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L’incarico a Mario Draghi che a Bergamo piace a banca e industria

Angelo Piazzoli e Andrea Moltrasio commentano l'incarico di formare il nuovo governo a Mario Draghi, ex governatore della Bce.

Sono uomini di banca e hanno accettato di rispondere con una precisa premessa: il loro commento non è politico. Rispondono alla domanda perché nei momenti di grave crisi il nostro Paese si rivolge a persone che sono state ai vertici di Banca Italia. Prima Carlo Azeglio Ciampi e oggi Mario Draghi.

Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco, tiene a precisare: “Non sono mai stato nel novero dei cosiddetti “banchieri”, ho avuto ruoli istituzionali ma da Dirigente. Come Banca Creberg, non abbiamo avuto più attività dirette con Bankitalia da moltissimo tempo, da quando siamo rientrati in un Gruppo bancario da controllati (1997, Banca Popolare di Verona); da circa un decennio mi occupo – e, con molta soddisfazione – di sola Fondazione”. Gentilmente però accetta di rispondere “da persona comune”.

ANGELO PIAZZOLI: SOLUZIONE ECCELLENTE

Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco

“Il mio giudizio non è politico; da persona comune, nel momento così difficile e delicato che sta vivendo l’Italia per via della pandemia con le sue rilevanti ricadute sociali ed economiche, credo che Draghi rappresenti una soluzione eccellente – osserva Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco -. Di Mario Draghi penso tutto il bene possibile per un governo di alto profilo, perché ha competenze, intelligenza, equilibrio, autorevolezza nel mondo. Tenendo conto non solo dei grandi problemi legati alle decisive scelte in materia sanitaria, al piano vaccinale, ad una efficace politica di sostegno alle famiglie e alle imprese…., ma anche alle implicazioni internazionali legate ai Fondi Europei, alla sostenibilità del debito, al coordinamento del G20, sono convinto che la sua grande esperienza di relazioni a livello mondiale e il prestigio di cui gode possano essere un rilevante valore aggiunto, senza nulla togliere a chi ha ben gestito, nell’ultimo anno, i rapporti con Bruxelles riconducendo l’Italia nella sua vocazione europeista e conseguendo il grande sostegno comune che ci verrà dal Recovery Plan. Mi pare di avere colto in Draghi un grande rigore morale e un bene augurante “savoire faire” istituzionale, che si mostra nei gesti, come i primi che ha compiuto ieri facendo subito visita al Presidente del Senato e al Presidente della Camera seguendo – con rispetto e sobrietà – un galateo istituzionale al quale non eravamo abituati. È un uomo delle istituzioni – di poche, ma incisive parole – e saprà fare del suo meglio per l’Italia, con l’augurio che possa agire – con il concorso di tutti e al di là dei particolarismi – per il bene del Paese”.

ANDREA MOLTRASIO: INDUSTRIA E BANCA FELICI PER DRAGHI

Andrea Moltrasio

“È chiaro che il nostro ambiente di industriali o persone che lavorano in banca faccia piacere vedere un incarico così importante affidato ad un uomo come Mario Draghi – dichiara Andrea Moltrasio, già presidente di Confindustria Bergamo e poi di Ubi Banca, oggi vicepresidente di Sacbo -. Dove ha esercitato il proprio compito, Draghi ha dimostrato le sue qualità e le sue capacità in modo egregio. Vediamo le difficoltà enormi ed incredibili che lo aspettano. Dopo l’increscioso spettacolo al quale abbiamo assistito nelle settimane scorse in Parlamento, confidiamo che tutti abbiano un momento di ragionevolezza per il bene di questo Paese”.

Perché nei momenti di difficoltà la politica si rivolge a uomini di Banca d’Italia come Ciampi e Draghi?
“Perché a differenza di quello che pensa e scrive Di Battista del Movimento 5 Stelle le persone scelte in questi campi si sono sempre distinte e qualificate per i loro meriti e le loro capacità, mentre parte dell’attuale classe politica pensa solamente ai propri interessi, contesta le istituzioni e decide in base all’umore di cittadini in vista delle urne”.

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