Lo scontro

Lombardia in zona rossa, la decisione del Tar sul ricorso rinviata a lunedì

Il giudice ha disposto un rinvio per valutare i nuovi dati sull’emergenza sanitaria. Fontana: "Prendiamo atto"

Sul ricorso della Regione Lombardia contro la zona rossa,  il Tar del Lazio ha disposto una nuova audizione lunedì per decidere. Il giudice ha aggiornato l’udienza alla prossima settimana e nel frattempo acquisirà alcuni dati epidemiologici attraverso un decreto istruttorio.

L’udienza era fissata alle 12, tema l’annullamento dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza del 16 gennaio che applica al territorio le restrizioni da zona rossa, il Dpcm del 14 gennaio nella parte in cui definisce i criteri per la classificazione e il decreto ministeriale del 30 aprile sui criteri dell’attività di monitoraggio. Il ricorso, se accettato, potrebbe fare scuola: sotto accusa, infatti, ci sono gli stessi fattori che portano alla classificazione cromatica di tutte le Regioni d’Italia.

Le reazioni

“Prendiamo atto del rinvio disposto dal Tar del Lazio sul ricorso presentato da Regione Lombardia e attendiamo l’udienza di lunedì – comunica in una nota Regione Lombardia -. I tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità e della Direzione Generale del Welfare hanno in corso una interlocuzione e, nelle prossime ore, valuteranno una serie di dati aggiuntivi da parte della direzione Welfare lombarda per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente, ai fini di una rivalutazione in vista della Cabina di regia di domani”.

Il consigliere regionale Niccolò Carretta (Azione) ha commentato: “Al netto che, come dice Crisanti, è rischioso affidare ai giudici il ruolo degli scienziati, trovo molto strano il cortocircuito che è venuto a crearsi oggi. Il Tar dovrebbe esprimersi sulla legittimità di un atto e non richiedere dati più aggiornati. Una cosa è certa: il mistero sui dati da zona gialla tanto sbandierati da Fontana e Moratti ancora nessuno li ha visti e il dubbio diventa sempre più legittimo: ci sono stati errori durante la loro trasmissione? Spero di no”.

La deroga chiesta da Bergamo

Anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli hanno chiesto una deroga territoriale al ministro della Salute e ai tecnici dell’Istituto superiore di sanità e della Cabina di regia. Lo hanno fatto attraverso un documento inviato a Roma sul “Monitoraggio dei principali indicatori dell’epidemia”, aggiornato al 16 gennaio.

Il documento precisa che “il periodo autunno/inverno, durante il quale altri territori stanno sopportando un’intensa seconda ondata, è stata caratterizzato a Bergamo da valori stabili di incidenza”. Si parla di 61 casi ogni 100 mila abitanti, “decessi in linea o sotto la soglia attesa”, ed un carico del sistema ospedaliero “molto contenuto con una media di ricoveri Covid 480, di cui 48 come terapie intensive”.

Anche i casi nelle Rsa vengono definiti “ridottissimi”, senza avere più determinato “focolai rilevanti”. Merito, secondo i promotori del documento, di “un’immunità di popolazione di ampia diffusione” e del “forte senso di responsabilità dei cittadini, dall’uso della mascherina all’evitare assembramenti”.

Anche l’Automobile club ha sostenuto la richiesta di una deroga, alla luce dei 933.529 veicoli bergamaschi costretta a restare fermi a causa della zona rossa . “È un dovere morale – sostiene il presidente Valerio Bettoni – quello di intervenire e interpretare le attese della popolazione che si muove. Giusto rispettare le regole, ma dobbiamo tener conto delle difficoltà crescenti e sotto gli occhi di tutti”.

Se dal Comune di Bergamo è stata sollecitata una risposta in tempi brevi, al momento la situazione sembra essere in stallo visti i forti dubbi del Ministero.

La petizione sul web

Anche sul portale ‘Change.org’ è stata lanciata una petizione per chiedere una deroga bergamasca alla zona rossa. “Bergamo ha dato – si legge -. Non è giusto e nemmeno tollerabile imporre ancora la zona rossa alla nostra provincia. In Regione Lombardia la nostra è la provincia con i dati di contagio più bassi rispetto alle altre provincie. Bergamo deve essere tolta da questa nuova zona rossa regionale”. Quasi 2 mila le firme raggiunte in poco tempo.

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