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Torre de' roveri

Nell’emergenza Covid nasce il Punto psicologico autismo: per non lasciar sole le famiglie

Le fondatrici: "Conoscendo bene le problematiche delle famiglie con autismo ci siamo accorte di come questo periodo segnato dalla pandemia le abbia destabilizzate ed è nata in noi la volontà di creare qualcosa di concreto"

Vivere l’autismo, e più in generale la disabilità, non è facile. Non solo per le difficoltà che comporta nella vita di tutti i giorni ma anche – e soprattutto – per la diffidenza, la scarsa conoscenza e la mancanza di competenza da parte degli altri, che hanno un ruolo importante per rendere possibile l’integrazione.

La solitudine e l’esclusione sociale sono veri e propri drammi per chi si trova in queste condizioni e rendono tutto più complicato: relazionarsi utilizzando un approccio corretto è fondamentale per stringere rapporti di amicizia e favorire il benessere della persona. Per questo la dottoressa Flavia Panzeri e la dottoressa Mara Moramarco, due psicologhe e analiste del comportamento, hanno dato vita a Punto Psicologico Autismo Bergamo, uno dei primi centri bergamaschi specializzati nel miglioramento della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico e dei loro familiari.

La dottoressa Panzeri spiega: “Io e la mia collega, la dottoressa Moramarco, abbiamo un rapporto non solo di amicizia ma anche professionale. Abbiamo lavorato per anni come terapiste ABA (acronimo di Applied Behavioral Analysis, che tradotto in maniera letterale significa “analisi applicata del comportamento”), poi abbiamo intrapreso un percorso di studi insieme, un master di secondo livello, e ci siamo rese sempre più conto dell’esigenza che il territorio bergamasco aveva sotto il profilo del’autismo: molte famiglie hanno bisogno di figure professionali come le nostre”.

Il centro ha aperto nel pieno dell’emergenza Covid. “Conoscendo bene le problematiche delle famiglie con autismo – continua la dottoressa Panzeri – ci siamo accorte di come questo periodo segnato dalla pandemia le abbia destabilizzate ed è nata in noi la volontà di creare qualcosa di concreto che potesse aiutarle a proseguire i loro interventi riabilitativi con i figli ma anche avere un supporto e un sostegno, un punto di riferimento psicologico, personale ed emotivo. Siamo state temerarie: il 4 maggio abbiamo ricevuto le chiavi e il mese successivo abbiamo aperto le porte alle nostre famiglie e ai nostri bambini. Era doveroso farlo dopo quello che è successo perchè questi bambini dovevano tornare alle loro routine e a svolgere la loro terapia: non la effettuavano da febbraio e avevano la necessità di riprenderla: non potevamo continuare con le terapie domiciliari, così abbiamo deciso di aprire uno spazio in cui poterli accogliere nel rispetto delle normative sanitarie. Oltre a questo aspetto, nel medio-lungo periodo, vogliamo essere un appoggio per tutte le famiglie del territorio bergamasco e in modo particolare della Valseriana, considerando che abbiamo la sede a Torre de’ Roveri”.

Il centro rappresenta un riferimento per i famigliari ma anche per le scuole e per chiunque entri in contatto con persone affette da disturbi dello spettro autistico per creare comunità accoglienti. La dottoressa Moramarco evidenzia: “Utilizziamo un approccio integrato in cui si prende in carico non solo il bambino ma anche la famiglia e tutto ciò che c’è attorno a lui per creare personale competente che persegua gli stessi obiettivi”.

“La famiglia – aggiunge la dottoressa Panzeri – ha un ruolo estremamente importante ed è parte integrante del nostro intervento: è doveroso indirizzarla in modo pratico fornendo gli strumenti giusti per operare correttamente nella quotidianità con il proprio figlio, che può essere piccolo ma anche adolescente, giovane o adulto”.

Illustrando cosa prevede la scienza ABA, adoperata nel Punto Psicologico Autismo Bergamo, la dottoressa Moramarco specifica: “L’analisi del comportamento applicata prevede la presa in carico della persona a 360°. Il consulente, lo psicologo di riferimento della famiglia – in questo caso io e la mia collega – stabilisce un programma d’intervento che ha obiettivi inerenti tutto quello che concerne la vita del bambino o dell’adolescente come le autonomie personali, linguaggio, imitazione, insegnamento del gioco e delle abilità di chiedere quello di cui ha bisogno perchè in molti casi non hanno l’intenzionalità comunicativa. Uno degli aspetti che contraddistingue il nostro centro è la presenza del consulente in ogni momento e in tutte le ore di terapia: quando i genitori accompagnano il figlio a eseguirla e hanno bisogno di parlare con noi, io e la mia collega siamo disponibili senza dover prendere appuntamento, siamo qui e vediamo il bambino tutti i giorni, stabiliamo obiettivi mensili ma possiamo modificarli di volta in volta per ottenere i risultati migliori. La nostra equipe – composta da tre terapiste ABA e da un terapista ABA e musicoterapista – li segue: man mano si accrescono i punti di forza e si lavora sui punti di debolezza cercando di insegnare abilità adeguate a livello sociale per far sì che la qualità della vita sia la migliore possibile e il suo benessere venga raggiunto. Tutto ciò che viene appreso nel centro, poi, ovviamente viene applicato anche nella vita quotidiana e per questo è importante che tutte le figure che entrano in relazione con il bambino o il ragazzo siano formate”.

Per creare inclusione sul territorio, il centro organizza svariate tipologie di progetti come i gruppi di socializzazione per tutte le età. La dottoressa Panzeri afferma: “L’obiettivo è introdurre il ragazzino autistico nel gruppo dei pari per far fronte alle difficoltà nello stringere relazioni e farsi amicizie, rafforzando la capacità di fare conversazione ma anche capire come poter diventare amici di qualcuno”.

Inoltre il centro promuove gruppi di sostegno per i genitori che hanno problematiche con i loro figli, che possono essere autistici ma anche avere altri tipi di disturbo. La dottoressa Moramarco annota: “In questo caso non insegniamo ai genitori le procedure da usare ma vogliamo essere un luogo di ascolto e di confronto sui loro problemi, contando sulla presenza di punti di riferimento e valvole di sfogo come noi e gli altri genitori”.

Un altro settore d’intervento è l’ambiente scolastico. “Spesso – rileva la dottoressa Moramarco – i bambini autistici hanno difficoltà anche a scuola ma non dipendono dal loro livello d’intelligenza ma da come vengono rinforzati e da come si insegnano determinati concetti. Hanno difficoltà a strutturare un metodo di studio, quindi vogliamo creare gruppi in cui non solo singolarmente ma anche in 2 o 3 ragazzi possano apprenderne uno in modo che siano autonomi e indipendenti”.

La formazione degli insegnanti è cruciale affinchè sappiano usare l’approccio corretto. La dottoressa Panzeri evidenzia: “Teniamo corsi specifici. Prima di Natale, per esempio, ne è iniziato uno per educatore specializzato in analisi del comportamento applicata, poi ce n’è un altro dedicato a tutti, insegnanti, educatori genitori e, più in generale, chiunque abbia a che fare con l’autismo. A febbraio, invece, cominceranno percorsi incentrati su tre tematiche: Autismo e comportamento problema; Autismo e linguaggio; e Autismo e inclusione scolastica”.

Infine, la dottoressa Panzeri e la dottoressa Moramarco concludono: “Gli ambiti su cui lavoriamo maggiormente sono l’autismo e la terapia ABA, ma svolgiamo anche sostegno psicologico per tutti gli altri tipi di disturbi, per persone adulte non autistiche o autistiche, e ci occupiamo di ansia, depressione, disturbi ossessivi compulsivi, disturbi da trauma post-Covid”.

Per avere ulteriori informazioni accedere alla pagina Facebook “Punto Psicologico Autismo Bergamo”, consultare il sito www.autismobergamo.com oppure telefonare al numero 3923431610.

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