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“Aprite le scuole!”, da Bergamo 655 firmano, ma è polemica nel PD cittadino

Una lettera molto sentita a livello cittadino, ma che nel mondo della politica locale sta creando un po' di dissidi

“Aprite le scuole!” è il titolo della lettera made in Bergamo firmata da 655 persone tra studenti, comitati, genitori, nonni, insegnanti, istituzionali e sostenitori a vario titolo.

Nata dall’iniziativa di Oriana Ruzzini in qualità di genitore e di consigliere comunale di Bergamo, che ha scritto una bozza di testo e creato un gruppo social, la lettera ha lo scopo di dare vita a misure che permettano il rientro a scuola di studenti e studentesse.

“La Didattica a distanza ha rappresentato durante la prima ondata della pandemia da Covid 19 l’unica soluzione disponibile, tuttavia nel tempo si sono evidenziati molteplici disagi psico-comportamentali, difficoltà cognitive, aumento della dispersione scolastica”, si legge nella lettera.

L’assunto è che la scuola sia un bene primario a cui i ragazzi e le ragazze di tutte le età non possano rinunciare. I firmatari, quindi, chiedono che le scuole riaprano immediatamente, chiedendo di trovare strumenti che permettano il rientro (anche parziale) in sicurezza: “Non c’è motivo di chiudere le scuole, soprattutto in territori come il nostro, la provincia di Bergamo, in cui i numeri del contagio sono da zona gialla. Specialmente per gli alunni delle scuole medie, che vengono frequentate da ragazzi che nella maggioranza dei casi vivono in prossimità degli Istituti scolastici, senza quindi l’utilizzo dei messi”.

Una lettera molto sentita a livello cittadino, ma che nel mondo della politica locale sta creando un po’ di dissidi.

Il motivo è che tra i firmatari vi sono gli assessori del Comune di Bergamo Marco Brembilla e Marzia Marchesi (rispettivamente al lavoro per le opere pubbliche e il verde) e i consiglieri Oriana Ruzzini (ideatrice della lettera) e Alessandro de Bernardis, tutti e quattro tesserati Partito Democratico.

Questione scomoda visto che il Pd cittadino aveva fatto richiesta di non esprimersi con lettere sul fronte scuola (visto che le misure prese nel mondo scolastico sono sostenute dal Governo).

In più, pare che le firme di Brembilla, Marchesi e De Bernadis siano state poste in una prima stesura delle lettera dove gli unici destinatari erano autorità regionali (come il presidente Attilio Fontana) e ministeriali (la ministra all’istruzione Lucia Azzolina), non locali, come è nella versione definitiva della lettera mandata ai media in cui tra gli indirizzati figurano anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e gli assessori Loredana Poli, Marcella Messina e Stefano Zenoni. 

“Si tratta di un atteggiamento inaccettabile – commenta l’assessore Brembilla – Se la lettera che mi è stata data da firmare da Ruzzini avesse da subito presentato tra i destinatari il sindaco e i miei colleghi assessori non l’avrei mai firmata. Condivido le parole e il tema della lettera, ma cambiare gli indirizzi a cosa fatta non è onesto. In più il suo atteggiamento nei confronti del partito non è corretto, se fossi stato informato delle direttive del PD cittadino non avrei mai dato la mia firma, visto che io sono sempre stato un uomo di partito”.

Perplesso anche De Bernardis che commenta: “La lettera che mi era stata data presentava indirizzi diversi. Non so perché poi sia cambiata così repentinamente”. Marchesi, aggiunge: “I nomi dei nostri colleghi assessori non c’erano, sono stati aggiunti solo in seguito. Comunque sia, quello che ora mi preoccupa di più è che per questi motivi politici passi in secondo piano l’importanza di questa lettera, perdendoci nella forma. Mentre la situazione scolastica e quello che stanno vivendo i nostri ragazzi dovrebbero essere al primo posto nelle agende politiche di tutti”.

Ruzzini, dal canto suo, spiega che “la lettera non è stata scritta da nessun comitato politico e non riesco a capire perché, visto che il Pd cittadino aveva chiesto di astenersi per motivi di maggioranza in Governo, io come genitore non possa sottoscrivere una lettera in cui credo. Anzi, non solo come genitore, ma anche come consigliera comunale perché essendo io stata eletta dalla città, ho il dovere di portare avanti le istanze di chi mi ha votato. Per di più, il Pd regionale si è più volte esposto su questo tema. Inoltre, i mie colleghi in Comune sapevano benissimo che i destinatari erano stati allargati dopo la decisione del gruppo di ampliare la lettera a tutti i livelli istituzionali così da poter fare meglio squadra. Non permettiamo che ora questa questione ci faccia dimenticare lo scopo che ci unisce tutti: quello di far tornare ad una normalità i nostri giovani”.

La Lista Gori, contattata in merito alla questione, si trincera dietro un emblematico “No comment”.

QUI LA LETTERA COMPLETA (aprite le scuole!) a cui si può aderire scrivendo all’indirizzo scuoleapertebg@gmail.com

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