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“Giulio Regeni è trevigliese”: l’aula studio dell’ex Upim prenda il suo nome

La campagna prende il via il giorno dopo il compleanno di Giulio Regeni (il 15 gennaio avrebbe compiuto 33 anni) e si concluderà il 25 gennaio, quinto anniversario del rapimento. Il 26 gennaio è prevista la seduta del Consiglio comunale di Treviglio in cui la proposta di intitolazione tornerà in discussione.

“Prende il via da oggi un passaparola sui social per l’intitolazione di un’aula studio a Treviglio a Giulio Regeni” afferma Laura Rossoni, consigliere del Partito Democratico al Comune di Treviglio.

“Nell’ultimo consiglio comunale, lo scorso 22 dicembre, abbiamo presentato questa proposta con una mozione, sottoscritta da tutti i consiglieri di minoranza, chiedendo che fosse condivisa dall’intera aula – prosegue Rossoni -. L’occasione è stata la conclusione delle indagini che provano, senza ombra di dubbio, che un ragazzo italiano senz’altra colpa che essere andato a studiare in un Paese straniero, sia stato rapito e torturato fino alla morte dai servizi segreti egiziani.  È il primo italiano ucciso per torture in tempo di pace dalla fine della seconda guerra mondiale. Una tragedia immane che ci lascia un monito sulla fragilità della libertà e dei diritti alla base della nostra società e della democrazia in cui viviamo. Per questo è importante ricordare Giulio Regeni. Per questo è importante che la sua storia venga conosciuta soprattutto dai giovani. Durante il consiglio avevo terminato il mio intervento con queste parole: “Chiedo a quest’aula di prendere posizione, di dire ai ragazzi, collocando simbolicamente una targa dove si ritrovano a studiare, che per la libertà e i diritti politici e civili bisogna raccogliere il coraggio e lottare, in qualunque parte del mondo vengano violati”.

Nello stesso Consiglio comunale però il sindaco ha dichiarato che la maggioranza non avrebbe partecipato al dibattito e al voto perché Giulio Regeni non è di Treviglio e non è un trevigliese. Dopodiché la proposta era stata congelata e rinviata di un mese. Da qui la campagna che nasce sui social per ribadire che Giulio Regeni è uno di noi!

“Da oggi sui profili social inizia una campagna di sensibilizzazione. Verrà postata un’immagine del ragazzo con la scritta “Giulio Regeni è trevigliese” per mostrare quando la nostra comunità condivide e sostiene la proposta. L’invito a tutti è di condividerla il più possibile” dichiara Rossoni.

La campagna prende il via il giorno dopo il compleanno di Giulio Regeni (il 15 gennaio avrebbe compiuto 33 anni) e si concluderà il 25 gennaio, quinto anniversario del rapimento. Il 26 gennaio è prevista la seduta del Consiglio comunale di Treviglio in cui la proposta di intitolazione tornerà in discussione.

“Giulio Regeni, un ragazzo, come lo sono i nostri figli di Treviglio, non è più tornato a casa. I suoi diritti, la sua libertà, la sua vita sono stati violati – conclude Rossoni -. Non deve accadere mai più! È fondamentale che le nuove generazioni possano vivere, muoversi, esprimere le proprie idee senza alcuna paura, perché il rispetto dei diritti – così faticosamente conquistato nel corso della storia – è il mattone più importante su cui costruiranno il loro futuro. Affinché i nostri ragazzi non dimentichino mai l’importanza della libertà e chiediamo all’amministrazione comunale di intitolare l’aula studio dell’ex Upim a Giulio Regeni”.

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