Conseguenze della pandemia

“Disagi psichici in aumento con il Covid”, a Bergamo un progetto per giovani e adulti

L'assessore alle Poltiche sociali Marcella Messina racconta il progetto riabilitativo della Cooperativa sociale Aeper: "Tante situazioni a rischio, soprattutto tra adolescenti"

L’emergenza sanitaria tuttora in corso porta con sé anche un aggravamento della condizione di fragilità psichiatrica e neuropsichiatrica dei cittadini del territorio, sia per quanto riguarda il numero complessivo dei casi, sia per ciò che concerne l’ampliamento delle patologie. In particolare ne stanno soffrendo gli adolescenti, che evidenziano un numero preoccupante e crescente di situazioni a rischio, ma anche i giovani con pregresse fragilità, gli adulti senza adeguato supporto personale e sociale di fronte all’incertezza lavorativa ed economica che improvvisamente li riguarda. A queste problematiche si aggiungono tutte le altre situazioni già note prima dell’evento pandemico ma attualmente senza assistenza, e i nuclei familiari che hanno al loro interno una o più persone fragili e che, in queste circostanze di emergenza sanitaria, risultano particolarmente meritevoli di supporto e orientamento.

Un progetto per aiutare

Nasce così il Progetto riabilitativo territoriale e domiciliare per giovani e adulti in situazione di disagio psichico della Cooperativa sociale Aeper, impegnata da anni in interventi articolati dedicati a persone in questa particolare situazione, che consente di agire in modo competente sulle segnalazioni provenienti sia dai Centri Psico Sociali, sia dagli operatori dei sei Comuni facenti parte dell’Ambito Territoriale di Bergamo (Torre Boldone, Sorisole, Ponteranica, Orio al Serio e Gorle).

La progettualità terapeutica dei singoli casi è affidata una micro-équipe composta dal coordinatore di progetto, da un rappresentante dei Cps e da un rappresentante dei Comuni dell’Ambito, che interagiscono sull’insieme delle situazioni con la partecipazione variabile di altri soggetti (Uonpia, altri servizi sanitari, gruppi locali, terzo settore, singoli operatori sociali dei Comuni) coinvolti in considerazione della complessità e delle possibili prospettive dei casi.

“L’Ambito di Bergamo, di cui il nostro Comune è capofila, sostiene questo importante progetto dedicato a intercettare e affrontare tutte quelle situazioni di fragilità psichica che il lockdown ha generato o mascherato e che oggi emergono in modo evidente – spiega l’assessora alle Politiche sociali Marcella Messina -. Sono cronaca di questi giorni i dati relativi alla crescita, tra i giovani e giovanissimi, di casi si autolesionismo o tentativi di suicidio che pongono alla nostra attenzione una condizione di sofferenza latente di questi ragazzi certamente esasperata dal forzato isolamento sociale di questi mesi. Fornire sostegno ai pazienti adolescenti della fascia 16-18 anni e ai giovani over 18 non è solo necessario ma anche urgente”.

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In cosa consiste

Il progetto si rivolge ai giovani ma anche agli adulti. “Sia i casi già noti ma oggi senza supporto psicologico, sia quelli ‘nuovi’ sorti dal contraccolpo dovuto al mutamento repentino delle condizioni socio-economiche – specifica l’assessora -. Infine le famiglie che si trovano a vivere una condizione di progressivo isolamento sociale a causa della presenza in casa di un malato psichico. Nessuno può essere lasciato solo, soprattutto in questo momento.”

Gli obiettivi del progetto sono molteplici: entrare in una relazione continuativa e di fiducia con i destinatari del servizio con l’obiettivo di far emergere situazioni non o poco conosciute ai servizi esistenti, osservare la persona all’interno del suo contesto e finalizzarne la presa in carico; offrire ascolto e orientamento a persone in particolare isolamento sociale e con difficoltà a relazionarsi con i servizi sanitari, sociali e con le agenzie del territorio; prestare supporto educativo a livello personale e familiare nell’esecuzione dei compiti della vita quotidiana, nell’identificazione dei bisogni e dei problemi principali vissuti e delle modalità di affrontarli; definire brevi percorsi di supporto psicologico a chi ne presenta la necessità; creare un collegamento stabile ed efficace con i Centri Psico Sociali dell’Ambito di Bergamo per definire le più idonee modalità di presa in carico della persona; estendere la rete di risorse umane e di enti che possono avere un ruolo nell’affiancare e nell’affrontare le diverse situazioni personali di disagio psichico.

“Il progetto si inserisce nella necessità, che si evidenzia nel territorio bergamasco, di costruire una rete di supporti educativi e psicologici che possano andare a beneficio di persone, giovani e adulti, che hanno avuto l’insorgenza di una difficoltà psichica, anche temporanea, e delle loro famiglie, che spesso si trovano a sostenere molteplici problematiche – afferma il presidente Aeper Raffaele Casamenti -. Una rete che comprenda la presenza di operatori a domicilio delle persone e nella comunità locale, oggi così colpita nelle sue forme educative ed aggregative; e che vede già l’esistenza di altri progetti attivi da anni con gli stessi obiettivi, con la collaborazione tra Ambito di Bergamo, Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, Cooperazione Sociale e Fondazione della Comunità Bergamasca, ma che non è sufficiente rispetto ai bisogni in costante aumento nell’area della salute mentale”.

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Il servizio presta supporto educativo e/o psicologico ai destinatari, in specifici momenti della loro vita quotidiana, incidendo sulle problematiche emergenti ed identificando un percorso di vita sostenibile e soddisfacente rispetto alle abilità sviluppate dai destinatari stessi. Ogni progetto è declinato secondo le necessità della persona e della sua famiglia, e pertanto non appare standardizzabile né nelle forme di attuazione né nella durata.

“Il progetto risponde in modo significativo ai nuovi bisogni e problemi di salute mentale, che anche la nostra Associazione ha visto nel tempo aumentare e divenire più complessi in una situazione in cui i servizi specialistici hanno ridotto la loro attività a causa della pandemia e la famiglia, già spaesata di fronte alla novità e problematicità dell’emergenza sanitaria e sociale, vive grandi difficoltà nel prendersi cura della persona fragile e gestire la vita quotidiana – conclude Camilla Morelli, Presidente dell’Associazione Piccoli Passi Per -. Tra le azioni caratterizzanti il progetto ricordiamo in particolare l’intervento domiciliare, che permette di cogliere aspetti significativi del contesto di vita della persona, supportare anche la famiglia e, per le persone che numerose manifestano un ritiro sociale generato o aggravato dalla pandemia, sostenerle nel superare ansie e paure e riprendere una vita di relazione. Altrettanto importante il sostegno psicologico per aiutare persone fragili a fronteggiare l’aspetto emotivo della situazione.”

A gennaio 2021 hanno preso avvio i primi interventi. A maggio/giugno 2022 è prevista verifica finale del progetto e restituzione degli esiti e delle prospettive all’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Territoriale.

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