L'iniziativa

Educare ai tempi del Covid: al Falcone uno psicologo in aiuto di genitori e insegnanti

Appuntamento in streaming con Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta presidente della Fondazione "Minotauro" di Milano: l'obiettivo è quello di orientarli in un periodo complicatissimo.

Educare ai tempi del coronavirus: una sfida nella sfida che coinvolge, innanzitutto, genitori e insegnanti.

Il tema sarà al centro di un nuovo appuntamento online dedicato alla comunità scolastica del Liceo linguistico Falcone per costruire punti di riferimento nello spaesamento causato dalla pandemia, organizzata per la serata di venerdì 29 gennaio: a relazionare il dottor Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta presidente della Fondazione “Minotauro” di Milano.

Un’occasione di dialogo sulla funzione educativa di docenti e genitori verso una comunità che coltiva cura e resilienza, fortemente voluta dall’associazione genitori del Liceo e avallata dalla dirigente scolastica Gloria Farisè.

“Si tratta di un’iniziativa che si inserisce all’interno di un progetto più articolato – spiega Farisè – Siamo partiti dal presupposto che ‘Nessuno si salva da solo’ e se vogliamo arrivare a riva dobbiamo cercare di sostenerci a vicenda: adulti forti possono dare forza e certezze anche ai ragazzi. I genitori e gli insegnanti hanno espresso questa preoccupazione e nell’ultimo anno abbiamo cercato sempre più di rinsaldare i rapporti tra i vari attori della comunità scolastica”.

Sullo spaesamento in ambito scolastico, la dirigente non rileva grosse problematiche o bisogni particolari: “Ma un ragazzo va vissuto a 360 gradi – sottolinea – Se si va bene a scuola non significa che non possa avere altre debolezze o criticità, cose spesso non dette. Quest’anno abbiamo messo in campo, con risorse interne, ore dedicate ai genitori con un docente di psicologia che li aiuti a sostenere la fatica: sicuramente la pandemia e la sua evoluzione sono un fattore di preoccupazione, ma anche la tenuta psicologica della comunità scolastica lo è”.

Preoccupazioni condivise anche dai genitori: “Abbiamo chiesto incontri con psicologi, psicoterapeuti e a tutti coloro che sono legati alle difficoltà di ogni tipo dei nostri ragazzi – spiega il presidente dell’associazione genitori Marco MorosiniQuello intrapreso è un percorso nel quale crediamo ciecamente, ed è importante che sia i genitori che i docenti siano coinvolti. In questo periodo c’è una gran confusione in ambito scolastico e le proteste alle quali stiamo assistendo, che partono dai ragazzi, sono significative. Non possiamo non chiederci cosa provano e preferiscano i ragazzi: per loro tornare a scuola non vuol dire andare contro le regole o le decisioni di chi ne sa di più in ambito sanitario, ma significa dare valore alla scuola e al suo ruolo sociale. Così si perdono socialità e comunità. Ci sono ragazzi del primo anno che nemmeno si conoscono. La socializzazione, lo stare insieme, l’avere paura della verifica, l’affrontare insieme le stesse preoccupazioni: fa tutto parte della crescita. Si stanno abituando all’isolamento, a una piccola galera. Con questi incontri vogliamo dare ai genitori qualche arma in più, per non farli ‘sedere’ nel proprio ruolo: abbiamo purtroppo dimenticato valori relazionali importanti, già dall’ambito familiare”.

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