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Vigile si tolse la vita dopo gli insulti: 3 commentatori segnalati per istigazione

G.M.L., 43 anni, aveva posteggiato l'auto di servizio a Bergamo in uno spazio riservato ai disabili ed era stato ricoperto di offese sui Social

Tre persone sono state segnalate dai carabinieri e rischiano un processo per istigazione al suicidio in seguito agli insulti sui Social rivolti a G.M.L., 43enne agente della polizia locale di Palazzolo sull’Oglio (BS), “reo” di aver posteggiato a Bergamo l’auto di servizio in uno spazio riservato ai disabili.

La vicenda risale a un anno fa. Venerdì 24 gennaio 2020 il poliziotto, di origini siciliane e figlio di un carabiniere, si era recato a Bergamo per un impegno di lavoro e aveva lasciato la vettura d’ordinanza in un posto per persone disabili in via Caniana, di fronte all’Università.

Il veicolo venne immortalato con il telefonino dal presidente di un’associazione cittadina, che indignato pubblicò la foto sul proprio profilo Facebook, stigmatizzando il gesto. In poche ore lo scatto fece il giro del web e il post venne ripreso anche da alcuni giornali.

Partì così la gogna mediatica nei confronti del vigile, con una raffica di pesanti insulti. Pur senza che fosse emerso il suo nome, G.M.L. fu particolarmente ferito da qualche commento, tanto che uscì allo scoperto con una lettera di scuse rivolta a chi lo aveva accusato.

“Non ho parole per esprimere il mio rammarico – scrisse -. Non era mia intenzione, ma purtroppo mi sono confuso con la segnaletica. La prego di accettare le mie scuse sincere e di continuare a riporre fiducia nel nostro lavoro e nelle istituzioni”.

Ma non solo. L’agente, per dimostrare il proprio pentimento, aveva deciso di elargire un contributo a quell’associazione bergamasca di cento euro, ossia la cifra corrispondente alla sanzione stradale per il reato che aveva commesso.

Nei giorni seguenti però il 43enne, non riuscendo a sopportare il peso di quelle offese, una mattina, alle prime luci dell’alba, nel cortile del comando della Locale di Palazzolo, si tolse la vita con un colpo di pistola dentro quella stessa auto di servizio immortalata nella foto.

La Procura di Brescia aprì subito un fascicolo per istigazione al suicidio e i carabinieri di Palazzolo avviarono le indagini, analizzando uno a uno i commenti ai post che raccontavano dell’accaduto. In seguito a quegli accertamenti, nei giorni scorsi i militari hanno segnalato ai magistrati tre persone che andarono un po’ oltre con le offese. Ora rischiano un procedimento giudiziario.

Al di là di come si concluderà la vicenda, ciò che rimane è la scomparsa di un uomo di soli 43 anni provocata dalla cattiveria di chi commenta sui Social, spesso senza rendersi conto della gravità di ciò che scrive e delle conseguenze che può causare.

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