Bossetti dopo la Cassazione sui reperti: "Finalmente, non ho ucciso Yara" - BergamoNews
La reazione

Bossetti dopo la Cassazione sui reperti: “Finalmente, non ho ucciso Yara”

Il carpentiere di Mapello, detenuto nel carcere milanese di Bollate, torna a sperare in un'eventuale revisione del processo

“Non ho ucciso Yara, finalmente qualcuno mi ha ascoltato e potrò dimostrare che non sono un assassino”. È stata questa la reazione di Massimo Bossetti alla sentenza della Cassazione che consente ai suoi difensori e consulenti l’accesso ai reperti dell’inchiesta sull’omicidio di Yara Gambirasio.

Lo rivela il settimanale Oggi, da giovedì in edicola, in un articolo che analizza le motivazioni della sentenza, molto dura per magistrati e giudici di Bergamo che avevano sempre impedito di accedere ai corpi di reato e al loro riesame, primo passo per una possibile revisione del processo.

Ma cosa può succede ora? Si tornerà in tribunale a Bergamo e altri giudici dovranno nuovamente pronunciarsi sulla possibilità che la difesa, guidata dall’avvocato Claudio Salvagni, possa accedere ai reperti – tra cui 54 campioni di Dna e gli abiti della tredicenne di Brembate Sopra – su cui è stata decisa la condanna di Bossetti.

Il carpentiere di Mapello, detenuto nel carcere milanese di Bollate, può così tornare a sperare in un’eventuale revisione del processo che si era chiuso nel 2018 con la sentenza definitiva all’ergastolo per l’uomo, ritenuto responsabile dell’omicidio della ragazzina, scomparsa da casa il 26 novembre del 2010 e ritrovata morta dopo tre mesi in un campo di Chignolo d’Isola.

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