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Consigliere in ginocchio e cartelli dai banchi: caos in Regione, arriva la Digos foto

L'atmosfera sì è surriscaldate quando ha preso la parola il consigliere di +Europa, Michele Usuelli, che ha chiesto tutti i dati disaggregati

Caos martedì mattina nell’aula del Consiglio regionale della Lombardia dopo l’intervento del presidente Attilio Fontana sulla vicenda dei dati trasmessi al ministero della Salute, che hanno portato la Lombardia in zona rossa per una settimana.

L’atmosfera sì è surriscaldate quando ha preso la parola il consigliere di +Europa, Michele Usuelli, che ha chiesto tutti i dati disaggregati. Usuelli si è quindi inginocchiato davanti ai banchi della giunta e, intanto, M5s e Pd hanno esposto alcuni cartelli per chiedere la verità.

Dai banchi del centrodestra è invece partito il coro: “A lavorare, andate a lavorare”.

Il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi, è stato costretto a sospendere la seduta, dopo avere prima censurato e poi espulso dall’aula Usuelli, che è stato accompagnato fuori dagli agenti della Digos.

La seduta del Consiglio regionale è ripresa dopo circa mezz’ora, per essere subito nuovamente interrotta e sospesa per l’impossibilità di proseguire i lavori.

Roberto Anelli, capogruppo bergamasco della Lega al Pirellone è tranchant: “Pensavamo di averle viste tutte, ma assistere alla scena del capogruppo del Pd, Fabio Pizzul, nei panni di cameraman improvvisato al centro dell’aula consiliare per conto di giornali online della sinistra è patetico è imbarazzante”. Secondo il leghista in aula, durante la contestazione genuflessa del consigliere Usuelli, Pizzul, ha filmato con una telecamera professionale avuta in prestito dai giornalisti presenti in tribuna ogni scena per poi consegnarla loro. “Che tristezza! – aggiunge Anelli – Altra pagina da dimenticare per le opposizioni in Consiglio Regionale”.

“Invece di perdere il loro tempo con espulsioni surreali, devono darci risposte -replicano il bergamasco Dario Violi, Nicola Di Marco, Simone Verni, Dino Alberti e Massimo De Rosa, consiglieri regionali del M5S Lombardia, espulsi nel corso delle proteste – . In Consiglio regionale abbiamo solo ribadito con forza al centrodestra le domande dei lombardi sulla disfatta della nostra regione. Pretendiamo che si scusino per i loro errori, si facciano da parte e che i dati del Covid corretti siano resi pubblici. L’emergenza merita amministratori capaci, non questa banda di improvvisati. È ora che in Lombardia si cambi”.

“Sui dati sbagliati forniti dalla Regione, che sono costati almeno una settimana di zona rossa, non esiste un solo documento ufficiale che giustifichi la posizione di Fontana e della Moratti – commenta il consigliere regionale bergamasco del Pd Jacopo Scandella – . Avevamo chiesto al presidente Fontana di venire in Aula con i dati e le risposte, ma oggi è venuto a ribadire le menzogne che aveva già detto nei giorni scorsi e si è rifiutato di fornirci ciò che chiediamo da mesi – e che come consiglieri ci spetta per legge – ovvero i dati disaggregati che ci dicano come stanno le cose in Lombardia e rendano trasparente la situazione. E invece di chiedere scusa ai commercianti, agli studenti e a tutti i cittadini, Fontana e la Moratti continuano a negare qualsiasi errore da parte della Regione, costruendo un castello di bugie che si sgretola di fronte alle e-mail e ai documenti ufficiali che emergono ogni giorno”.

Queste invece le parole del consigliere bergamasco di Azione, Niccolò Carretta: “Ho seguito, per solidarietà, i consiglieri espulsi e insieme alle Opposizioni sono uscito dall’Aula perché oggi, a fronte delle risposte evasive e per nulla puntuali del Presidente Fontana non si poteva far finta di niente. Abbandonare l’Aula è doloroso ma serviva un gesto eclatante per dare il segno della stanchezza e della sfiducia dei Lombardi. In una regione normale, dopo questo ennesimo e grossolano errore ci sarebbero state le dimissioni, e invece abbiamo dovuto ascoltare nuovamente un inutile rimpallo di responsabilità con il Governo. I lombardi meritano di meglio e la pazienza di tutti è esaurita. A questo punto – prosegue Carretta – il timore è che i dati disaggregati che abbiamo chiesto non siano nemmeno a disposizione della stessa Giunta: sarà importante chiarirlo presto e pensare quanto prima alle modalità per rimborsare economicamente tutte le imprese colpite fin qui”.

“Le istituzioni non si fermano mai, e nessuno può pensare di arrestarne il funzionamento perché hanno anticorpi e regole che le mettono al di sopra di ogni tentativo di sabotarle – conclude il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi. – Oggi l’istituzione regionale è stata minata da comportamenti irrispettosi nei confronti innanzitutto dei cittadini lombardi: ben venga un confronto politico duro e schietto, ma è stato grave cercare di bloccare ripetutamente i lavori con atteggiamenti strumentali. Il Consiglio regionale alla fine ha comunque approvato provvedimenti importanti a tutela dei figli minori di genitori separati e per favorire l’ingresso dei disabili nel mondo del lavoro, provvedimenti condivisi e che certamente ai cittadini lombardi stanno molto a cuore”.

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