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Nuove tecnologie e disuguaglianze: le donne siano protagoniste dell’economia digitale - BergamoNews
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Una voce da Bruxelles

Una voce da bruxelles

Nuove tecnologie e disuguaglianze: le donne siano protagoniste dell’economia digitale

Gianna Gancia, europarlamentare della Lega, Gruppo Identità e Democrazia, si esprime sull'eliminazione del divario digitale di genere: la partecipazione delle donne all'economia digitale

La digitalizzazione sta cambiando la nostra vita radicalmente, creando nuove opportunità ma anche molteplici sfide. Le pari opportunità sul mercato del lavoro e di trattamento sul lavoro e la ricerca di un equilibrio di genere nel settore digitale, sono estremamente importanti non solo per la ripresa economica, ma anche come una questione di pura giustizia per tutte le donne e le ragazze di talento che scelgono un percorso di carriera STIM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica).

Le disuguaglianze sono note da decenni e gli sforzi fatti finora non si sono dimostrati sufficienti. Infatti i pregiudizi e le disuguaglianze persistono nei campi STIM e nel settore digitale (ad esempio, tecnologie digitali, informatica, tecnologia dell’informazione, tecnologia dell’informazione e della comunicazione, intelligenza artificiale, sicurezza informatica).

I fenomeni che contribuiscono a questa realtà sono principalmente due. Da un lato, per una serie di ragioni culturali, le ragazze tendono ad evitare questi settori, perché non li vedono come percorsi di carriera praticabili. Dall’altro, molte ragazze che decidono di seguire questa strada finiscono per abbandonarla lungo il percorso, sia da studentesse che come professioniste, a causa di ambienti di lavoro non familiari e la mancanza di un riconoscimento professionale. I dati sono allarmanti. Tra le ragazze di 15-16 anni, solo il 63% dichiara di sentirsi a proprio agio nell’uso di dispositivi elettronici. Ancora più preoccupante è il fatto che, nonostante la forte crescita del settore, solo il 3% delle ragazze adolescenti esprima l’interesse a intraprendere una carriera come professionista ICT.

Non possiamo più soprassedere sulla gravità dell’attuale divario di genere nell’economia digitale. La mancata piena partecipazione delle donne nel settore come utilizzatrici, innovatrici e creatrici comporta la dispersione di un significativo capitale di conoscenze e di talenti.

Per questo motivo, ieri in Parlamento europeo, abbiamo deciso di sostenere la relazione della Commissione per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere contenente misure e azioni concrete per promuovere la partecipazione delle donne e delle ragazze in questo settore in espansione.

Chiediamo alla Commissione europea e ai Governi nazionali finanziamenti adeguati ai programmi volti ad attrarre un maggior numero di ragazze e donne allo studio e al lavoro nelle discipline STIM, di istituire programmi per l’imprenditorialità e fondi europei che finanzino donne e ragazze che avviano progetti o nuove imprese tecnologiche. Dal lato culturale, sono necessarie campagne di sensibilizzazione rivolte sia agli studenti, sia ai loro genitori, allo scopo di combattere gli stereotipi di genere nei progetti scolastici e nel mondo del lavoro. È altresì essenziale che vi sia un debito riconoscimento al lavoro svolto da donne, in modo che le ragazze non vedano solo nomi di uomini nei libri scientifici, ma dispongano anche di modelli di riferimento femminili. Non solo il pubblico, ma anche diversi attori privati e accademici possono realizzare azioni mirate per migliorare efficacemente la partecipazione e il ruolo delle donne e delle ragazze nell’economia digitale.

È necessario incoraggiare la partecipazione delle donne a posti di lavoro tecnici e di alto livello superando le barriere educative fin dall’inizio, così come quelle professionali, garantendo al tempo stesso alle donne l’apprendimento digitale lungo tutto l’arco della vita.

L’eliminazione del divario di genere favorirà la prosperità a tutti i livelli e garantirà l’equità sociale attraverso una maggiore parità tra donne e uomini.

 

Gianna Gancia, Europarlamentare della Lega, Gruppo Identità e Democrazia

 

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