Quantcast
Scuola: “Preoccupante il numero di ragazzi che hanno chiesto aiuto” - BergamoNews
Federazione degli studenti

Scuola: “Preoccupante il numero di ragazzi che hanno chiesto aiuto”

Lorenzo Lazzaris, studente del liceo Lussana e membro della Federazione degli Studenti, ai nostri microfoni ha parlato dell’attuale situazione scolastica a Bergamo e in Italia

Si è parlato tanto del capitolo scuola, di didattica a distanza, di maturità, del rientro in presenza, di trasporto pubblico, dell’attuazione delle misure preventive volte a tutelare il mondo della scuola tutto. E tanti sono gli studenti e i docenti scesi in piazza a urlare e brandire la propria voglia di tornare in classe, stanchi di una situazione surreale, con slogan forti e incisivi. Lorenzo Lazzaris, studente all’ultimo anno del liceo Lussana di Bergamo e futuro ingegnere informatico, è membro della Federazione degli Studenti, che in questi giorni si è anche fatta promotrice di presidi in sicurezza.

Cos’è la Federazione degli studenti? Da quali valori è costituita?

È un’associazione studentesca italiana, che lavora sia a livello locale che nazionale. Ha visto la luce nel 2009 e, da allora, si fa portatrice delle istanze degli studenti, cercando di favorirne il dialogo con le istituzioni scolastiche e le forze politiche. I punti cardine su cui si basa la federazione sono i valori democratici di libertà, uguaglianza, laicità, antifascismo e solidarietà, ideali ritenuti necessari per far sì che la rappresentanza degli studenti sia sempre e comunque garantita.

Tu come sei entrato a farne parte? Perché hai scelto di farlo?

Sono entrato a far parte della federazione un paio di anni fa, in concomitanza con una fiera dell’orientamento organizzata dalla nostra associazione da diversi anni a questa parte, il cosiddetto “Salone dello Studente”. Ho scelto di intraprendere questo cammino perché la mia esperienza personale ha avuto modo di mostrarmi quanto sia importante e allo stesso tempo difficile la rappresentanza, e quanto siano profondi e radicati i problemi della scuola italiana. Ho deciso di impegnarmi nella FDS perchè io credo nella scuola, nel diritto allo studio per tutti e nell’importanza di un’educazione adeguata.

Quali obiettivi si pone la Fds?

A livello nazionale, l’obiettivo di dialogare con il ministero, attraverso un tavolo di ascolto che é finalmente diventato obbligatorio, e non più opzionale. La federazione, a livello provinciale, ha invece un duplice compito: anzitutto cercare di migliorare quella che è la vita degli studenti della nostra zona, interfacciandosi con gli enti territoriali preposti, come ad esempio il comune, o con iniziative, quale il Salone dello Studente. In secondo luogo, la federazione di Bergamo si occupa di portare le problematiche locali a un livello superiore, sia esso regionale o nazionale.

Come ritenete che il Governo, e di conseguenza il Ministero dell’istruzione, abbia gestito la situazione covid nelle scuole? Cosa non ha fatto e cosa avrebbe potuto fare meglio?

La complessa situazione Covid nelle scuole é stata gestita tutto sommato bene. I dati sono chiari: le classi non sono quasi mai state focolai di diffusione del virus. Quelle che sono venute meno sono state le infrastrutture corollarie alla scuola, che sono peró fondamentali per permettere un lavoro in sicurezza. Ovviamente mi riferisco ai trasporti, che sono stati soggetto di “gaffe” a livello sia regionale che nazionale. Tuttavia vorrei sottolineare come non si sia fatto nulla per potenziare realmente la didattica a distanza, nonostante sia passato quasi un anno. I tecnici del ministero sapevano che saremmo eventualmente tornati a casa, che una seconda e poi una terza ondata sarebbero arrivate. Eppure non si é fatto nulla in merito a corsi di aggiornamento per i docenti, che hanno continuato a usare gli stessi metodi di insegnamento della didattica in presenza, con pessimi risultati.

E la Regione Lombardia?

La Lombardia, oltre a inviare i dati corretti all’ISS, avrebbe potuto fare meglio una serie di cose. Per amore della brevitá mi limiteró a parlare delle problematiche legate al mondo della scuola. Potrei citare, ad esempio, i trasporti regionali lombardi che hanno solo subito tagli in questo periodo, e i fondi stanziati dal governo non sono stati sfruttati appieno. Palesemente l’educazione di noi ragazzi non era una priorità per la regione Lombardia.

Come vi siete mossi durante la pandemia? Cosa avete fatto? Avete avuto modo di far sentire la vostra voce, e come?

Fin dall’inizio della pandemia la Federazione si é mossa, e ha cercato di raccogliere le voci degli studenti di Bergamo attraverso un sondaggio – che ha avuto un numero record di risposte – nel quale si chiedevano giudizi e opinioni sulla DaD del primo lockdown. Onestamente siamo rimasti basiti dalle risposte, il numero di ragazzi e ragazze che con angoscia chiedevano aiuto e si sentivano abbandonati, lasciati a se stessi e soli, é stato preoccupante. Ci siamo mossi immediatamente e abbiamo creato un report basato sui dati da noi raccolti, che é stato dopodiché inoltrato alle istituzioni locali e nazionali, con la speranza di portare attenzione sulle condizioni degli studenti. Le proteste di questi giorni ci dimostrano come la risposta delle istituzioni non sia stata adeguata.

Quali proposte avete avanzato agli enti e alle organizzazioni preposte?

Alle istituzioni abbiamo chiesto soprattutto di coinvolgere gli studenti, e di conseguenza i loro rappresentanti, nella stesura dei regolamenti scolastici sulla DAD. Perché spesso non vengono ascoltati, quando invece sono i primi a vivere sulla propria pelle le decisioni di consigli d’istituto o dirigenti. Come purtroppo accade fin troppo spesso, solo in poche scuole questo é avvenuto realmente. Allo stesso modo abbiamo chiesto al comune e ad ATB di includere la consulta studentesca – l’organo ufficiale di rappresentanza – nei tavoli di lavoro legati al mondo dei trasporti locali, per far sì che i problemi degli studenti fossero realmente rappresentati. Ad esempio, in un incontro con il dirigente delegato di ATB fu assicurato a noi e ai rappresentanti dei genitori che le corse urbane sarebbero state implementate del 30%. In questi giorni di rientro peró molti studenti hanno raccontato disagi e mancanza di mezzi. Sarebbe ora necessario capire se questo é dovuto a un’impossibilitá di mantenere le promesse fatte, o semplicemente a una sbagliata distribuzione delle corse aggiuntive. Cosa facilmente risolvibile tramite un dialogo con gli studenti, che i mezzi li devono prendere ogni giorno.

Adesso le scuole sono state riaperte, ma cosa andrebbe migliorato secondo voi? Cosa funziona, e cosa no, di questo sistema di riapertura graduale? Quali sono gli attuali problemi bergamaschi?

La riapertura graduale sembra funzionare in linea generale, ma ci sono diversi problemi e intoppi legati alla carenza dell’infrastruttura scolastica: caloriferi spenti, computer rotti, proiettori malfunzionanti o linea assente. Tutti questi problemi, cosí come quelli legati al mondo dei trasporti, sono comprensibili data la burrascosa e inaspettata tempistica del rientro, ma non possono continuare a ledere ulteriormente quello che é il diritto allo studio dei ragazzi e delle ragazze. Un problema invece non solo bergamasco, ma nazionale, è la totale assenza di una campagna di tamponi rapidi a disposizione degli studenti, dei docenti e del personale ATA.

Come vi state muovendo in merito alla situazione dei trasporti pubblici e quali sono le vostre proposte locali?

In merito al trasporto pubblico locale stiamo provando a rinnovare nuovamente il dialogo con ATB, cercando di portare alla loro attenzione i disagi e i problemi degli studenti. Ci piacerebbe vedere, ad esempio, una mobilità bergamasca basata totalmente sul trasporto pubblico, volta a eliminare sempre di più le automobili, contrastando così i problemi legati all’inquinamento e alla viabilità. Verso questo, forse, utopistico obiettivo vorremmo si procedesse con una serie di investimenti atti a sanare la situazione attuale, ridicola e dannosa per studenti e pendolari, specialmente nelle tratte extraurbane.

Dati Istat recenti hanno posto gli italiani fra gli ultimi in Europa per il livello di istruzione. Perché secondo voi? Qual è il problema del nostro sistema scolastico?

I preoccupanti dati Istat dimostrano solo quello che come Fds stiamo purtroppo dicendo da fin troppo tempo: l’Italia necessita di una profonda riforma scolastica. La didattica, attraverso lezioni frontali, valutazioni fine a se stesse, classi pollaio, orari di lezione improponibili e assoluta mancanza di gratifiche, continua a insegnare ai ragazzi del terzo millennio le stesse identiche cose insegnate ai loro genitori, con gli stessi metodi. Il nostro sistema scolastico é rimasto a un mondo estraneo all’era del silicio, che non tiene conto delle nuove necessitá educative, richieste d’altronde dalle nuove tecnologie. Oltre agli ormai obsoleti metodi di insegnamento, anche i contenuti non sono aggiornati. La scuola moderna sta cercando di costruire una generazione di “nativi digitali”, senza tuttavia averne le competenze specifiche. E la scuola, oggi, non dà ancora abbastanza peso a quelle che sono le competenze interdisciplinari.

La Federazione degli studenti come immagina la scuola del 2030? Cosa vorreste cambiare? Che evoluzione vorreste far intraprendere al mondo della scuola tutto?

La Federazione immagina nel 2030 una scuola piú simile ai modelli nord-europei, dove gli studenti hanno un reddito studentesco, sono invogliati a proseguire negli studi, e vengono spronati e incoraggiati ad approfondire i propri interessi. Non vogliamo una scuola nella quale gli studenti siano definiti solo dalle loro valutazioni. Ma ne vorremmo una in cui professori e studenti siano gratificati per il loro lavoro, perchè nulla é piú frustrante per una persona che vedere nullificati, sminuiti o resi superflui i propri sforzi. Senza abbandonare peró la linea italiana di attenzione alle cause teoriche o ai processi che portano a una scoperta o una formula, cosa che ci viene ancora invidiata in tutto il mondo.

Che messaggio vorreste dare agli studenti che vi leggeranno?

In questo periodo di difficoltá vi siete mossi e avete manifestato per il ritorno a scuola, e avete fatto bene a far sentire la vostra voce. Ora stiamo rientrando in presenza, ma i problemi della scuola non finiscono qui. La didattica rimane arretrata e l’attenzione della politica non è sufficiente: siamo fin troppo spesso visti come un peso e non come un investimento. Per questo motivo vi chiedo di non lasciare che il vostro sforzo di mobilitazione si spenga, contattate i vostri rappresentanti, i vostri professori, contattate noi, e insieme continuiamo a manifestare perché la scuola sia riformata e non venga nuovamente dimenticata. Saremo piú che felici di aiutarvi a portare la vostra voce alle istituzioni.

Vuoi leggere Bergamonews senza pubblicità?
Iscriviti a Friends! la nuova Community di Bergamonews punto d’incontro tra lettori, redazione e realtà culturali e commerciali del territorio.
L'abbonamento annuale offre numerose opportunità, convenzioni e sconti con più di 120 Partner e il 10% della quota di iscrizione sarà devoluta in beneficenza.
Scopri di più, diventiamo Amici!
leggi anche
Assistenza digitale
La novità
Whatsapp, Skype, Zoom: ecco l’assistenza digitale gratuita per gli anziani di Bergamo
Alessia cisana
Un anno dopo
“Quel giorno in cui ho sentito, senza saperlo, la mia ultima campanella”
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI