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Metalmeccanici, accordo storico: contratto riformato dopo 48 anni - BergamoNews
Economia

Metalmeccanici, accordo storico: contratto riformato dopo 48 anni

Il confronto con Federmeccanica sui contenuti ha prodotto importanti risultati sulla parte normativa, permettendo di raggiungere risposte alle rivendicazioni della piattaforma unitaria, sul tema delle relazioni sindacali e della partecipazione, su salute e sicurezza, sulla formazione e sul contrasto alla violenza contro le donne, sul lavoro agile e sul diritto alla disconnessione, sull’inquadramento, sul mercato del lavoro.

“Sarà un ottimo contratto, che porterà, con la sua valenza innovativa e per certi versi rivoluzionaria, un positivo impatto sulla rete metalmeccanica bergamasca, nelle sue 1800 aziende, per i suoi 56mila lavoratori. Un risultato che dà stabilità e elementi di certezza al settore in un contesto di pandemia con un settore che presenta molte difficoltà; un grande risultato sindacale e un atto di forte maturità e responsabilità di Federmeccanica”.

Così Luca Nieri, segretario generale di Fim Cisl Bergamo, celebra la firma sul Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’industria metalmeccanica, avvenuto a 13 mesi dalla scadenza, dopo 450 giorni di trattativa e a 48 anni dall’ultima riforma sull’inquadramento professionale.

Il confronto con Federmeccanica sui contenuti ha prodotto importanti risultati sulla parte normativa, permettendo di raggiungere risposte alle rivendicazioni della piattaforma unitaria, sul tema delle relazioni sindacali e della partecipazione, su salute e sicurezza, sulla formazione e sul contrasto alla violenza contro le donne, sul lavoro agile e sul diritto alla disconnessione, sull’inquadramento, sul mercato del lavoro.

“È un contratto storico, in cui l’asse portante è strutturato sulla professionalità come elemento strategico e di prospettiva del settore – continua Nieri -. Da un punto di vista normativo si costruisce un nuovo sistema di misurazione della professionalità, che tiene conto dei cambiamenti del settore, delle modalità e dell’evoluzione organizzativa e tecnologica delle aziende. E soprattutto è strategico, perché c’è condivisione tra sindacato e imprese sull’importanza della professionalità come principio cardine per la competitività. Una riforma che va a braccetto con quanto inserito nel precedente rinnovo sul diritto soggettivo alla formazione: così sempre di più si pone al centro la persona come vera risorsa aziendale”.

Su questo ruota la “ratio” del contratto, secondo il sindacalista orobico: “Perché crea la possibilità di far crescere e aggiornare con un sistema che misura e remunera nella maniera corretta, soprattutto perché attraverso formazione e professionalità mettiamo al centro le competenze del lavoratore”.

Si sostituisce, così, un sistema di inquadramento arcaico, che lasciava spazio a “misurazioni” e erogazioni unilaterali da parte dell’impresa, in forma spesso discutibile. Da oggi, il sistema diventa attuale e condiviso.

“Da un punto di vista economico, è importante essere riusciti a ottenere elementi che superano il puro adeguamento dell’IPCA. Gli aumenti attenuti in questa vigenza contrattuale, tengono conto anche di strumenti di valorizzazione dell’apporto professionale dei lavoratori, consentendoci di superare l’inflazione e rendere gli aumenti ‘più pesanti’ nelle buste paga . Abbiamo colto degli spazi salariali importanti, soprattutto se contestualizzati: un riconoscimento mai verificatasi negli anni passati”.

“Sono tutti elementi fondamentali –continua il segretario FIM -, soprattutto per territori come il nostro, con numerose grosse aziende che negli anni con il sindacato hanno portato avanti progressi di questa natura, dove dobbiamo migliorare gli elementi di partecipazione, ma anche moltissime realtà medio piccole ancora in ritardo, che devono fare il salto qualitativo verso la manifattura avanzata, fatta di competenze sempre più adeguate. La creazione in questa vigenza contrattuale di una piattaforma nazionale per i metalmeccanici sulla formazione continua crea nuova condizione per le PMI di maggior opportunità di accesso alla formazione, dando loro un reale aiuto per diventare maggiormente competitive”.

La vigenza di questo accordo, da gennaio 2021 a giugno 2024, garantirà un erogazione complessiva di 112euro, oltre ai 12 euro già erogati nel giugno 2020 per effetto dell’ultrattività.

Di assoluta rilevanza, sarà la quota, riservata ai giovani under 35 anni, di un contributo sul fondo di previdenza complementare Cometa pari a 2,2 % dal 2022, un importante risultato solidaristico e valoriale.

“Così – conclude Nieri -, il contratto sempre di più pensa e costruisce strumenti per le future generazioni”.

“Dopo oltre un anno di difficile trattativa, resa ancor più complicata dalla pandemia in corso, siamo giunti a un accordo molto soddisfacente che offre riposte salariali importanti sui minimi contrattuali, aumenti certi e con incidenza su tutti gli istituti, novità significative rispetto al meccanismo sperimentale dell’accordo del 2016: si tratta di circa il doppio dell’indice di inflazione IPCA – aggiunge Andrea Agazzi, segretario generale della Fiom Cgil di Bergamo, parte della delegazione trattante nazionale – Gli aumenti saranno erogati in quattro tranche (da 25, 25, 27 e 35 euro) nel mese di giugno di ogni anno di vigenza. Viene anche prevista una importante riforma dell’inquadramento con l’eliminazione del primo livello. È compreso anche il rafforzamento di tutta la prima parte del Contratto, quella relativa a relazioni industriali, diritti di informazione, confronto e partecipazione, come anche della formazione e in particolare del diritto soggettivo. Segnaliamo inoltre l’introduzione della clausola sociale sugli appalti pubblici, ma anche novità molto significative sulla lotta alla violenza di genere e contenuti relativi allo smart working”. 

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