Fondazione Adapt e Unipolis, una ricerca sui giovani e il mercato del lavoro
Hai tra i 15 e i 29 anni? Rispondi al questionario online di ricerca
Prima c’era solo la transizione scuola-lavoro, adesso ci sono le transizioni durante e dopo la scuola: tirocini curriculari, extracurriculari, lavoretti, lavoro in nero, volontariato, etc. I ricercatori di Fondazione Adapt, l’ente di ricerca nato dal giuslavorista Marco Biagi con focus sui temi del lavoro e delle relazioni industriali intende approfondire con rigore scientifico queste “aree grigie” cercando di capire se e come le esperienze extra scolastiche sono funzionali a sviluppare competenze utili per il mercato del lavoro.
In collaborazione con Fondazione Unipolis (Gruppo Unipol e UnipolSai), la ricerca “I giovani tra mercato e non mercato” si rivolge ai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni residenti in Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia a cui si chiede di partecipare compilando un questionario online sui temi oggetto dell’indagine.
La ricerca è stata avviata nel 2019 e si concluderà entro quest’anno. In una prima fase gli studiosi hanno analizzato la letteratura nazionale e internazionale sul tema; a seguire, è stata organizzata una serie di focus group con una selezione di enti coinvolti nella formazione giovanile e nel lavoro (scuole, formatori, cooperative sociali, sindacati, istituzioni, etc.) per rilevarne opinioni ed esperienze. Infine, ad inizio 2021 è stata lanciata una campagna di comunicazione online sui principali social network per raggiungere direttamente i giovani coinvolti nello studio.
“Ad oggi – spiega Cecilia Leccardi la ricercatrice di Fondazione Adapt che insieme a Giorgio Impellizzieri si sta occupando dello studio coordinato da Francesco Seghezzi, studioso bergamasco e presidente della Fondazione – i primi risultati dimostrano che circa l’85,8% delle ragazze e dei ragazzi intervistati ritiene che le esperienze di “area grigia” e cioè che vanno al di là della scuola ma non sono propriamente definibili come lavoro sono state utili per acquisire nuove competenze. Quello che chiediamo ora ai giovani lombardi della fascia d’età interessata è di rispondere al questionario di ricerca: più saranno i partecipanti, più interessanti saranno i risultati”.









