"Esame rifiutato dal Cup: perché prescritto dal medico di base?" Il Papa Giovanni: "No, non c'è distinzione" - BergamoNews

Lettere

La lettera

“Esame rifiutato dal Cup: perché prescritto dal medico di base?” Il Papa Giovanni: “No, non c’è distinzione”

Un nostro lettore denuncia un disservizio al Centro Unico Prenotazioni dell'ospedale Papa Giovanni XXIII. La direzione dell'azienda ospedaliera replica e specifica la prassi delle prenotazioni.

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che segnala un disguido del Centro Unico Prenotazioni dell’ospedale Papa Giovanni XXIII e la replica dell’azienda ospedaliera chiamata in causa. 

LA LETTERA

Spettabile Bergamonews,
l’oggetto del discorso, “un continuo ripetersi” richiama un discorso a noi caro molto; una memoria che porta lo scrivente professor Giancarlo Talarico a ripetersi su un atteggiamento obiettivamente increscioso in questi anni sempre applicato puntualmente nei confronti di quei cittadini che presentandosi al Centro unico Prenotazioni dell’ Ospedale pubblico cittadino Papa Giovanni XXIII, fiore all’occhiello per la sanità italiana ed europea con eccellenze riconosciute a livello mondiale. Ebbene, presentandosi a codesti impiegati nel presentare una richiesta per esame specialistico piuttosto che una visita specialistica si siano sentiti porre la fatidica domanda: chi le ha scritto questa richiesta, il medico di famiglia?
Se malauguratamente la risposta fosse stata positiva (peraltro si evince dallo scritto posto in fondo al pezzo cartaceo) allora il posto non c’è, l’esame non è possibile farlo… e quindi il cittadino ha in quel momento due vie da percorrere.
La prima via: il cittadino si reca a protestare all’ufficio relazioni con il pubblico alzando, ahimè, la voce per un diritto leso. Il diritto di assistenza sanitaria per il quale mensilmente si vede detrarre una importante cifra dal proprio stipendio, ben evidenziata sul cedolino dalla voce “ritenute previdenziali”. Una strada dallo scrivente percorsa per ben due volte più altre volte via Pec.
La seconda via: il cittadino accetta tale assurdità e si reca presso altre strutture, probabilmente private, sperando in esito migliore.

Non so quale sia il vostro generoso pensiero, il mio sembra abbastanza chiaro: a tal riguardo richiamo l’accaduto odierno che vedeva il cittadino Talarico Giancarlo recarsi con una richiesta urgente con priorità, prescrizione entro 10 giorni, per un elettrocardiogramma ed una visita cardiologica. Ovvero per dei controlli semplicemente vitali soprattutto in questo periodo sanitario.  Richiesta respinta perché alla famosa domanda “chi le ha prescritto questa richiesta?” La risposta era: “Sì”. Un paziente affetto da Sindrome di Klinefelter, in stato di fragilità, con esami nell’immediato riguardanti anche l’aspetto spirometrico ed pneumologico.

Mi sembra troppo facile ridurre una richiesta, seppur scritta dal medico curante che non credo debba essere considerato diverso dallo specialista presente in una struttura ospedaliera pubblica, che in quel momento attesta una situazione particolare, per la quale appunto si richiede un intervento particolare, ad un niente con una semplice domanda “devastante” per chi in quel momento vive preoccupazione ed ansia. Nel mio ambiente di lavoro un disservizio simile ha delle conseguenze.

Credo e spero che il mio scritto venga almeno letto, pubblicato a vostra discrezione ed affrontato come conviene, mi auguro.
Cordiali saluti
Giancarlo Talarico

LA RISPOSTA DELL’OSPEDALE

L’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo risponde alla segnalazione del nostro lettore.
Spettabile redazione di Bergamonews,
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