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Sciopero dei trasporti: adesione all’80% Atb e 70% per Teb

Il personale del trasporto pubblico locale hanno protestato per rivendicare il rinnovo di un Contratto nazionale scaduto da tre anni

Successo per lo sciopero dei lavoratori del Trasporto Pubblico Locale a Bergamo: complessivamente (unendo i lavoratori delle officine, impiegati e conducenti) in ATB è stato pari a quasi l’80%. In TEB (personale per le officine, impiegati e conducenti) ha raggiunto quasi il 70%. L’astensione dei soli conducenti è stata prossima al 90% in ATB e TEB.

Il personale del trasporto pubblico locale hanno protestato per rivendicare il rinnovo di un Contratto nazionale scaduto da tre anni, nella giornata di lunedì 8 febbraio hanno incrociato le braccia con un orario inusuale e in deroga alle consuete fasce orarie classiche per il settore, per permettere agli studenti di raggiungere gli istituti scolastici anche negli ingressi scaglionati previsti per la pandemia. Nel corso della mattinata si è svolto anche un volantinaggio di fronte alla stazione autolinee, nel piazzale della TEB e in Porta Nuova.

“In questi mesi di pandemia i lavoratori del trasporto pubblico, pur continuando a fornire il loro contributo, sono anche stati a turno sospesi dal lavoro e posti in Cassa integrazione vedendo, come molti altri lavoratori in Italia, drasticamente ridotto il proprio reddito – hanno ribadito Aniello Sudrio della Filt-Cgil e Pasquale Salvatore di Fit-Cisl di Bergamo -. Per questo è ancora più necessario che si superi l’inaccettabile posizione delle aziende del settore che vorrebbero negare il rinnovo del Contratto azzerando il triennio 2018/2020, come se non fosse mai esistito. Cancellando cioè tre anni di lavoro. Il disagio che i passeggeri avranno lunedì servirà ad avere una rete di trasporto pubblico più efficiente, capillare e affidabile in futuro e a riconoscere ai lavoratori del settore il giusto compenso per la loro attività”.

Oltre alla trattativa per il Contratto, durante la pandemia le organizzazioni sindacali di categoria hanno cercato con ogni mezzo anche di “aprire un canale di dialogo con Regione Lombardia per coordinare la riorganizzazione dei trasporti in relazione al ridotto indice di riempimento, velocizzare la distribuzione delle risorse economiche alle aziende pesantemente colpite dalla crisi, affrontare il nodo della ripartenza attraverso proposte serie e costruttive, gestire anticipatamente gli effetti della crisi su imprese e occupazione. Regione Lombardia non ha mai voluto affrontare questi problemi, lasciando soli lavoratori, aziende e utenza” si legge nel volantino distribuito lunedì.