Morte Astori, secondo la perizia del tribunale non poteva essere evitata - BergamoNews
Il calciatore bergamasco

Morte Astori, secondo la perizia del tribunale non poteva essere evitata

Le anomalie emerse durante la prova da sforzo potevano essere approfondite, ma la patologia sarebbe stata difficilmente intercettabile

Le aritmie cardiache rilevate nei controlli di routine svolti da Davide Astori avrebbero consigliato esami più approfonditi, vedi l’holter cardiaco. Ma anche questo esame difficilmente avrebbe potuto rilevare la cardiomiopatia aritmogena biventricolare di cui soffriva il capitano della Fiorentina. La morte del calciatore originario di San Giovanni Bianco, dunque, non avrebbe potuto essere evitata.

La Gazzetta dello Sport riporta le conclusioni a cui sarebbero giunti i medici legali a cui il giudice del Tribunale di Firenze ha affidato la perizia sulle cause della morte dello sportivo, trovato senza vita il 4 marzo 2018 in una camera di albergo a Udine, dove era in ritiro con la squadra.

L’esito della perizia sarà discusso giovedì 4 febbraio. Le conclusioni sembrerebbero favorevoli all’unico imputato, Giorgio Galanti, ex direttore della medicina sportiva di Careggi, accusato di omicidio colposo e che ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato.

La Procura toscana, che a sua volta si è avvalsa di un’altra perizia, contesta a Galanti il rilascio di due diversi certificati di idoneità, a luglio 2016 e a luglio 2017: documenti che sarebbero stati emessi anche se nelle prove da sforzo erano state rilevate delle aritmie, tali da dover suggerire l’applicazione di un holter.

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