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"Il Comune non ceda il terreno al Parco Ovest 2 e protegga la cintura verde" - BergamoNews
La polemica

“Il Comune non ceda il terreno al Parco Ovest 2 e protegga la cintura verde”

L'assessore all'urbanistica Francesco Valesini ha risposto ai maggiori dubbi attorno al futuro del Parco Ovest 2 e ai relativi incroci urbanistici con il Principe di Napoli, ma le sue risposte non hanno placato gli animi di alcune associazioni cittadine

Le polemiche attorno al futuro del Parco Ovest 2 non si arrestano: al centro della discussione l’intervento di un privato con scopi edificatori in un’ampia zona verde a vocazione naturalistica lungo via Moroni (tra l’ex Bas e via Grumellina).

Il gruppo Ferretticasa Spa, infatti, dopo aver acquistato all’asta le aree in parte verdi e in parte costruite dell’Ambito di trasformazione denominato Parco Ovest 2 corrispondenti a un perimetro di 115mila metri quadrati e con un’edificabilità pari a 24.000, ha proposto, forte del diritto edificatorio previsto da anni sull’area, all’amministrazione comunale un piano attuativo che riguarderebbe lo sviluppo di funzioni residenziali, anche di senior housing/Rsa, oltre che commerciali con MSV e negozi e che porterebbe alla realizzazione di un nuovo Parco di oltre 62.000 mq che sarà collegato attraverso uno o più sottopassi a quello di Parco Ovest, in corso di attuazione, al di là della ferrovia, portando a compimento una zona verde di oltre 150 mila mq.

L’intervento dovrebbe portare a realizzare circa 8 milioni di opere pubbliche di vario tipo a scomputo di oneri dovuti.

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Gli incroci urbanistici tra Parco Ovest 2 e Principe di Napoli: l’assessore risponde ai dubbi

L’assessore all’urbanistica Francesco Valesini ha risposto ai maggiori dubbi attorno al futuro del Parco Ovest 2 e ai relativi incroci urbanistici con il Principe di Napoli (stabile in via Pignolo di proprietà comunale e del cui restauro e rifunzionalizzazione Ferretti ha deciso di farsi carico – oltre ai costi delle prestazioni previste per il Parco Ovest 2 – con un onere aggiuntivo che si aggira intorno ai 3 milioni di euro), ma le sue risposte non hanno placato gli animi di alcune associazioni cittadine.

In particolare, a riscaldare l’opinione pubblica è la decisione da parte dell’amministrazione di cedere la superficie di pertinenza del Comune sul Parco Ovest 2 (pari a 2.000 mila mq di edificabilità su quei 24mila di edificabilità del Parco) e di utilizzare il ricavato, pari a circa un quinto dei tre milioni previsti, per i lavori di ristrutturazione dell’edificio di via Pignolo.

“L’assessore conferma che alcuni dei terreni edificabili all’interno del Parco Ovest 2 sono di proprietà comunale. Quindi si conferma che – volendo far fede a quanto sotteso alla dichiarazione di emergenza climatica e ambientale votata dal Consiglio Comunale nel luglio 2019 – il Comune di Bergamo avrebbe potuto (e tuttora potrebbe) rinunciare alla cemintificazione dei terreni di proprietà pubblica invece di cederli alla Ferretti”, si legge in un post Facebook pubblicato dal comitato BergamoBeneComune.

“Ci risulta poi soluzione aberrante che, per evitare di realizzare un edificato che lo stesso assessore ammette essere «troppo denso, molto impattante anche in termini di altezze», si sia pensato di spalmare l’edificazione (anziché ridurla) determinando nei fatti ulteriore consumo di suolo e spezzettamento dell’area verde esistente”, si legge nel post.

É sulla reale conformità dell’intervento di Ferretti sul Parco Ovest 2 che, invece, pone interrogativi l’Associazione per il villaggio (del quartiere del Villaggio degli Sposi), così come spiegato dall’assessore Valesini.

“L’Assessore sostiene: “realizzare l’albergo, destinazione consentita dallo stesso PGT, più a sud, a ridosso della circonvallazione”. Questa affermazione rappresenta, con definizione eufemistica, una “forzatura” del PGT vigente. É vero che l’edificato dell’Ambito 20 può comprendere edilizia alberghiera, ma tale Ambito: non comprende aree a ridosso della circonvallazione, quindi un albergo lì non è previsto e, anche solo per questo, la proposta edificatoria non può essere considerata ‘conforme'”, scrive l’associazione in un comunicato.

Inoltre, polemiche attorno all’affermazione dell’assessore in cui dichiara che “ciò che oggi chiamiamo Parco Ovest 2 non esiste”.

“Esiste eccome! – risponde il comitato –  Esiste a prescindere dalla sua volontà o meno di chiamarlo tale: aree verdi che sono in parte private e in parte comunali, forse in parte impraticabili e inaccessibili ai cittadini, ma che di fatto concorrono all’esistenza della cintura verde (che, sottolineiamo, non è una creazione delle amministrazioni comunali, ma un dato di fatto esistente e consistente in quanto ancora rimane del verde originario progressivamente eroso dall’ingrandimento della città) e la cui edificazione costituisce un’ulteriore erosione della stessa. Aree verdi che l’assessore dimentica (volutamente?) essere l’habitat di specie protette sia animali sia vegetali, specie preziose che sarebbero messe in serio pericolo dall’edificazione. E, a dispetto di quanto l’Amministrazione comunale parrebbe voler far credere – per meglio poter gestire a proprio piacimento la questione – questo non è un problema riguardante il quartiere in cui avverrà la trasformazione, ma un problema di tutta la città”, scrive BergamoBeneComune.

Sostenuto anche dall’associazione per il villaggio che esprime: “molta preoccupazione per quanto questa affermazione lascia intendere a proposito della effettiva volontà della Giunta comunale di realizzare la Cintura Verde. Rimarchiamo che l’importanza e quello che, con limitata concezione del termine, viene definito “fruibilità” dell’area a sud della ex-BAS fino ad ora destinata a Parco Ovest non è solo nella presenza di vegetazione e di fauna particolari, ma è principalmente  nel suo “essere lì” in quanto tale. “Because it is there!” rispose Sir Edmund Hillary, primo scalatore dell’Everest, a chi gli chiedeva perché lo avesse fatto. E noi non possiamo che fare nostra e confermare questa affermazione. In breve questa è una preziosa area di campagna residua all’interno di un territorio fortemente antropizzato che solo se conservata e migliorata può assegnare il titolo di “buona amministrazione” all’ente pubblico che la amministra”.

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