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Fiere, discoteche, alberghi, capannoni: dove potrebbero essere fatti i vaccini - BergamoNews
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Fiere, discoteche, alberghi, capannoni: dove potrebbero essere fatti i vaccini

In provincia di Bergamo si cercano tre strutture, una oltre i 10mila metri quadrati e due attorno ai 7mila: ma intanto il ministero della Salute stoppa le valutazioni sul piano vaccinale lombardo.

La Regione si dice pronta ad approcciarsi alla fase 2 della vaccinazione contro il Covid-19, quella massiva riservata alla maggioranza della popolazione, ma le questioni in sospeso sono ancora parecchie.

E martedì, alle già note incognite sul reclutamento del personale sanitario e sull’effettiva disponibilità delle dosi necessarie, si è aggiunto un nuovo intoppo: il Ministero della Salute, ha reso noto il Pirellone, ha infatti deciso di bloccare la valutazione del piano vaccinale di massa lombardo da parte del Comitato Tecnico Scientifico.

“Lo avevamo inviato lunedì io e la vicepresidente Moratti come contributo lombardo e best practice da proporre anche a livello nazionale – ha evidenziato il presidente Attilio FontanaUn piano, coordinato da Guido Bertolaso, che si propone di vaccinare 10 milioni di persone, un sesto della popolazione nazionale. Riteniamo che sia una priorità per tutto il Paese e non debba sottostare a logiche di parte”.

Un imprevisto che rischia di rallentare il cronoprogramma predisposto dalla Regione, che nel weekend appena trascorso in Fiera a Milano ha fatto le prove generali vaccinando circa 2.500 volontari di Areu: una sperimentazione indicativa per la definizione di un modello di vaccinazione massiva facilmente replicabile su tutto il territorio, che ha restituito una fotografia abbastanza chiara delle tempistiche per singolo paziente (dai 6 agli 8 minuti) e la necessità di avere a disposizione un medico e un infermiere durante l’inoculazione.

Ed entro la settimana la Regione si aspetta di avere sul tavolo anche le proposte definitive formulate dalle 8 Ats riguardo le possibili strutture deputate a ospitare le operazioni di vaccinazione massiva.

Da una decina di giorni l’Ats di Bergamo sta battendo ogni pista possibile, con il direttore generale Massimo Giupponi e il direttore sanitario Carlo Alberto Tersalvi in prima linea: i criteri orientativi sono di carattere dimensionale, con l’obiettivo di reperire due strutture che si estendono su circa 7mila metri quadrati e una che vada oltre i 10mila.

Un range di valori che sta spingendo l’Ats su obiettivi più o meno definiti: spazi fieristici, palazzetti, capannoni, alberghi e perfino le discoteche, che nei giorni scorsi avevano dato la propria disponibilità e sono state definite soluzioni “interessanti”.

Nel piano predisposto dalla Regione, in questi spazi potrebbero essere somministrati dai 9mila ai 16.500 vaccini al giorno.

Difficile, anche se a domanda diretta i vertici Ats non hanno confermato né smentito, che tra queste strutture rientri la fiera di Bergamo: pur essendo presente all’interno del documento regionale di simulazione e rientrando a pieno titolo nella classificazione della “grande struttura” con i suoi 15.900 metri quadrati di superfici espositive, il cda di Promoberg (l’ente gestore) ha recentemente votato all’unanimità la volontà di svincolarsi completamente dall’ambito sanitario entro l’estate per riprendere la normale attività. Una soluzione considerata necessaria, dopo aver dato piena disponibilità nell’ultimo anno per la conversione a ospedale da campo per il ricovero dei malati Covid.

Nel piano regionale, poi, il panorama degli spazi nei quali si potrà vaccinare si completerebbe con strutture più piccole sulla scia di quelle già attivate per la vaccinazione antinfluenzale, con gli studi dei medici di base, con le farmacie aderenti e con le strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate.

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