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Cinque film da Presidente

In occasione dell’elezione di Joe Biden noi di BGY abbiamo stilato una lista di cinque lungometraggi in cui il Presidente ricopre il ruolo di protagonista assoluto

A meno che non abbiate vissuto in una caverna su Marte con le dita conficcate nelle orecchie vi sarete senz’altro accorti che il presidente degli Stati Uniti è cambiato. Tra assalti al Campidoglio, brogli predicati del leader repubblicano uscente e mai realmente verificati, strategie elettorali fatte di insulti personali e fake news e social network che oscurano politici affermati, Joe Biden è stato eletto come 46º presidente degli Stati Uniti d’America.

Per celebrare il democratico e per regalare ai nostri lettori ancora qualche ora di elettrizzante clima “presidenziale” ecco una lista di cinque film in cui il protagonista, talvolta nei modi più improbabili, è il leader della nazione più potente d’occidente.

Air Force One – Wolfgang Petersen (1997)

Durante il viaggio di ritorno da Mosca, un commando di terroristi kazaki sale a bordo dell’aereo presidenziale americano, chiedendo la liberazione di un generale russo e minacciando, in caso contrario, di uccidere un ostaggio ogni mezz’ora.

Adrenalinico thriller a metà tra “Rambo” e “Il Fuggitivo”, “Air Force One” rappresenta il non plus ultra di patriottismo a stelle e strisce: un gagliardo Harrison Ford si troverà a dover fronteggiare con astuzia decine di terroristi balcanici dall’espressione malvagia e cattiva.

Forse un po’ stereotipato e non il massimo della cultura, ma a noi va bene così.

Lincoln – Steven Spielberg (2012)

Durante gli ultimi mesi della sua presidenza, Abraham Lincoln compie grandi passi avanti per fermare la Guerra Civile ed abolire la schiavitù.

Gli USA sono una nazione in continua evoluzione e miglioramento stando a quanto dice la loro costituzione e per ogni tratto nobile e democratico che vediamo oggi, è d’obbligo ricordare anche i momenti più bui della loro breve storia. Per descrivere “Lincoln” probabilmente basterebbe nominare il regista e l’attore protagonista: rispettivamente Steven Spielberg (4 Oscar) e Daniel Day-Lewis (3 Oscar, unico attore ad aver raggiunto tale traguardo insieme a Jack Nicholson), ma non ci piace vincere facile e andiamo oltre. Il film è un autentico e monumentale gioiello artistico e cinematografico di 150’ in cui vengono delineati fedelmente i tratti di un eroe forte e complesso, conscio di portare sulle spalle il peso della storia ma comunque franco e ligio al suo dovere.

Anche se probabilmente non lo saprà mai, noi di BGY consigliamo vivamente a Biden di iniziare da questo per farsi un’idea di come muoversi.

Attacco al Potere – Antoine Fuqua (2013)

Una terribile minaccia incombe sugli Stati Uniti. Sollevato dall’incarico dopo la morte della First Lady, un agente si batte per salvare la vita del Presidente.

Altro giro altri terroristi che mettono alle corde l’uomo più potente degli USA, il loro problema però è non aver fatto i conti con Mike Banning (Gerald Butler), sua guardia del corpo e uomo di fiducia. Pellicola non adatta ai deboli di cuore, “Attacco al Potere” rappresenta il connubio perfetto tra violenza gratuita, amore per la libertà e Morgan Freeman.

L’uomo dell’anno – Barry Levinson (2006)

Tom Dobbs, conduttore televisivo e comico fustigatore di costumi politici, si candida un po’ per gioco alle elezioni presidenziali statunitensi e, con sua grande sorpresa, viene eletto. La sua fondamentale onestà intellettuale, però, si trova a fare i conti con la realtà di un sistema difficile da modificare.

Ironica commedia dal retrogusto fortemente drammatico, “L’uomo dell’anno” è stato il precursore spirituale di tutti quei movimenti politici il cui cavallo di battaglia sono sempre stati l’onestà intellettuale e la propria incorruttibilità d’animo, ma purtroppo la politica è anche altro e in questa delicata pellicola un formidabile e compianto Robin Williams se ne accorgerà a sue spese.

Il dottor Stranamore, Ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba – Stanley Kubrick (1964)

Un generale americano con la fissazione del complotto comunista ordina un attacco sul territorio sovietico. Il presidente degli Stati Uniti, spaventato dalle possibili ripercussioni che tale gesto potrebbe avere, cerca di evitare il disastro.

Liberamente tratto dal romanzo “Red Alert” di Peter George, “Il dottor Stranamore” è una black comedy dai toni dissacranti e dalle tematiche quantomai attuali a più di mezzo secolo di distanza. Partorito dalla folle mente del regista Stanley Kubrick, il film è una feroce critica alla politica flagellante ed autodistruttiva di tutti quei politici troppo incentrati sulla ricerca di un nemico fittizio piuttosto che sul reale benessere della loro nazione. Far vedere i muscoli è l’unico mantra accettabile a questi livelli e se ciò significa rischiare lo scoppio di una guerra nucleare senza quartiere va bene lo stesso.

Augurandoci che Biden l’abbia visto in sala quando aveva 22 anni speriamo abbia capito che tutto ciò che succede in questo film non è assolutamente da replicare nella vita reale, pena l’estinzione del genere umano.

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