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Le sinergie di Confindustria convincono le associazioni economiche di Bergamo

Il progetto di aggregazione delle Confindustrie di Bergamo, Lecco e Sondrio accolto dai protagonisti del territorio con attenzione e grandi aspettative

La notizia del progetto di aggregazione delle Confindustrie di Bergamo, Lecco e Sondrio è stata accolta dai protagonisti del territorio con attenzione, garbo istituzionale e grandi aspettative. E anche senza suscitare troppo stupore: chi si occupa quotidianamente di rappresentanza, lavoro e territorio, già aveva colto l’interesse degli imprenditori bergamaschi a guardare oltre le Mura e verso la Svizzera.

Quando le sfide diventano grandi, altrettanto grande deve essere la statura per farvi fronte.
E su questo sono d’accordo e senza alcun dubbio i tre sindacati, Cgil, Cisl e Uil, unanimi nell’appello a che questa nuova organizzazione non smetta di essere interlocutore presente e attento alle dinamiche del lavoro e dei lavoratori bergamaschi.

“L’operazione di aggregazione è certamente importante nei numeri, considerando che si parla di oltre 120 mila lavoratori e quasi 2 mila imprese – dichiara Gianni Peracchi, segretario generale Cgil -. Posto che si tratta di dinamiche associative interne da osservare con rispetto e attenzione – continua Peracchi – è pur vero che si viene a creare una massa critica rilevante capace di incidere maggiormente sul livello della rappresentanza. Fare sinergie, di solito, porta a risultati positivi ed è ciò che auspichiamo anche in questo caso. Noi ci presenteremo all’unico nuovo interlocutore unendo le forze di quattro Camere del lavoro: Bergamo, Valle Camonica, Lecco e Sondrio. L’unica preoccupazione che abbiamo è che il nuovo soggetto resti un interlocutore presente e dialogante come fino ad ora è stata Confindustria Bergamo”.

Garbo istituzionale anche per Francesco Corna, segretario generale Cisl Bergamo: “Non vogliamo entrare nel merito delle scelte organizzative di Confindustria Bergamo poiché non conosciamo le valutazioni che hanno portato alla proposta di accorpamento di alcuni territori. Auspichiamo che la nuova organizzazione possa portare ancor più buone relazioni sindacali per contribuire ad uno sviluppo più sostenibile dal punto di vista ambientale favorendo il dialogo e la partecipazione dei lavoratori, con particolare attenzione alle donne e ai giovani. Ci auguriamo anche che l’accorpamento porti alla valorizzazione delle specificità e sappia cogliere il meglio delle diverse esperienze. Per quanto ci riguarda, continueremo ad essere tenaci costruttori di accordi con tutti coloro che hanno a cuore gli interessi dei lavoratori e del bene comune”.

Pone l’accento sulla comune vocazione industriale Angelo Nozza, segretario generale Uil, sindacato che ha già sperimentato aggregazioni funzionali unendo gli edili di Bergamo con quelli di Monza e Brianza e i metalmeccanici con Cremona. “Comprendo le ragioni strategiche dell’aggregazione; in casa Uil, Lecco, Sondrio e Como rappresentano giù un unico interlocutore. Uno schieramento più ampio rafforza piuttosto che indebolire. C’è bisogno di fare quadrato rispetto ad una situazione esterna che cambia di continuo. Verificheremo questa aggregazione sul campo delle relazioni sindacali, che a Bergamo anche nei momenti più critici sono sempre state improntate al dialogo”.

Bergamo ha una delle infrastrutture più importanti di tutto il nord Italia, l’aeroporto di Orio al Serio, porta spalancata sull’Europa e i suoi mercati, asset strategico per lo sviluppo del territorio.

Giovanni Sanga, Presidente Sacbo, la società che gestisce lo scalo bergamasco ha pochi dubbi: “Quella tra Bergamo, Lecco e Sondrio è un’aggregazione molto importante che mette insieme associazioni che hanno una solidità storica in questi territori e che potrà avere un impatto importante sulle economie locali e anche sul nostro aeroporto”.

Da Orio alla Valtellina fino all’affaccio sulla vicina Svizzera, il tema infrastrutturale resta al centro dell’agenda delle associazioni degli imprenditori per promuovere lo sviluppo dei territori, cruciale anche per Carlo Mazzoleni, presidente della Camera di Commercio di Bergamo, già al vertice della locale Confindustria, che esprime “grande approvazione” nei confronti del progetto di fusione.

“Quella di Bergamo – dice Mazzoleni – è già un’associazione solida che, insieme a Lecco e Sondrio, darà vita ad un nuovo soggetto ancor più forte e in grado di esprimere capacità progettuale anche a beneficio delle nostre imprese. Condivido gli obiettivi e la strategia dell’aggregazione così come presentati dai presidenti Scaglia e Riva. La nuova Associazione dovrà garantire un’interlocuzione forte e autorevole sui territori. La nostra geometria istituzionale è organizzata su base provinciale, per questo sarà necessario che la governance della futura unica organizzazione esprima nella rappresentanza apicale interlocutori locali presenti, autonomi e con un’ampia delega per relazionarsi con le istituzioni. Una necessità che è stata recepita dalle linee guida del progetto di fusione”.

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