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Atalanta, con la Lazio un ko già visto: assenze pesanti ed errori evitabili - BergamoNews
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Atalanta, con la Lazio un ko già visto: assenze pesanti ed errori evitabili fotogallery

Come con la Samp, anche allora senza gli esterni titolari e Romero. E regali difensivi da non ripetere a Napoli

Tu chiamale, se vuoi, coincidenze. Se nel calcio contano qualcosa, almeno quanto la scaramanzia, dopo aver assistito al ko con la Lazio sembrava di essere davanti a un film già visto. E non tanto (non solo) per il gol incassato pronti via, un vizietto che sta purtroppo tornando alla ribalta. Vediamo allora perché.

Intanto già si partiva sotto cattivi auspici: tagli le ali titolarissime, Hateboer (infortunato) e Gosens (squalificato), perdi all’ultimo momento anche la diga della difesa, Romero. Assenti in tribuna. Poi c’erano, purtroppo, gli assenti in campo, leggi soprattutto Ilicic che se non è in giornata (capita, anche ai fuoriclasse) diventa l’uomo in meno, anzichè accendere la partita e esaltare la sua squadra. Oltre a un Gollini che in qualche situazione sembrava aver ereditato le incertezze di Sportiello.

Riavvolgiamo il nastro? Stesso punteggio, ko 1-3 in casa, contro la Sampdoria lo scorso 24 ottobre. Con quale formazione? Fuori gli esterni Hateboer e Gosens come questa volta, dentro Depaoli e Mojica (già ceduti e in campo con altre squadre), in panchina Romero e anche Pessina (non c’erano neanche contro la Lazio), davanti il trio Gomez, Ilicic e Lammers, quest’ultimo poi sostituito nel secondo tempo da Zapata. Più, allora, Freuler e Muriel rimasti in panchina.

E anche l’andamento della partita molto simile: Quagliarella in gol al 13′, il raddoppio di Thorsby nella ripresa e quando il rigore di Zapata sembra dare il la alla rimonta, ecco il terzo gol di Jankto al 92′.

Certo quell’Atalanta aveva la testa alla Champions, pochi giorni prima aveva vinto 4-0 in Danimarca e qualche giorno dopo pareggerà in casa con l’Ajax, 2-2. E allora, questa Atalanta, aveva invece la testa alla semifinale di Coppa Italia?

In parte sì. Ma stavolta con la Lazio le scelte erano forzate, molto più che volute.

Nel secondo tempo Gasperini ha provato a cambiare, ad aggiustare la squadra ed è vero che i nerazzurri hanno rimontato più di una volta la squadra romana e quasi ci riuscivano di nuovo…però le rimonte costano molte energie, non facili da trovare perché già ne avevano spese tante pochi giorni prima per difendere in dieci la qualificazione in Coppa Italia. E bisogna anche aggiungere che rispetto alla partita di Coppa la Lazio ha fatto ben altra figura con tutti i suoi titolari, compreso Luis Alberto.

Poi qualche regalo l’ha concesso l’Atalanta, dal primo gol sul primo tiro in porta, con Gollini controsole e comunque in ritardo. Il secondo gol anche nasce da un… assist dei difensori che si scontrano mentre Correa se ne va in porta.

Una partita nata male: pronti via, Ilicic cade e urla (ormai succede per qualsiasi giocatore in quasi tutti i contrasti) e l’arbitro mentre lascia correre gli dice: “Non cominciare…”. Quasi un avvertimento o comunque un chiarimento per far capire al ‘Professore’ quale sarebbe stato il metro di giudizio. Poi l’arbitro non ha fatto nulla di strano, gli errori difensivi sono dell’Atalanta, con un Ilicic che Gasp ha tenuto in campo per 22 minuti nella ripresa e poi lo ha sostituito e si è rivisto Lammers, che ha tentato qualche spunto.

Il gol atalantino è frutto di un’invenzione di Muriel e tiro sul palo raccolto da Pasalic, che rientrava dopo più di due mesi (21 novembre, Spezia-Atalanta). Loro due e De Roon gli ultimi ad arrendersi, con Djimsiti lanciato nel secondo tempo a fare la terza punta… E un finale strano: la Lazio esulta (anche con urla negli spogliatoi) come se avesse vinto la Coppa Italia, d’accordo che a Bergamo non vincevano dal 2012 (1a di campionato, 26 agosto), 1-0 gol di Hernanes, mah…

Insomma, una partita da archiviare e voltare subito pagina: mercoledì a Napoli sarà un’altra battaglia e servirà un’altra Atalanta, che si ricorderà bene il ko dello scorso 17 ottobre e quindi dovrà essere molto più attenta. Ci sarà Gosens e, si spera, Romero.

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