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Cartelle annullate, ma ai Comuni si chiede il rimborso per la notifica: "Ingiustificato" - BergamoNews
Il caso

Cartelle annullate, ma ai Comuni si chiede il rimborso per la notifica: “Ingiustificato”

Secondo l'Istituto per la Finanza e l'Economia Locale dell'Anci le somme richieste dall'Agenzia delle Entrate non sono dovute. Il caso, partito da Telgate, finisce sulla scrivania del Ministro dell'Economia.

“Istanza di rimborso delle spese di notifica su partite annullate, ai sensi dell’art.4 c. 1 del decreto legge 119/2018”. Firmato: Agenzia delle Entrate-Riscossione.

È la lettera che, nelle ultime settimane, diversi comuni italiani stanno ricevendo, con la quale viene richiesto il pagamento in unica soluzione delle spese di notifica per cartelle esattoriali annullate dalla cosiddetta “Pace Fiscale” del 2018 che stralciava i debiti fino a mille euro degli anni 2000-2010.

Una comunicazione arrivata anche in Bergamasca e proprio dalla segnalazione di un primo cittadino, Fabrizio Sala di Telgate (Lega), il caso approda sulla scrivania del Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri.

Sulla vicenda vuole vederci chiaro il deputato bergamasco della Lega Daniele Belotti che ha protocollato un’interrogazione al Ministro e a breve presenterà un emendamento al decreto Milleproroghe per cercare di annullare le richieste di rimborso.

Il caso di Telgate viene esplicitamente citato nella sua interrogazione: al Comune della Bassa a metà dicembre erano stati richiesti 2.466,93 euro per “spese di notifica afferenti ai carichi affidati da codesto Enti agli agenti della riscossione dal 1/12/2000 al 31/12/2010 e successivamente annullati per effetto della previsione normative” della Pace Fiscale.

“Tale anomala richiesta – scrive Belotti – viene motivata, nelle premesse, perché, secondo la scrivente Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate, si sarebbe determinata ‘l’inesigibilità ex lege delle quote relative ai debiti in parola con conseguente applicazione delle disposizioni che pongono a carico dell’ente creditore, in caso di inesigibilità, le spese sostenute dall’agente della riscossione per le procedure esecutive effettuate nei confronti del debitore e per la notifica della cartella di pagamento. Nella medesima nota, l’Agenzia delle Entrate evidenzia che ‘l’art 4 del DL 119/2018 non contiene una specifica disciplina per le modalità di rimborso delle spese di notifica delle cartelle di pagamento relative ai debiti oggetto di annullamento automatico, ne deriva che, trovando applicazione la previsione normativa dell’art 17 c.4 del D.Lgs 112/99, l’ente creditore deve rimborsare tali ultime spese in unica soluzione, a ricezione della relativa istanza”.

Un’interpretazione errata secondo la Lega che al Ministro Gualtieri chiede anche di conoscere l’esatto numero delle richieste di rimborso inviate alle amministrazioni comunali e “se non ritenga oltremodo inopportuno richiedere ai comuni, nell’attuale contesto di grande difficoltà dovuto anche alle conseguenze della situazione emergenziale epidemiologica, le spese di riscossione di crediti che sono stati stralciati; se e quali provvedimenti di propria competenza intenda adottare a tutela delle Amministrazioni comunali”.

“Al momento – spiega Belotti – non siamo in grado di definire quanto fosse la spesa effettiva e quanto è stato richiesto ai comuni bergamaschi. Ma il problema è che sono cifre non dovute: magari possono apparire limitate, ma per i Comuni sono significative. Tanti sindaci non si sono nemmeno accorti di aver ricevuto questa comunicazione, in un periodo che aggiunge alle difficoltà ordinarie quella di non lavorare in presenza: li abbiamo invitati a verificare e nel frattempo di non pagare”.

Sulla stessa linea viaggia anche l’Ifel, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale istituito nel 2006 da Anci e che da allora assiste i Comuni nelle questioni economiche, che ritiene ingiustificata la richiesta dell’Agenzia delle Entrate.

“L’istituto dello stralcio dei debiti a ruolo affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2010 rappresenta una disciplina speciale e straordinaria di annullamento dei debiti fiscali pregressi, integralmente regolata dall’articolo 4 del dl 119/2018, che pertanto costituisce l’unica disciplina di riferimento – spiega l’Ifel – In particolare, la norma obbliga l’agente della riscossione a comunicare all’ente creditore, ‘senza oneri amministrativi’ a carico di quest’ultimo, l’elenco delle quote oggetto di annullamento (comma 1). La norma prevede inoltre il rimborso delle ‘spese per le procedure esecutive’ relative alle quote annullate, ‘maturate negli anni 2000-2013’ (co. 3), che dovrà essere effettuato in venti rate annuali a decorrere dal 30 giugno 2020, previa richiesta dell’agente della riscossione all’ente creditore. Nessuna menzione contiene invece la norma relativamente alle spese di notifica delle cartelle di pagamento dei debiti oggetto di annullamento; si ritiene in proposito che tale circostanza sia da ricondurre ad una precisa volontà del Legislatore che, laddove avesse voluto considerare tali spese, le avrebbe regolamentate all’interno della disciplina speciale di riferimento, così come è stato disciplinato il rimborso delle spese esecutive”.

Secondo l’Istituto di Anci, dunque, “l’assenza di riferimenti alle spese di notifica non può determinare alcuna richiesta ‘ordinaria’ di rimborso da parte dell’agente della riscossione, in quanto tale aspetto non è disciplinato dalla procedura speciale in riferimento, considerando anche che tali spese negli anni oggetto dello stralcio erano richiedibili solo a seguito della comunicazione di inesigibilità, evidentemente non applicabile al caso speciale in esame”.

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