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Seriate, 18 anni e già diversi alias: giovane pusher in manette

Ha tentato una rocambolesca fuga di corsa per 800 metri tra le vie del centro

Per evitare la denuncia per spaccio ha tentato di scappare di corsa, ma gli agenti della Polizia locale di Seriate l’hanno bloccato e hanno scoperto che, a soli 18 anni, aveva già diversi alias, inventati per eludere le forze dell’ordine.

È successo martedì pomeriggio quando gli operatori del Comando cittadino, durante il controllo del territorio, in via Dante hanno notato un giovane tunisino che si aggirava con fare sospetto.

Alla vista degli agenti il ragazzo si è dato alla fuga, correndo a piedi per circa 800 metri. Inseguito dalla pattuglia a sirene spiegate è stato raggiunto e fermato. Nel tentativo di sfuggire al controllo ha urlato e spintonato gli agenti, tentando di disfarsi di un contenitore di plastica che conteneva alcune dosi di hashish (7 quelle rinvenute poi) già confezionate per lo spaccio e cercando anche di scavalcare il cancello di un’abitazione.

Nonostante i tentativi di divincolarsi, gli agenti l’hanno bloccato e trasportato al Comando di via Paderno. In seguito ad accertamenti identificativi in sinergia con le altre forze dell’ordine, a carico del giovane sono risultati precedenti specifici in materia di stupefacenti con finti nomi, oltre a un rigetto della domanda di protezione internazionale e un rintraccio disposto dall’Autorità giudiziaria di Roma per un esame sanitario auxologico.

L’accertamento, eseguito all’ospedale Bolognini di Seriate, ha permesso di accertare i 18 anni compiuti dallo straniero, senza fissa dimora, che è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Essendo irregolare, il tunisino è stato segnalato all’ufficio immigrazione per le procedure di espulsione dal territorio nazionale e sanzionato per il mancato rispetto del Dpcm anti-contagio.

“Sono fiero dei nostri agenti che con pregevoli tecniche operative hanno raggiunto e fermato in piena sicurezza il soggetto – le parole del comandante Giovanni Vinciguerra – contribuendo a prevenire episodi di spaccio. Un plauso va anche a tutto il personale che ha dato ausilio durante le operazioni di rito”.

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