Cisl, il lockdown non frena le vertenze: oltre 900, un terzo nel commercio - BergamoNews
Il bilancio

Cisl, il lockdown non frena le vertenze: oltre 900, un terzo nel commercio

Quasi 1.500 lavoratori coinvolti nelle pratiche aperte fino a dicembre: grazie all'attività di recupero crediti sono stati restituiti 5,5 milioni di euro.

“Avrebbe dovuto essere un anno di ‘tutto riposo’, visti il lockdown e il blocco dei licenziamenti. Invece, anche il 2020 si è rivelato un anno caldo nella gestione dell’ufficio vertenze della Cisl di Bergamo: rispetto all’anno precedente, infatti, i numeri non hanno registrato il calo forse troppo facilmente preventivato”.

Nemmeno la chiusura dell’ufficio e la difficoltà di movimenti sancita dai vari Dpcm hanno potuto togliere lavoro ai vertenzieri del sindacato di via Carnovali: quasi 1.500 lavoratori coinvolti nelle pratiche aperte fino a dicembre, la maggioranza delle quali, comunque, sempre relative a recuperare retribuzioni mancate.

E proprio l’attività di recupero crediti ha comportato la “restituzione” ai lavoratori di oltre 5 milioni e mezzo di euro.

“Qui la differenza con il 2019 spicca soprattutto per l’entità degli assegni arrivati ai lavoratori colpiti da licenziamento: rispetto ai 3615 euro di media recuperati lo scorso anno, nel 2020 l’assegno medio ha di poco superato i 2000 euro (2065). Questo perché le vittime dell’interruzione dei rapporti sono tutte appartenenti alle categorie più fragili, soprattutto tempi determinati e collaborazioni, proprio per il blocco dei licenziamenti predisposto dal governo”.

Alberto Citerio, nel corso del 2020 nominato responsabile dell’Ufficio Vertenze della Cisl di Bergamo, presenta così i risultati al suo primo mandato, capitato proprio “nell’anno più difficile della nostra storia dal dopoguerra ad oggi”.

In questo “annus horribilis”, 945 lavoratori hanno chiesto assistenza per vertenze e 439 per l’avvio di procedure concorsuali (fallimenti).

Sul totale, i licenziati rappresentano ancora quasi il 12% del totale delle pratiche, come nel 2019, e il 72% operazione di recupero crediti.

Il settore del commercio e del terziario è quello che più ha richiesto gli interventi del sindacato, seguito dal meccanico, dall’edile e dal tessile.

Da segnalare, nell’anno della DAD, l’incremento delle vertenze legate al mondo della scuola.

Anche nel campo dei fallimenti, un quarto delle pratiche sono legate al commercio, il 20% al tessile, mentre alta, in questa analisi, l’incidenza di procedure concorsuali nel settore dei trasporti.

Inoltre, il 61,8% delle pratiche totali dell’Ufficio Vertenze sono di uomini e ‘solo’ il 38,2% di donne.

“Il sospetto è che le donne nel mondo del lavoro siano più ‘rinunciatarie’ nell’affermare, attraverso una vertenza i propri diritti”.

“Mai come in quest’anno – dice Citerio – la gente ha bisogno degli uffici vertenze. La gente che si rivolge a noi è ancora tanta, se consideriamo che il livello occupazionale si è abbassato in misura considerevole.
I lavoratori che si rivolgono agli uffici vertenze non hanno strumenti per fare da sé, e la nostra assistenza è diversa non solo in termini economici, e rimaniamo un punto di riferimento importante per loro. Continua costante l’azione delle vertenze legate al recupero dei crediti: molte aziende non pagano e i lavoratori devono ricorrere al sindacato”. “L’anno del Covid, poi, ha dimostrato qualora fosse necessario, che non è calato il bisogno di tutela. Anche nel 2020, infatti i nostri interventi per sanare situazioni relative al lavoro nero o alla illegittimità di alcune forme contrattuali non sono mancati”.

“In un anno così delicato, la tutela fornita dal nostro ufficio vertenze, a migliaia di persone è stata fondamentale. Si sono rivolte a noi in particolare per il recupero di mancate retribuzioni riferite ai mesi di febbraio e marzo 2020, mesi in cui la pandemia colpiva in modo importante la nostra provincia . Condizione che in alcuni casi ha poi portato alla chiusura dell’attività”.

Danilo Mazzola, segretario Cisl di Bergamo, riassume il dato dell’assistenza fornita dal sindacato di via Carnovali nell’anno della pandemia, che ha avuto qui il suo epicentro.

“Partendo dai numeri dello scorso anno, che hanno visto la nostra provincia perdere 19 mila assunzioni (dato a novembre 2020) rispetto al 2019, la Cisl di Bergamo intende rilanciare sulla necessità di una stagione di ‘vera concertazione’ che porti al rilancio dei investimenti, di cui il nostro paese ha urgenza, e l’attivazione di vere politiche per il lavoro improntate sulla riqualificazione e innovazione”.

“Il 2021 deve necessariamente vedere un approccio diverso, che consenta di indirizzare le tante risorse che arriveranno verso progetti solidi e credibili. Ci auguriamo – conclude Mazzola – che l’afflusso ingente di fondi provenienti dall’Unione Europea possano vedere approdi utili e saldi, andando a rafforzare l’occupazione stabile nella sanità e nella scuola, con la necessità di prevedere una riforma dei ammortizzatori sociali, che tenga conto, quando sarà, della fine del blocco dei licenziamenti”.

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