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Solza, il sindaco: “Anche il nostro cruscotto Covid in tilt: falla del sistema è evidente”

La testimonianza di Carla Rocca che, la scorsa settimana, all'improvviso si è trovata il triplo dei casi Covid positivi in paese: "Non so se è lo stesso errore che ha creato problemi col ministero, ma il sistema si è rivelato inaffidabile"

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“Non so se sono situazioni derivanti dallo stesso errore, ma mi pare evidente che ci sia una falla nel sistema di trasmissione dei dati Covid”.

Parla per esperienza Carla Rocca, sindaco di Solza, che la scorsa settimana consultando il cruscotto di sorveglianza regionale che monitora l’andamento della pandemia Covid nei singoli comuni ha fatto un balzo sulla sedia.

“Viaggiavamo sulla decina di casi positivi in quei giorni – ricorda – e la curva era in costante contrazione: invece all’improvviso mi è comparso un 37. Pensavo fosse stato scoperto un focolaio in paese, ma andando a controllare l’anagrafica mi sono accorta che erano presenti nomi di persone che conosco e guarite ormai da mesi e ho tirato un sospiro di sollievo”.

La scorsa settimana il cruscotto di sorveglianza, quello che in gergo tecnico viene classificato come “Sistema di biosorveglianza”, era stato vittima di un blackout temporaneo, che aveva lasciato i sindaci al buio sulla situazione Covid in tempo reale nei territori da loro amministrati: al login, gli utenti visualizzavano anche le situazioni pregresse.

“Ogni giorno, da un anno, come sindaci lombardi riceviamo i dati sui contagi da Covid nei nostri comuni – continua Rocca – Un rapporto che è sempre stato abbastanza difficoltoso, anche quando il dato arrivava dalla Prefettura. Con l’attivazione del cruscotto, invece, il dialogo è diretto con la Regione. All’inizio sembrava funzionare molto bene, con precisione, permettendoci ci capire se i dati erano gravi, chi fossero, se c’erano focolai: quindi più approfondito rispetto a quello aggregato. Uno strumento che consulto ogni giorno, dando la priorità al dato relativo ai casi attivi: quando ho visto quella discordanza da un giorno all’altro ho pensato che fosse andato in tilt tutto il sistema. Confrontandomi con i colleghi sindaci, tutti eravamo nella stessa situazione e mi chiedo come sia stato possibile che nessuno a livelli più alti abbia notato un balzo in alto di questa portata”.

Alla luce del caso scoppiato poi a livello nazionale, con la Lombardia inserita prima in zona rossa e poi retrocessa in arancione appena una settimana più tardi in seguito a un ricalcolo dell’Rt, impossibile non pensare che in quei giorni qualcosa sia andato storto in tutto il flusso di trasmissione dei dati, sia in direzione degli amministratori locali che verso il Ministero.

“Non sono in grado di dire se sia frutto dello stesso problema – ammette Rocca – Ma quando ho visto l’errore sul cruscotto mai mi sarei immaginata che potesse emergere anche tutto il resto del polverone. Ma, a prescindere, la falla è evidente e a noi amministratori ha creato dei problemi. Il sistema si è rivelato inaffidabile ed è preoccupante anche per i cittadini logorati da questa situazione di stress. Il risultato è che viene minata la loro fiducia nelle istituzioni, in un momento in cui servirebbe esattamente il contrario”.

Niccolò Carretta, Consigliere regionale di Azione, commenta il deposito della richiesta formale al presidente Fontana di riferire in Aula già domani mattina in Consiglio Regionale: “Non è ancora per nulla chiaro da quanto tempo si è protratto l’errore sulla trasmissione dei dati lombardi al Ministero della Salute che ha obbligato alla DAD migliaia di studenti e alle chiusure migliaia di esercenti. Qualsiasi sia la natura dell’errore – prosegue Carretta – non è accettabile che, ad oggi, la Giunta lombarda non abbia ancora informato i cittadini con trasparenza e chiarezza. Perché – conclude il consigliere bergamasco – se, come dice Fontana, l’errore nell’algoritmo è noto è solo la Lombardia a trovarsi in questa situazione? Soprattutto su questi due punti incentrerò le domande che porrò domani al Presidente Fontana se accetterà, come auspico, di riferire in Aula così come richiesto dalle opposizioni”.

Sul caso arriva una precisazione da parte di Aria Spa, che gestisce il sistema di biosorveglianza: “Il problema tecnico al ‘Cruscotto’, messo a disposizione dei sindaci, non ha inciso in alcun modo sulla classificazione della zona rossa. I dati che vengono utilizzati dall’ISS per effettuare le valutazioni provengono da un altro caricamento. Le due questioni non sono assolutamente collegate. Le piattaforme di trasmissione ai Sindaci e a Roma – prosegue la nota – sono differenti, così come sono diversi i periodi. La settimana di valutazione per determinare la zona si riferisce al 4-10 gennaio 2021 con Rt calcolato al 30 dicembre 2020, mentre il guasto al cruscotto è avvenuto nei giorni 14/15 gennaio, ed era nuovamente operativo, dopo la sistemazione, già da lunedì 18 gennaio 2021. Si precisa, inoltre che il guasto al cruscotto riguardava solo la visualizzazione sintetica, mentre lo stato di guarigione nel dettaglio di ogni singolo cittadino è sempre stato corretto”.

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