famiglie si sia abbassato, che il grado di collaborazione si sia affievolito, di pari passo con la percezione che il peggio sia passato, che il virus sia ormai sotto controllo – mettono nero su bianco gli esperti del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria -. Attraverso questa lettera vogliamo invece condividere che la guardia non va abbassata. Anzi, nuove varianti del virus particolarmente contagiose ci impongono maggior attenzione, ci suggeriscono di non trascurare sintomi che definiremmo banali in altre circostanze, ci obbligano a non esporre ad inutili rischi altri bambini, famiglie, educatori ed insegnanti”. Insomma, il messaggio parla chiaro. “È stato fatto un grande lavoro di collaborazione ed è importante continuare sul percorso intrapreso, richiamando tutti a condotte responsabili e nell’interesse della collettività”.

Ma cosa sappiamo, ad oggi di queste varianti del virus? Ad esempio, è vero che colpiscono maggiormente i bambini? “Fino a questo momento le varianti più preoccupanti non sembrano causare sintomi più gravi in nessuna fascia di età – spiega l’Istituto Superiore di Sanità -. La malattia si presenta con le stesse caratteristiche e i sintomi sono gli stessi di tutte le altre varianti del virus. In termini di trasmissibilità la variante ‘inglese’ manifesta un aumento per tutte le fasce di età, compresi i bambini. Ci sono ancora molti studi in corso, ma al momento non sembra che la variante inglese abbia come target specifico i bambini, non li infetta in maniera particolare rispetto agli altri. Per quanto riguarda le altre varianti (sudafricana e brasiliana, ndr) i dati non sono ancora sufficienti a formulare ipotesi”.

Dal momento che le varianti sembrano essere più contagiose (almeno quella inglese lo è del 50% in più) non sorprende che i casi di bambini contagiati da Covid-19 aumentino anche nelle fasce di età più giovani. Probabilmente – ma non è ancora certo – la maggior trasmissibilità potrebbe essere legata alla maggior quantità di carica virale che le persone contagiate con la variante inglese esprimono: carica virale maggiore suggerisce tassi di trasmissione virale maggiori. Lo conferma anche uno studio appena pubblicato su Lancet Infectious Diseases: è la carica virale più dei sintomi stessi a essere il motore principale del contagio, tanto che un asintomatico con la stessa carica virale di un sintomatico ha la stessa capacità di infettare.

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